Test di paternità venduto in farmacia in Gran Bretagna Ma scoppia la polemica
Medici ed esperti esprimono il timore che le persone, messe di fronte a risultati potenzialmente devastanti per loro e le loro famiglie, non abbiano un adeguato supporto
Roma, 8 febbraio 2011 - La recente messa in vendita del test di paternità nelle farmacie della grande catena ‘Boots’, in Inghilterra, ha scatenato un acceso dibattito nel Paese. In particolare medici ed esperti esprimono il timore che le persone, messe di fronte a risultati potenzialmente devastanti per loro e le loro famiglie, non abbiano un adeguato supporto.
La società che produce il kit, che consta di tre tamponi per la saliva ed è in vendita a sole 29,99 sterline, replica che la maggioranza dei test saranno effettuati sui bambini sui quali per ragioni anagrafiche il risultato non potrà produrre alcun impatto.
Josephine Quintavalle, direttore del Comment of Reproductive Ethic, non è affatto di questo parere. “Sarà usato quasi esclusivamente come arma fra adulti in relazioni conflittuali a scapito del bambino che si trova in mezzo”, ha dichiarato al Guardian. “L’impatto emozionale sul bambino non potrà però essere evitato. Non si può escludere anche un eventuale rigetto del padre che potrebbe avere conseguenze devastanti".
Il Fatherhood Institute ha invece accolto con soddisfazione il kit di “Boots”: “Se la scienza può aiutare a chiarire la paternità, è inaudito sostenere che non sia una cosa positiva anche perché questi test sono eseguiti salvaguardando la privacy dei genitori”, ha scritto in un comunicato.
L’azienda che li produce ha ribadito la convinzione della bontà della sua scelta in un Paese come il Regno Unito in cui il 25% degli uomini, secondo una ricerca, non sarebbe il padre biologico del figlio di cui crede di essere padre. Sempre secondo il produttore, il test è accurato al 99,99%. Se il figlio su cui si hanno dubbi di paternità ha meno di 16 anni, è necessario il consenso della madre per eseguire il test.




Rispondi Citando
Logica vorrebbe che a tradire i mariti siano ben più del 25%. Ah, però.

