Il Derviscio
Seconda d'Avvento e il moleskine.
Di , 06-12-14 alle 21:51 (2077 Visite)
Domenica scorsa ho ordinato in internet il mio regalo di Natale.
Martedí il postino ha suonato alla porta e voilá, il regalo mi è stato consegnato.
Pensavo con sollievo che anche quest’anno il programma “regalo di Natale” fosse stato risolto e archiviato.
Pensavo.
Poi, per mille ragioni, anzi, tre, ho pensato che avrei avuto bisogno di un Moleskine.
Ora, pensare di aver bisogno di un Moleskine vuol dire in realtà aver perso l’ennesima battaglia contro l’ego ma nessuno è perfetto.
Avrei potuto, anche questo, ordinarlo in internet ma la giornata era bella, la temperatura di 6° piacevole e cosí decido di uscire dalla tana e di interrompere il letargo appena iniziato.
Prima di uscire devo mandare tre Mail al mio datore di lavoro con le foto importanti della settimana, svuotare la lavastoviglie, togliere i panni dallo stendino e ordinarli negli armadi, portar fuori la spazzatura, ordinare la spesa in frigorifero e in cambusa, cosí, contro una delle mie regole fondamentali, vado in centro di sabato dopo il coprifuoco consapevole che l’avrei pagata cara.
Infatti, le gabbie sono aperte, le strade invase dalla folla, camminare sul marciapiede impossibile. A tutto questo aggiungete l’aggravante della seconda d’avvento che qui si chiama anche “Santa Klaus” e è il giorno in cui millemila milioni di persone hanno l’idea che oggi è il giorno piú appropriato per comprare i regali di Natale.
Ecco, il karma di una decisione cosí sciocca mi afferra subito appena sceso dal bus.
Sulla Ku’damm c’è il mercatino di Natale …
“Permesso, scusi, permesso, oh mi scusi, non l’ho fatto apposta, permesso, scusi” i bambini che devono riempirti la giacca di zucchero filato, le nonne che si fermano a far conversazione in quattro dove il passaggio è piú stretto, gli amici davanti al chiosco del vin brulé che si gridano nelle orecchie come se all’improvviso l’alcol li abbia fatti diventare sordi, donne che hanno perso il marito, il bambino o il portafogli, poliziotti all’angolo come in vetrina.
Ecco, mi sta bene, penso mentre mi avvio a piccolissimi passi verso il KaDeWe, il tempio del consumo della capitale.
“Se non c’è al KaDeWe, non esiste”.
Al KaDeWe puoi comprare il pesce vivo, un Patek Philippe o un francobollo da dieci centesimi e se sei a casa e ti serve una camicia nuova ma non hai tempo o voglia d’uscire, telefoni al numero del service e ti arrivano a casa quattro commessi con un Maestro Sarto e centoventi camicie della tua misura da provare, eventuali modifiche verranno fatte subito, ça va sans dire.
Il servizio non è gratutito, logico.
Davanti al KaDeWe la protesta animalista contro le pellicce, a Natale é d’obbligo come la stella cometa.
Salgo al quinto piano senza soffermarmi davanti a nessun’altra esposizione.
Rosso non c’é.
ROSSO NON C’É!
Al KaDeWe dove trovi il pesce vivo, il Patek Philippe e i francobolli da dieci centesimi, il Moleskine giornaliero grande, copertina flessibile ROSSA non c’é.
Sto per fare uno scandalo ma penso al Natale e al karma del mio ego che mi punisce e poi sono giá stanco di questa uscita e voglio tornare a casa.
Lo compro nero, cosí in ogni giorno del 2015 mi ricorderò che la stupidità non paga e questo fará molto male al mio ego.
Esco e come ultima tappa provo a cercare una traccia dell’avvento e del Natale cristiano.
Ripasso davanti alla Gedächtniskirche, la Chiesa della Commemorazione dell’imperatore Guglielmo.
Sul portone un cartello:
“Questa sera ore 18,00 cantate di Bach”
Mi sembra pochino ma freno i miei pensieri …
“Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati”.
Ci provo ma qui sembra che il Tempio del consumo ormai abbia preso il sopravvento sul Tempio dell’Altissimo.
É Baal che vince sul Dio Unico.
Adesso questo Moleskine nella tasca mi pesa un po’.


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