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Il Derviscio

Il discepolo ubriaco

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Un maestro aveva centinaia di discepoli.
Tutti pregavano all’orario giusto, tranne uno, che era sempre brillo.
Passò del tempo..il maestro si fece vecchio.
Alcuni degli allievi più virtuosi cominciarono a discutere su chi sarebbe stato il nuovo leader del gruppo, colui che avrebbe ricevuto gli importanti segreti della Tradizione.
Alla vigilia della sua morte, però, il maestro chiamò il discepolo ubriacone e gli trasmise i segreti occulti.
Una vera e propria ribellione si diffuse fra gli altri.
“Che vergogna!” esclamavano per le strade.
“Ci siamo sacrificati per un maestro sbagliato, che non sa vedere le nostre qualità.”
Udendo la confusione all’esterno, il maestro agonizzante disse: “Dovevo trasmettere questi segreti a un uomo che conoscessi bene. Tutti i miei allievi erano molto virtuosi, e mostravano solo le loro qualità.
Questo è pericoloso; spesso, la virtù serve a nascondere la vanità, l’orgoglio e l’intolleranza.
“Per questo ho scelto l’unico discepolo che conoscevo veramente bene, giacché potevo vedere il suo difetto: l’ubriachezza.”

Commenti

  1. L'avatar di testadiprazzo
    Mostrare ciò che siamo è una grande virtù..è il secondo passo verso la Comprensione..il primo è mostrarsi a se stessi..e le nostre mancanze sono i fondamenti della nostra redenzione..

    Comunque.. il conoscere le debolezze non ci fa ancora essere migliori..ma solo ancora più colpevoli se non le emendiamo..in quanto il Padre perdona chi non sa..ma chi sa e non fa nulla ..quale scusa potrà portare per il suo vizio..?

    O forse il discepolo era ubriaco anche senza bere alcool..e quindi il Maestro aveva riconosciuto il sapore del Vero..che inebria anche senza bere..?

    Comunque siano le cose..la storia ci insegna che la sincerità è il primo ingrediente per cucinarci al fuoco della Saggezza..ma non l'unico..in quanto bisogna avere costanza e volontà nel mantenerla..
  2. L'avatar di Marximiliano
    Noi possiamo conoscere le nostre debolezze anche solo per sapere come conviverci facendo però in modo che non ci distruggano... in questo la consapevolezza è uno strumento potente e sottile.
    Se poi una persona ha l'arroganza di non cercare nemmeno di riconoscere, non dico di eliminare, le proprie debolezze, non vedo come l'arroganza ignorante possa essere perdonata più di chi fa perlomeno il lavoro umile e difficile della ricerca della consapevolezza delle proprie debolezze
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