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Il Derviscio

Corri cavallo, corri.

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Un mattino un nobile giunse correndo nella sala di udienza di Salomone, pallido d’angoscia e con le labbra livide. Salomone disse: “Signor mio, che c`è?”Egli rispose: “Azra’il [l'angelo della morte] mi ha lanciato una occhiata carica di collera e di odio!”

“Suvvia, disse il re, che cosa desideri adesso? Chiedi.” “Oh protettore della mia vita – rispose – “ordina al vento di trasportarmi da qui in India. Forse quando il tuo servo sarà giunto là, la sua vita sarà salva.”
Salomone ordinò al vento di trasportare quell’uomo rapidamente di sopra dalle acque fino agli estremi confini dell’India. L’indomani, durante l’udienza pubblica, Salomone chiese ad Azra’il: “Perché hai guardato con collera quel musulmano, tanto che se n’è dovuto andare tanto lontano da casa sua?”

Azra’il rispose: “Quando mai l’ho guardato con collera? L’ho visto mentre passavo, e l’ho guardato con stupore, poiché Dio mi aveva dato un ordine: “Oggi, in India, prenderai la sua anima.” Meravigliato mi son detto: “Anche se ha cento ali, è un viaggio ben lontano; come potrò mai trovarlo in India?”"

Mawlana Jalal al-Din Rumi – Mathnawi – vol.1 – versi 960-970

Aggiornato il 09-02-13 alle 21:47 da Abdullah

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Commenti

  1. L'avatar di zucchetta
    [video=youtube;eZjC21LoWYw]http://www.youtube.com/watch?v=eZjC21LoWYw[/video]
  2. L'avatar di Maria Vittoria


    le tradizioni sono tante & la verità una sola
  3. L'avatar di sugarbabe
    Abdullah, ma tu hai uno sheikh?
  4. L'avatar di trash
    E venne il cane che si mangiò il gatto che si mangiò il topo...

    Un giovane giardiniere persiano dice al suo principe:
    - Salvami! Ho incontrato la Morte stamattina. Mi ha fatto un gesto di minaccia. Stanotte, per carità, vorrei fuggire lontano, fino a Isfahan.
    Il buon principe gli presta i suoi cavalli.
    Nel pomeriggio il principe incontra la Morte e le chiede:
    - Perchè stamattina hai fatto un gesto di minaccia al nostro giardiniere?
    - Non era un gesto di minaccia, ma un gesto di sorpresa. Perchè stamattina lo vedevo lontano da Isfahan, e ad Isfahan lo devo prendere stanotte.


    Da Le Grand Ecart di Jean Cocteau

    Non ho copiato questa sintetica versione della leggenda persiana di Rumi da Le Grand Ecart, il primo romanzo di Jean Cocteau, del 1923; l'ho trovata in "Racconti brevi e straordinari", una antologia curata da Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares, edita da Franco Maria Ricci nella collana "La biblioteca Blu", nel 1973.
    La fonte di Cocteau è il passo di Rumi riportato da Abdullah, ma anch'esso viene da più lontano, dal Talmud Babilonese, settecento anni prima di Rumi.
    La sukkah 53A del Talmud Babilonese racconta infatti questa storia:

    C'erano un tempo due scribi etiopi che erano al servizio di Salomone, Elihoreph ed Ahyah.
    Un giorno Salomone vide l'Angelo della Morte assai rattristato.
    «Perché sei così triste?» gli chiese.
    «Perché» rispose «mi hanno ordinato di prendere quei due Etiopi».
    [Allora Salomone] per salvarli li mandò alla città di Luz (l’antica ed indistruttibile Città di Luz, alla quale l’Angelo della Morte non ha accesso ed i cui abitanti sono immortali se rimangono entro le mura della città).
    Tuttavia, quando arrivarono alle porte di Luz, morirono.
    Il giorno seguente Salomone vide l’Angelo della Morte che se la rideva sotto i baffi.
    «Perché sei così contento?» gli chiese.
    «Perché hai mandato i due etiopi proprio nel luogo dove dovevo prenderli!» risposte la Morte.
    Al che Salomone espresse la morale della parabola: «I piedi di un uomo sono responsabili per lui: essi lo portano nel luogo dove egli è atteso.»

    (JCR - The Babylonian Talmud, Sukkah)

    Nel 1933, dieci anni dopo la pubblicazione del romanzo di Cocteau, William Somerset Maugham scrive la commedia "Sheppey": la Morte va a prendere il protagonista, il quale si rimprovera di non essere fuggito nell’Isola di Sheppey, dove sicuramente la Morte non sarebbe arrivata a prenderlo.
    Al che la Nera Signora risponde:
    «C’era a Baghdad un mercante che mandò il suo servo al mercato per far provviste. E il servo ritornò ben presto, pallido e tremante, e disse:
    “Padrone, poco fa, mentre ero al mercato, fui urtato da una donna nella folla, e quando mi volsi mi accorsi che era stata la Morte a urtarmi.
    Mi guardò e fece un gesto minaccioso. Te ne supplico, prestami il tuo cavallo ed io abbandonerò questa città per sfuggire al mio destino. E andrò a Samarra, dove la Morte non potrà trovarmi”.
    Il mercante gli prestò il suo cavallo, e il servo montò in sella e, spronando a sangue l’animale, partì al galoppo.
    Allora il mercante si recò alla piazza del mercato e mi scorse tra la folla.
    “Perché hai fatto un gesto minaccioso al mio servo, stamane?” mi chiese, avvicinandosi.
    “Il mio gesto non era di minaccia, bensì di sorpresa”, rispose “Fui stupita di vederlo a Baghdad poiché avevo un appuntamento con lui questa notte a Samarra”.»


    Maugham aveva certamente letto Cocteau e ha arricchito la storia con qualche dettaglio geografico, Baghdad e Samarra ( che dista da Baghdad circa 100 km).
    L'anno successivo, lo scrittore John O'Hara scrive un romanzo di buon successo che intitola "Appuntamento a Samarra" mettendo il racconto di Maugham come citazione di apertura del suo romanzo.
    Nel 1965, Oriana Fallaci la riprende, sbagliando il titolo e rimaneggiandola un po', in "Il sole muore":

    «Pensai piuttosto a quell’atroce racconto persiano dal titolo “Appuntamento a Samarcanda”. Nel giardino del re, la Morte appare a un servo. “Domani”, gli dice “ti vengo a prendere...”
    Allora il servo corre dal re e gli chiede il cavallo più veloce, per fuggire lontano: a Samarcanda.
    Arriva a Samarcanda, l’indomani, e la Morte è lì che lo aspetta.
    “Non è giusto”, grida il servo “non è leale”. “Perché?” risponde la Morte. “Sei fuggito senza farmi finire il discorso.
    Io ero in giardino per dire: domani ti vengo a prendere a Samarcanda”.»

    Così, in questa Fiera dell'Est, la città di Luz è diventata l'India di Rumi e l'India di Rumi è diventata Isfahan di Cocteau e lsfahan di Cocteau è diventata la Samarra di Maugham e O'Hara e infine quest'ultima, grazie al lapsus della Fallaci si è cristallizzata definitivamente nella Samarcanda che Vecchioni cantò nel 1977.
    Ma la Morte trova sempre la sua vittima a Samarcanda, oppure a Luz, in India, a Isfahan o a Samarra: al destino, davvero non si può sfuggire.
  5. L'avatar di José Frasquelo
    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    Abdullah, ma tu hai uno sheikh?
    qualche silsila turca...
  6. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    Abdullah, ma tu hai uno sheikh?
    Beh, qualcosa deve restare segreto, no?
  7. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da José Frasquelo
    qualche silsila turca...
    No, non é esatto.
  8. L'avatar di José Frasquelo
    tunisina, egiziana.
  9. L'avatar di sugarbabe
    non pensavo fosse una domanda così imbarazzante. io ho seguito per anni uno sheikh naqshbandi. mica mi vergogno.
  10. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    non pensavo fosse una domanda così imbarazzante. io ho seguito per anni uno sheikh naqshbandi. mica mi vergogno.
    Non é questione di vergogna.
  11. L'avatar di José Frasquelo
    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    non pensavo fosse una domanda così imbarazzante. io ho seguito per anni uno sheikh naqshbandi. mica mi vergogno.
    nooooooooooo! Ma poi senza Ritorno? Madò i naqshbandi no!
    Comunque ha ragione non si dovrebbe dire così ai quattro venti o comunque con una certa discreziine.
  12. L'avatar di sugarbabe
    ma che fesseria. la fate sembrare una setta segreta.
  13. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    ma che fesseria. la fate sembrare una setta segreta.
    Dai, non é questione. Ho dieci utenti nell'ignore che ad ogni post mi mandano le vignette del Profeta, messaggi privati con insulti e similia.
    Figurati se ci mettiamo a discutere di appartenenza a questa o a quella Tariqat.
  14. L'avatar di José Frasquelo
    Citazione Originariamente Scritto da Melusine
    ma che fesseria. la fate sembrare una setta segreta.
    no, ma neanche il club del burrago, su. Parliamo sempre di un sapere che non è per tutti, anche se aperto a tutti. Comunque poi di solito i murid me lo dicono sempre, magari abdullah se vuole ce lo dice in privato.
  15. L'avatar di sugarbabe
    basta che nelle impostazioni del blog metti che quelli in ignore non possono leggere né scrivere.
  16. L'avatar di José Frasquelo
    si ma lui teme se ne possano aggiungere altri...
  17. L'avatar di José Frasquelo
    Cmq credo sia naqshbandi anche lui visto che cita Nazim.
N. Post: