Ero a Termini e mi accingevo celermente a raggiungere la banchina della metropolitana in direzione Rebibbia, preoccupato da un ritardo mostruoso. Facevo gli scalini a due a due, ma giunto in cima alla scala odo che il treno stava già imbarcando passeggeri. Preso dallo sconforto, dato che la linea B (a differenza della A) passa con una frequenza da treno regionale, accelero ulteriormente il passo, ma dentro di me ero già colmo di amarezza. Corro come un disperato, ma a metà strada ...