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Il Derviscio

La locanda

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L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.

Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.

Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,

lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.

Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.

Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.

La locanda (Gialāl ad-Dīn Rumī)
Tag: locanda, rumi, uomo
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Commenti

  1. L'avatar di Ucci Do
    Bello, ma abbiamo la capacita', il discernimento e financo il dharma del dovere per distinguere il bene ed il male in cui ci imbattiamo e per accoglierli in maniera differente nella nostra locanda.
  2. L'avatar di Abdullah
    Credo che questo Rumi non lo Metta in dubbio
  3. L'avatar di Ucci Do
    D'accordo ma preferisco non fare entrare alcune cose nella mia locanda...ed anzi reagire per respingerle o annientarle.
  4. L'avatar di testadiprazzo
    Chi è padrone della locanda ..può fare entrare chi vuole..finché c'è posto..
    Il padrone vive da un'altra parte..dove i clienti molesti non arrivano..
    Ogni tanto visita la locanda..indifferente all'agitazione che c'è dentro o al silenzio..
    Essendo il padrone..ha diritto d'entrare quando vuole..nessuno può impedirlo..e nessuno si lamenta se rimane in solitudine nel suo alloggio..che tanto gli altri non lo possono raggiungere per incapacità a vedere oltre alla locanda..

    Ma non si pensi che il padrone sia indifferente a ciò che avviene ..è felice se i clienti stanno bene..e si rattrista se se ci sono tumulti e screzi..

    Ma anche la tristezza e la gioia sono ospiti come i clienti..vanno e vengono..
    Il locandiere vive appartato in un luogo tranquillo..e nessun trambusto lo può raggiungere..le sue stanze sono inaccessibili ...

    Beato lui..!
    Noi invece siamo assillati da clienti maleducati..schiamazzi..denunce..bestemmie e notti insonni..

    Qualche volta ho parlato col locandiere..volevo sapere come lo si diventa..
    Adesso so tante cose..mi ha spiegato la strada..messo in guardia da chi mi vuol far rimanere in quelle stanze luride..puzzolenti di fumo e di avanzi..di polvere e muffa..

    Ma ancora sono qui.. le chiacchiere stanno a zero..e invece degli angeli che volteggiano sorridenti..sono circondato da diavoli rozzi e prepotenti. che banchettano con la mia carne di viaggiatore incallito..
  5. L'avatar di Abdullah
    Testa ha introdotto un livello superiore o piú profondo di quanto la storiella volesse indicare.
    O forse, trattandosi di Rumi, ha scoperto prima di noi il livello accennato nell'ultimo verso.
    Quindi volendo parafrasare l'Adhyatma Upanisad si potrebbe dire cosí:

    "La locanda è il Suo corpo.
    Sebbene si muova attraverso la locanda,
    la locanda non Lo conosce".
N. Post: