Benvenuto in Termometro Politico - Forum.

Il Derviscio

Il nome di Dio e l'istinto di vendetta

Valuta Questa Inserzione

Un derviscio si mise in viaggio verso un lontano paese dove viveva un vecchio maestro sufi che conosceva il Supremo Nome di Dio (grazie al quale si possono compiere grandi miracoli).
Dopo lunghi mesi di duro cammino, giunse finalmente a destinazione, con la barba lunga, le calzature sfilacciate e il mantello logoro e impolverato.
«Dimmi, perché hai affrontato un viaggio così lungo per farmi visita?», chiese il vecchio sufi.
«So che conosci il Supremo Nome di Dio. E vorrei che lo insegnassi anche a me!», rispose il derviscio.
«Ma sei pronto per impararlo?», chiese nuovamente il vecchio.
«Certo, lo dimostra se non altro la forza di volontà con la quale ho affrontato questo lungo viaggio impervio», rispose il derviscio.
«Se è come dici, recati presso la porta della città. Osserva che cosa accade e poi torna a riferirmi quanto hai visto».
Il derviscio si recò nel posto indicato e si sedette a osservare. Vide giungere dal bosco un vecchissimo taglialegna col suo mulo carico di tronchi e rami. Non appena giunse di fronte alla porta della città la guardia di confine gli si avvicinò con fare arrogante, iniziò a percuoterlo e a sequestrargli il carico di legna. Cacciò infine a male parole il povero vecchio, che, con le lacrime agli occhi, se ne andò via assieme al suo mulo privo del carico di legna.
Il derviscio, addolorato da quella triste scena, ritornò dal vecchio sufi per riferirgli quanto aveva osservato. Il maestro, dopo aver ascoltato la vicenda, gli chiese:
«Se avessi posseduto il Supremo Nome di Dio come ti saresti comportato con la guardia di confine?».
«Avrei utilizzato il Nome per vendicare il vecchio!», rispose senza esitazione il derviscio ancora afflitto da quanto aveva osservato.
«Questo mostra perché non sei pronto per ricevere il Supremo Nome di Dio!», replicò il maestro. «Sappi che fu proprio quel vecchio taglialegna che me lo insegnò. E lui, che lo conosce, non lo ha mai utilizzato per vendicarsi!».

Commenti

  1. L'avatar di Abdullah
    audhubillah
  2. L'avatar di testadiprazzo
    Bè..credo che il conoscitore del Nome di Dio dovrebbe per lo meno fare uno sforzo per vedere se esistono città dove i carrettieri non vengono presi a legnate..

    Mi sa che la storiella sia posteriore ai fioretti di S.Francesco..e che da li abbia tratto ispirazione..
    Il godimento ad essere percossi è una cosa tipicamente cristiana..in quanto ci rende simili al Crocifisso..e meno al Profeta..
  3. L'avatar di José Frasquelo
    Ma non è una storia di attar questa?
  4. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Bè..credo che il conoscitore del Nome di Dio dovrebbe per lo meno fare uno sforzo per vedere se esistono città dove i carrettieri non vengono presi a legnate..

    Mi sa che la storiella sia posteriore ai fioretti di S.Francesco..e che da li abbia tratto ispirazione..
    Il godimento ad essere percossi è una cosa tipicamente cristiana..in quanto ci rende simili al Crocifisso..e meno al Profeta..
    Non mi sembra che il carettiere goda a essere preso a legnate.
    Semplicemente, nonostante il potere enorme che ha a disposizione, rinuncia alle ragioni del suo ego (l'istinto di vendetta) e continua la sua attivitá quotidiana con la certezza che ogni evento della sua vita provenga da Dio/Allah.

    Arrendersi al tutto: sei discorsi sulla sessualità tantrica - Bhagwan Shree Rajneesh - Google Books
  5. L'avatar di Abdullah
    Citazione Originariamente Scritto da José Frasquelo
    Ma non è una storia di attar questa?
    L'ho trovata senza fonte. Cosí a naso non mi sembra una parabola dal "Verbo degli uccelli", ma non ci metterei la mano.
  6. L'avatar di José Frasquelo
    abdullah mi sembra una di quelle del poema celeste, ma potrei sbagliarmi.
  7. L'avatar di José Frasquelo
    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah
    Non mi sembra che il carettiere goda a essere preso a legnate.
    Semplicemente, nonostante il potere enorme che ha a disposizione, rinuncia alle ragioni del suo ego (l'istinto di vendetta) e continua la sua attivitá quotidiana con la certezza che ogni evento della sua vita provenga da Dio/Allah.

    Arrendersi al tutto: sei discorsi sulla sessualità tantrica - Bhagwan Shree Rajneesh - Google Books
    L' unicità divina e l'abbandono fiducioso - Al Ghazâlî - Libro - IBS - Il Cerchio - Orientalia. Sez. Islam
  8. L'avatar di testadiprazzo
    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah
    Non mi sembra che il carettiere goda a essere preso a legnate.
    Semplicemente, nonostante il potere enorme che ha a disposizione, rinuncia alle ragioni del suo ego (l'istinto di vendetta) e continua la sua attivitá quotidiana con la certezza che ogni evento della sua vita provenga da Dio/Allah.

    Arrendersi al tutto: sei discorsi sulla sessualità tantrica - Bhagwan Shree Rajneesh - Google Books
    Capisco il significato della storiella..volevo solo specificare che oltre a superare l'ego..ci sta anche il non tentarlo..se così possiamo dire.. e su questo punto il carrettiere non brilla in iniziativa..

    Cioè..la storiella si presta a possibili fraintendimenti..che se testimonia l'accettazione..difetta in preveggenza..

    Il destino del cavallo dipende da Allah..ma e lo leghiamo al palo sicuramente Dio ce lo farà ritrovare..
    Così vanno accettate le sofferenze..ma solo quando abbiamo fatto il possibile per evitarle..

    Tanto più in chi essendo oltre l'ego non pecca di abitudini frutto di pigrizia..

    Voglio dire che il discepolo del Maestro vedrà nel racconto la potenza dell'abbandono..ma non la prudenza del saggio..e finirà che vorrà tentare il violento a percuoterlo per mostrare il suo raggiungimento..che poi è ragione delle pratiche di mortificazione..affermazione di un ego molto sottile..
N. Post: