Jared
Il trionfo dei viziati
Di , 02-08-12 alle 13:00 (1106 Visite)
Il "fumo passivo" (passive smoke o second hand smoke) è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più fumatori attivi ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi. Infatti quando una sigaretta viene fumata, il fumo che si sviluppa è di due tipi:
- centrale (in inglese chiamato mainstream smoke) che rappresenta il fumo attivo ed è prodotto dall'aspirazione del fumatore in gran parte inalato (corrente primaria) e solo in parte espirato (corrente terziaria).
- laterale (in inglese sidestream smoke) che rappresenta il fumo passivo ed è prodotto prevalentemente dalla combustione lenta della sigaretta lasciata bruciare passivamente nel portacenere o in mano fra un "tiro" e l'altro (corrente secondaria) e dal fumo espirato dal fumatore attivo (corrente terziaria).
Questa distinzione tra i due tipi di fumo corrisponde a differenze nella loro composizione.
Ricerche di chimica analitica hanno dimostrato che nel fumo laterale alcune sostanze irritative, ossidanti e cancerogene sono presenti in concentrazione superiore a quella del primo centrale; naturalmente il fumo "laterale" è molto diluito nell'aria ambiente, mentre il fumo "centrale è concentrato tutto all'interno dell'apparato respiratorio del fumatore.
E' importante ricordare che, quando il fumatore inspira profondamente il fumo, più della metà dei prodotti tossici (particolarmente catrame e monossido di carbonio) vengono trattenuti.
Il fumatore che non inspira ne trattiene molto meno.
L'inquinamento ambientale è costituito per 6/7 dal fumo laterale e per 1/7 dal fumo centrale espirato dal fumatore.
E' essenziale per ridurre il rischio legato all'esposizione, aprire le finestre e cambiare l'aria il più spesso possibile. Questo accorgimento è sempre utile quando ci sono fumatori in ambienti chiusi, anche nelle città più inquinate, perchè numerosi e rigorosi studi hanno dimostrato che l'inquinamento atmosferico è responsabile di 1/4 delle malattie respiratorie.
E' ormai ampiamente dimostrato che l'esposizione al fumo di tabacco ambientale (FTA) costituisce secondo la Enviromental Protectonio Agency (EPA) "uno dei più diffusi e pericolosi fattori inquinanti dell'aria degli ambienti confinanti"(3) un rischio sanitario significativo per i non fumatori.
Il Surgeon General del USA e la National Accademy of Sciences sono giunti alla conclusione che anche il fumo passivo è in grado di indurre il cancro polmonare nei fumatori e che i figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza di polmoniti, di bronchiti e crisi asmatiche rispetto ai figli di genitori non fumatori (1, 2). Secondo questi rapporti il fumo passivo provoca ogni anno negli USA quasi 5.000 decessi per cancro del polmone nei non fumatori. In Italia il fumo passivo sarebbe responsabile di un migliaio di morti l'anno. Anche gli studi epidemiologici più ottimisti valutano che il rischio cumulativo di morte per tumore polmonare sia di un morto ogni 1.000 persone esposte al fumo passivo. Questo rischio pur essendo enormemente inferiore a quello dei fumatori attivi (in cui è dell'ordine di 380 morti ogni 1.000 persone fumatrici). Tuttavia è decisamente poco accettabile. Recentemente si è vista una stretta correlazione tra fumo passivo e rinofaringiti con otiti purulenti dei bambini. I figli dei fumatori vanno incontro molto più frequentemente degli altri (38% in più).
Oltre alle malattie respiratorie al fumo passivo si segnala anche per un aumentato rischio per le malattie coronariche e degli attacchi cardiaci del 20% (soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio).
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Esistono tre metodologie di base per eliminare l'esposizione al fumo di tabacco ambientale (FTA):
1) la prima e la più diretta consiste nell'eliminare la fonte dell'inquinamento mediante il divieto o la restrizione del fumo nei luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro.
2) la seconda strategia consiste nell'eliminazione dell'inquinamento dall'ambiente per mezzo di un miglioramento della ventilazione degli ambienti interni.
3) una terza possibilità di soluzione invoca, come misura contro il fumo passivo nei luoghi pubblici, le "comuni norme di educazione" (Times, 19 agosto 1985 p.52) (4). Purtroppo varie indagini epidemiologiche come quella condotta su 22.000 adulti nel 1987 in USA con l'obiettivo di stabilire se nelle situazioni che riguardano il fumo passivo si faccia uso o meno delle comuni norme di buona educazione, hanno dimostrato che la soluzione del problema FUMO-PASSIVO attraverso le comuni norme di educazione, caldeggiate dalle industrie del tabacco, ha scarsa possibilità di successo come unico mezzo per eliminare le esposizioni al fumo di tabacco ambientale.
Infatti secondo questo studio, circa la metà dei fumatori (47%) ha affermato di essere abituato ad accendere la sigaretta nei luoghi pubblici senza chiedere agli altri se ciò possa dar loro fastidio. D'altro canto quando qualcuno accende una sigaretta in un luogo pubblico, solo il 4% dei non fumatori chiede al fumatore di spegnere la sigaretta, malgrado la maggior parte dei fumatori consideri fastidioso e dannoso il fumo passivo (5, 6, 7).
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Fonte: Ministero della Salute - CCM
L'esposizione al fumo passivo è comune in molti Paesi ma l'entità di questo problema a livello globale è poco conosciuta. Lo studio “Worldwide burden of disease from exposure to second-hand smoke: a retrospective analysis of data from 192 countries” (pdf 525 kb), pubblicato su The Lancet il 26 novembre 2010, ha avuto l'obiettivo di stimare l'esposizione in tutto il mondo al fumo passivo e i suoi effetti su bambini e adulti non fumatori nel 2004.
Più di 600 mila morti l’anno nel mondo sono causati dal fumo passivo, pari all'1% di tutti i decessi. 165 mila di queste morti riguardano bambini. I fumatori non mettono a rischio solo la propria salute, ma anche quella di 1,8 miliardi di non fumatori. Nel 2004, nel mondo erano esposti al fumo passivo il 40% dei bambini, il 33% dei maschi non fumatori e il 35% delle donne non fumatrici.
Questa esposizione ha portato a:
379 mila decessi per malattie ischemiche del cuore
165 mila decessi per infezioni delle basse vie respiratorie
36.900 decessi per asma
21.400 decessi per tumore ai polmoni.
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Fumo passivo: i danni
Esistono sostanziali evidenze scientifiche che il fumo passivo è seriamente nocivo per la salute dei non fumatori. Il non fumatore che inala fumo passivo rischia gran parte delle malattie cui è soggetto il fumatore attivo (4). L'esposizione al fumo passivo è caratterizzata da un effetto dose-risposta. Più intensa e più prolungata è l'esposizione al fumo ambientale, e maggiori sono le conseguenze derivate dalla nocività dell'esposizione.



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