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    Predefinito Silvio è inferiore come uomo.

    di Stefano Filippi pg.2 de ilgiornale.it 24 2 2011


    Non si sentiva la mancanza degli scenari internazionali borbottati da Romano Prodi.
    Il Professore, che pure dovrebbe conoscere il continente nero visto che dal 12 settembre 2008 presiede il gruppo di lavoro Onu-Unione Africana sulle missioni di pace, non aveva previsto le rivolte nei Paesi mediterranei.
    Si è svegliato anche lui quando le proteste popolari erano divampate da un pezzo: il suo primo intervento sulle vicende nordafricane è stato pubblicato dal «Messaggero» il 16 gennaio, quando il presidente tunisino Ben Ali era già fuggito da due giorni.
    D'altra parte, Prodi non nasconde la propria impreveggenza: l'altro giorno alla Johns Hopkins University di Bologna ha riconosciuto che la crisi è «qualcosa di assolutamente inatteso, fuori da ogni capacità di osservazione».

    Adesso però ha capito anche lui che le cose si mettono male e cerca di recuperare il tempo perduto, pur lamentandosi della lenta reazione del governo italiano.
    Editoriali, convegni, interviste al Tg3 e al «Corriere della Sera».
    Rieccolo, come si diceva di Fanfani.
    Prodi è riemerso dal letargo per dirci che Gheddafi è una sua creatura.
    «L'ho sdoganato io di fronte all'Europa», ha rivendicato.
    Nel 2004, da presidente della Commissione di Bruxelles, gettò le basi per la visita del Colonnello in Europa dopo la fine dell'embargo.
    Nel 2007, da premier, in coppia con il ministro degli Esteri D'Alema firmò l'accordo per operazioni militari di pattugliamento congiunte.
    E ancora lui, quando si sparse la voce di un Gheddafi in coma per un ictus, gli telefonò per rincuorare il mondo: il dittatore di Tripoli è vivo e lotta insieme a noi dalla sua tenda nel deserto.

    Però c'è un guaio.
    Che non sono le rivolte, i massacri ordinati dal raìs sdoganato, i rischi per le imprese italiane e per i nostri termosifoni riscaldati dal gas libico.
    No.
    Il guaio è Silvio Berlusconi.
    «C'è una questione di stile. È un problema di dignità, di come si gestiscono i rapporti internazionali. Il mio successore ha cercato lo spettacolo, lo show, ha blandito il raìs».
    Berlusconi avrà anche baciato la mano del Colonnello, ma una quantità di foto ritraggono l'uomo forte della Libia che abbraccia Napolitano, D'Alema, la Marcegaglia, lo stesso Prodi chiamato «fratello».
    Tutto inutile.
    «Esiste una diversità antropologica tra me e Berlusconi», è la sentenza senza appello.

    Una diversità antropologica.
    Riecco il razzismo-chic della sinistra italiana, il suo doppiopesismo duro a morire. Se Prodi firma accordi economici e militari, tutto bene; se lo fa Berlusconi sono schifezze.
    Se il Professore tratta con i dittatori è alta politica estera, se il Cavaliere chiude trattati d'amicizia arginando l'invasione di clandestini è un vergognoso «intreccio di legami e interessi».
    Prodi sdogana Gheddafi, D'Alema va a braccetto con i terroristi hezbollah, Bertinotti ossequia il subcomandante Marcos in Chiapas e brinda con Fidel Castro a L'Avana, ma loro lo fanno con stile, con dignità, senza dare spettacolo.
    Un abisso antropologico li separa dagli ominicchi del centrodestra.

    Lamberto Dini, che fu ministro degli Esteri nel primo governo Prodi, ha ricordato ieri che «l'Italia non ha nulla di cui vergognarsi, il governo Berlusconi non fa nulla di diverso da ciò che fecero i governi Prodi dall'Africa alla Cina».
    Lì il Professore bolognese è di casa: insegna all'università di Shangai, fa il consulente e il lobbista, è commentatore della televisione pubblica.
    Anche il regime di Pechino è stato sdoganato in Europa da Prodi.
    Del quale, tuttavia, non si ricordano proteste per i diritti umani né interventi a difesa dei rivoltosi in Tibet o dei vescovi imprigionati per motivi religiosi.

    Romano Cuor di Leone non ricevette il Dalai Lama a Roma ma caldeggiò la sospensione dell'embargo europeo sulla vendita di armi alla Cina.

    Gheddafi è sempre stato un alleato strategico, già da quando Craxi lo avvisò dell'imminente bombardamento ordinato da Reagan.
    Il Trattato che impedisce ingerenze negli affari libici fu preparato da Prodi e votato anche dal Pd.
    D'Alema fu il primo premier europeo a recarsi a Tripoli nel 1999.
    La sua successiva visita con Prodi del novembre 2006 fu raccontata dall'agenzia Ansa con toni elegiaci.
    «Il tempo per lei non passa mai», disse il Colonnello al ministro degli Esteri. «Ci manteniamo giovani», ribatté D'Alema. Il raìs: «Saranno i baffi?». Risposta: «Anche lei avrà i baffi tra un po'» riferendosi al viso non rasato. E il leader libico: «Lei ama il mare, mare e deserto sono simili». Il novello Magellano sorrise compiaciuto: «In entrambi i casi c'è bisogno del Gps perché si può perdere la rotta».

    Un minuetto, nulla a che vedere con la grossolana parata romana del dittatore. Che stile, questi «diversamente uomini» di centrosinistra.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Il delirio di Umberto Eco!

    "Berlusconi come Hitler".

    Berlusconi come Hi*tler?
    La sfiga di Umberto Eco è che lui spara cavo*late e tutti lo prendono sul serio. La colpa è della ma*schera.
    L’etichetta da se*miologo, i baciamano di quelli come Fazio, la capa*cit*à di dire castronerie sen*za sorridere.
    Ci ha provato a cambiare faccia.
    Via la barba da professorone e spuntano i baffetti da poli*ziotto belga, in stile Du*pont& Dupont.
    Inutile.

    Quella di Eco resta una vo*cazione frustrata: voleva fare il barzellettiere.
    Solo che i suoi giochi intellet*tuali sono così raffinati che pochi li capiscono.
    So*no paradossi della logica, freddure estetiche, orga*smi metalinguistici.
    Il vol*go purtroppo non ride, ma comincia a interrogar*si sui ragionamenti del grande intellettuale ultra*settantenne.
    Lo intervista*no. Lo chiamano maestro.
    Lo invitano a rodomonti*che manifestazioni politi*che dove lui gigioneggia convinto che prima o poi qualcuno riconoscerà ar*guzie e facezie.
    E invece niente.
    Saviano lo guarda, fa la faccia seria, si mortifi*ca, gli sanguina il costato per tutto lo sporco del mondo e a quel punto Umberto non ha il coraggio di dire la ve*rità: guarda che stavo buffo*neggiando.
    Così di nuovo è co**stretto a indossare gli abiti del maestro del pensiero.
    Eco, in*somma, è vittima di un pregiu*dizio.
    E con gli anni peggiora.
    Come se un vecchio non aves*se il diritto di dire scempiaggi*ni per divertirsi un po’. Povero briccone. Non sa che ultima*mente perfino i suoi amici di cena e sciarade lo prendono sul serio.

    L’ultima, per esempio, non l’ha capita proprio nessuno.
    Ecco cosa ha raccontato, que*sta volta perfino sorridendo per sottolineare la battuta, lo scrittore quasi Nobel? (A pro*posito, perché l’hanno dato a quel serioso di Pamuk e a quel tragico commediante di Dario Fo?).
    Alla Fiera di Gerusa*lemme arriva da una spalla compiacente la domanda buo*na per raccontare una sottile barzelletta:
    «Berlusconi è para*gonabile a Gheddafi e Muba*rak?».
    Eco fa l’occhiolino,sorri*de e risponde serio ( l’ironia na*sce dalla contraddizione sceni*ca):
    «No, il paragone, intellet*tualmente parlando, potrebbe essere fatto con Hitler. Anche lui giunse al potere con libere elezioni.
    Berlusconi ha vinto con il supporto di una grande maggioranza degli italiani.
    È piuttosto triste ma è così». Si aspettava la risata, almeno fin*ta, tipo quelle da sit-com.
    Nien*te. Tutti di corsa a scrivere la notizia.

    Eco sa che il paragone riabili*ta Hitler.
    Il peccato del Führer non si chiama propriamente bunga-bunga.
    E non è una bar**zelletta.
    La sera prima infatti ri*muginava sul caso di dirla o meno questa battuta. Chissà se qui in Israele si offendono? Eco sa anche, intellettualmen*te parlando, che la sua bouta*de non regge.
    Hitler ha preso il potere con il voto, ma poi ha blindato la Germania, con tan*to di cristalli e lunghi coltelli.
    Berlusconi ha vinto ed è stato sconfitto.
    Per due volte ha la*sciato Palazzo Chigi a Prodi.
    E il professore bolognese non è stato fatto fuori da un golpe, ma dai traffici di Veltroni, D’Alema e compagnia.
    Insom*ma, se Berlusconi fosse davve*ro Hitler quegli altri sono una banda di incoscienti, bugiardi e masochisti.

    È per questo che la barzelletta del semiologo non funziona. È sbagliata.
    Non rispetta la grammatica della logica. Purtroppo non fa ridere.
    Le intenzioni magari erano buone.
    La provocazio*ne di Eco aveva un senso.
    Era un modo per graffiare il popo*lo Viola, Moretti, Di Pietro, gli amici di Micromega che osses*sionati dal Cav continuano a sparare paragoni assurdi e sciocchi: Mubarak, Gheddafi, Saddam, Mussolini.
    Mancava solo Hitler.
    E, zac, ci ha pensa*to Eco.
    Vogliamo fare a chi la spara più grossa?
    Serviti. All Inn. Il piatto è suo.

    Il guaio è che i barzellettieri devono amare il prossimo.
    Eco davvero invece disprezza gli italiani. Non li sopporta. È carico di astio. Quando dice e scrive in Francia o in Germa*nia, in America o in Nuova Gui*nea che gl*i italiani non si meri*tano nulla non bluffa.
    È quello che pensa veramente.
    Ma Ber*lusconi non c’entra nulla.

    Eco è incazzato perché nessuno ri*de alle sue battute.
    È la trage*dia di ogni grande comico.

    di Vittorio Mscioce pg.1 e pg.3 de ilgiornale.it 24 2 2011

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Il delirio di Umberto Eco!

    "Berlusconi come Hitler".

    Berlusconi come Hi*tler?
    La sfiga di Umberto Eco è che lui spara cavo*late e tutti lo prendono sul serio. La colpa è della ma*schera.
    L’etichetta da se*miologo, i baciamano di quelli come Fazio, la capa*cit*à di dire castronerie sen*za sorridere.
    Ci ha provato a cambiare faccia.
    Via la barba da professorone e spuntano i baffetti da poli*ziotto belga, in stile Du*pont& Dupont.
    Inutile.

    Quella di Eco resta una vo*cazione frustrata: voleva fare il barzellettiere.
    Solo che i suoi giochi intellet*tuali sono così raffinati che pochi li capiscono.
    So*no paradossi della logica, freddure estetiche, orga*smi metalinguistici.
    Il vol*go purtroppo non ride, ma comincia a interrogar*si sui ragionamenti del grande intellettuale ultra*settantenne.
    Lo intervista*no. Lo chiamano maestro.
    Lo invitano a rodomonti*che manifestazioni politi*che dove lui gigioneggia convinto che prima o poi qualcuno riconoscerà ar*guzie e facezie.
    E invece niente.
    Saviano lo guarda, fa la faccia seria, si mortifi*ca, gli sanguina il costato per tutto lo sporco del mondo e a quel punto Umberto non ha il coraggio di dire la ve*rità: guarda che stavo buffo*neggiando.
    Così di nuovo è co**stretto a indossare gli abiti del maestro del pensiero.
    Eco, in*somma, è vittima di un pregiu*dizio.
    E con gli anni peggiora.
    Come se un vecchio non aves*se il diritto di dire scempiaggi*ni per divertirsi un po’. Povero briccone. Non sa che ultima*mente perfino i suoi amici di cena e sciarade lo prendono sul serio.

    L’ultima, per esempio, non l’ha capita proprio nessuno.
    Ecco cosa ha raccontato, que*sta volta perfino sorridendo per sottolineare la battuta, lo scrittore quasi Nobel? (A pro*posito, perché l’hanno dato a quel serioso di Pamuk e a quel tragico commediante di Dario Fo?).
    Alla Fiera di Gerusa*lemme arriva da una spalla compiacente la domanda buo*na per raccontare una sottile barzelletta:
    «Berlusconi è para*gonabile a Gheddafi e Muba*rak?».
    Eco fa l’occhiolino,sorri*de e risponde serio ( l’ironia na*sce dalla contraddizione sceni*ca):
    «No, il paragone, intellet*tualmente parlando, potrebbe essere fatto con Hitler. Anche lui giunse al potere con libere elezioni.
    Berlusconi ha vinto con il supporto di una grande maggioranza degli italiani.
    È piuttosto triste ma è così». Si aspettava la risata, almeno fin*ta, tipo quelle da sit-com.
    Nien*te. Tutti di corsa a scrivere la notizia.

    Eco sa che il paragone riabili*ta Hitler.
    Il peccato del Führer non si chiama propriamente bunga-bunga.
    E non è una bar**zelletta.
    La sera prima infatti ri*muginava sul caso di dirla o meno questa battuta. Chissà se qui in Israele si offendono? Eco sa anche, intellettualmen*te parlando, che la sua bouta*de non regge.
    Hitler ha preso il potere con il voto, ma poi ha blindato la Germania, con tan*to di cristalli e lunghi coltelli.
    Berlusconi ha vinto ed è stato sconfitto.
    Per due volte ha la*sciato Palazzo Chigi a Prodi.
    E il professore bolognese non è stato fatto fuori da un golpe, ma dai traffici di Veltroni, D’Alema e compagnia.
    Insom*ma, se Berlusconi fosse davve*ro Hitler quegli altri sono una banda di incoscienti, bugiardi e masochisti.

    È per questo che la barzelletta del semiologo non funziona. È sbagliata.
    Non rispetta la grammatica della logica. Purtroppo non fa ridere.
    Le intenzioni magari erano buone.
    La provocazio*ne di Eco aveva un senso.
    Era un modo per graffiare il popo*lo Viola, Moretti, Di Pietro, gli amici di Micromega che osses*sionati dal Cav continuano a sparare paragoni assurdi e sciocchi: Mubarak, Gheddafi, Saddam, Mussolini.
    Mancava solo Hitler.
    E, zac, ci ha pensa*to Eco.
    Vogliamo fare a chi la spara più grossa?
    Serviti. All Inn. Il piatto è suo.

    Il guaio è che i barzellettieri devono amare il prossimo.
    Eco davvero invece disprezza gli italiani. Non li sopporta. È carico di astio. Quando dice e scrive in Francia o in Germa*nia, in America o in Nuova Gui*nea che gl*i italiani non si meri*tano nulla non bluffa.
    È quello che pensa veramente.
    Ma Ber*lusconi non c’entra nulla.

    Eco è incazzato perché nessuno ri*de alle sue battute.
    È la trage*dia di ogni grande comico.

    di Vittorio Macioce pg.1 e pg.3 de ilgiornale.it 24 2 2011

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Povero eco.
    Pensare che ha scritto "il nome della rosa".

    Ad una certa età servirebbero delle strutture e tanti pannolini.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Va bene lo storico baciamano all'amico dittatore, manco fosse il Papa, pero' i 300 beduini a cavallo invitati da Berlusconi a sfilare davanti a Gheddafi vestito cone Renato Zero poteva evitarselo.

    A proposito di preveggenza: è vero che il 20 dicembre ultmo scorso il nostro carismatico premier col parrucchino si è vantato di essere amico personale di Gheddavi, Mubarak e Ben Alì quindi grazie alla sua grande simpatia e capacità di tessere rapporti l'Africa el Nord era amica dell'Italia?
    Quando tu vai dal fornaio lo insulti? Gli dirai buongiorno, spero.

    A noi serve energia sporca, quella pulita da uranio voi sinistri-ecollogisti-pallisti non l'avete voluta ed ora ci serve gas e petrolio.

    Bersani lo comprerebbe dalle 7 sorelle?
    Ultima modifica di yure22; 24-02-11 alle 10:48

  6. #6
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Quando tu vai dal fornaio lo insulti? Gli dirai buongiorno, spero.

    A noi serve energia sporca, quella pulita da uranio voi sinistri-ecollogisti-pallisti non l'avete voluta ed ora ci serve gas e petrolio.

    Bersani lo comprerebbe dalle 7 sorelle?
    No, io quando vado dal fornaio per farmi fare lo sconto salto sul bancone e mi slimono il fornaio come ha fatto Benigni con Pippo Baudo e Berlusconi con Gheddafi, noi bergamaschi siamo gente molto calorosa, ci piace molto toccare la gente con cui stiamo parlando, è un segno di amicizia
    Ultima modifica di brunik; 24-02-11 alle 11:22
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  7. #7
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    No, io quando vado dal fornaio per farmi fare lo sconto salto sul bancone e mi slimono il fornaio come ha fatto Benigni con Pippo Baudo e Berlusconi con Gheddafi, noi bergamaschi siamo gente molto calorosa, ci piace molto toccare la gente con cui stiamo parlando, è un segno di amicizia
    Meglio tu frequenta vendola, ci può nascere del tenero.

  8. #8
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Povero eco.
    Pensare che ha scritto "il nome della rosa".

    Ad una certa età servirebbero delle strutture e tanti pannolini.
    quando si dice ...invecchiare male ....

    Piu' che ribrezzo fa pena ....
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  9. #9
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    Due giorni fa c'è stata un'idiotissima dichiarazione di Umberto Eco sull'equiparazione tra Berlusconi e hitler, fatta a Gerusalemme, il che tra l'altro costituisce un insulto agli ebrei morti durante la Shoah.


    Per giunta Eco dimentica che la sinistra ha gli stessi scheletri nell'armadio, essendo i nazifascismi movimenti socialisti -oltre che nazionalisti- ed essendo Stalin [Castro etc.] un massacratore non inferiore ad altri.

    Invece -che caso!- Stalin non viene mai usato per spurgare gli antidemocratici che si vogliono colpire.


    Il microcosmo politico di Eco non toglie colpe, responsabilità, errori, disastri etc. che possono essere commessi da Berlusconi, ma dimostra una verità:
    che in Italia chi grida -Al lupo!- è un lupo anche lui, o una jena.

    Insomma, bisognerà andare verso una doppia negazione:
    né con Eco né con Bondi. Nè con Bossi né con Franceschini.

    Cercare aria nuova, invece di aria fritta.


    Con la stessa compostezza e moderazione dell'ultracraniuto Umberto Eco, anche in Francia a distanza di un giorno scoppia la moda dell'equiparare il nemico politico a hitler.

    Questa volta l'idea non viene da un barone universitario, :giagia: ma dai giovani socialisti, che hanno affisso un manifesto in cui Sarkozy viene destrutturato con un ready-made che lo raffigura col saluto hitleriano.


    Sono segni di un vuoto di idee imbarazzante.

    La destra europea non è priva di errori, ma se gli argomenti usati dalla sinistra sono questi, viene da pensare che i risultati elettorali a suo sfavore non sono dovuti ai nuovi hitler, ma sono dovuti ai Sor Pampurio e Cretinetti che li dirigono, e ai loro matrician-à penser.
    :giagia:





    Berlusconi e Sarkozy dipinti come hitler da opposizioni zeroiche - La Pulce di Voltaire


    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

  10. #10
    Teleimbonito Mafioso
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    Predefinito Rif: Silvio è inferiore come uomo.

    i commenti di certa stampa e di certa intellighenzia sui fatti e sui rapporti dell'italia e del pdc con la libia e con gheddafi mi sono apparsi vieppiù ipocriti alla lettura di altre secondarie notizie odierne passate quasi sotto silenzio...

    orbene, come si sarebbe comportata quella stessa intellighenzia supportata da quella stampa se le notizie fossero state queste?:
    - esponente del pdl afferma che servono processi secondo diritto e non secondo morale;
    - berlusconi visita la mostra su hitler;

    le notizie "originali", invece, sono queste:
    BIOTESTAMENTO MARINO (PD) SERVONO LEGGI NON NORME ETICHE - Agenzia di stampa Asca

    NAPOLITANO VISITA MOSTRA HITLER A BERLINO NEL POMERIGGIO VEDE MERKEL - Agenzia di stampa Asca

    immaginate i commenti di quella intellighenzia se qualche imbonito servo del nanomafioso avesse osato affermare che quello a berlusconi è un processo "etico" e non "giusto"?
    e se berlusconi si fosse permesso di visitare la mostra di hitler?
    apriti cielo...
    intendiamoci, non sto contestando il diritto e la legittimità del senatore marino di criticare una iniziativa legislativa della maggioranza, né il diritto - ed anzi il dovere - del pdr di visitare la mostra su hitler, sto semplicemente provando ad evidenziare come anche su cose assolutamente marginali il doppiopesismo sia tangibile ed innegabile...
    ma questo è il destino degli inferiori come silvio cui sono riservati pesi e misure diversi...
    Se non avete nulla da dire, per favore, non ditelo a me.

 

 
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