Il Risorgimento in Curva B
Il Risorgimento in curva B. Dal blog Napoli 3D di Alessandro Chetta. Corriere del Mezzogiorno
“Uagliù ma lo sapete chi era Cialdini?”. “Sì, io lo so, io lo so: era ‘na lota”. Cioè un poco di buono. Gli ultras del Napoli non hanno pietà per colui che fu spedito dai Savoia al Sud per debellare il brigantaggio. In generale non hanno pietà per i piemontesi che hanno unito Napoli all’Italia e scritto, da vincitori, la storia anche dei vinti. In viaggio sulla linea extraurbana che porta a Vila-real, amena cittadina (sembra Casoria) dell’hinterland valenciano, per la partita di coppa, i ragazzi si scambiano idee sulla formazione scelta da Mazzarri ma anche, perché no, sul Risorgimento. L’approccio è semplice e netto, involontariamente neoborbonico anche se per Ferdinando II e compagnia bella non risuonano ovazioni. A parlare è Fabio, il più informato sulla questione postunitaria. “Il primo sopruso - arringa - è quella statua di Garibaldi alla stazione di Napoli (in foto). Garibaldi è uno che si è rubato i soldi, e ha lasciato la nostra città ai torinesi. Allora io il giorno dei 150 anni (il 17 marzo, ndr) vado a mettere una bandiera col regno delle Due Sicilie sulla statua”. Troverà affollato. C’hanno pensato già in parecchi. “Uà ‘o frat’ – ribatte un altro tifoso – me stai ricenn’ cose che non sapevo…”. “Aspè – lo blocca Fabio – io non ti voglio convincere: vai prima una mezzora su internet. Leggi la verità. Poi mi chiami, e dici: Fabio avevi ragione”. Si fa il nome di Carmine Crocco, il brigante. “Fateci caso, uagliù: per Crocco non c’è neanche una strada, una piazza, niente, eppure lui ci ha difeso dai piemontesi ca se vulevan’ magnà Napoli”. La discussione si accende: “Io riconosco solo Napoli, Roma la schifo, non è la mia capitale. Noi dovremmo ribellarci, ci hanno sfruttato e non ci hanno dato niente in cambio…”. Un crescendo, interrotto da un altro compagno di trasferta in giacchetta adidas verde: “Sì ma stiamo parlando troppo…mo’ cantamm’”. E attacca: “Ti-seguo-ovunque-ti-seguo-io sempre ti-seguo contro le leggi che voglion dividerci…” sull’aria di Ti amo di Umberto Tozzi. ] Il Risorgimento in curva B
Scritto da: Alessandro Chetta alle 197
Tags: Cialdini, Crocco, Risorgimento, ultras
GARIBALDI.jpg
“Uagliù ma lo sapete chi era Cialdini?”. “Sì, io lo so, io lo so: era ‘na lota”. Cioè un poco di buono. Gli ultras del Napoli non hanno pietà per colui che fu spedito dai Savoia al Sud per debellare il brigantaggio. In generale non hanno pietà per i piemontesi che hanno unito Napoli all’Italia e scritto, da vincitori, la storia anche dei vinti. In viaggio sulla linea extraurbana che porta a Vila-real, amena cittadina (sembra Casoria) dell’hinterland valenciano, per la partita di coppa, i ragazzi si scambiano idee sulla formazione scelta da Mazzarri ma anche, perché no, sul Risorgimento.
L’approccio è semplice e netto, involontariamente neoborbonico anche se per Ferdinando II e compagnia bella non risuonano ovazioni. A parlare è Fabio, il più informato sulla questione postunitaria. “Il primo sopruso - arringa - è quella statua di Garibaldi alla stazione di Napoli (in foto). Garibaldi è uno che si è rubato i soldi, e ha lasciato la nostra città ai torinesi. Allora io il giorno dei 150 anni (il 17 marzo, ndr) vado a mettere una bandiera col regno delle Due Sicilie sulla statua”. Troverà affollato. C’hanno pensato già in parecchi. “Uà ‘o frat’ – ribatte un altro tifoso – me stai ricenn’ cose che non sapevo…”. “Aspè – lo blocca Fabio – io non ti voglio convincere: vai prima una mezzora su internet. Leggi la verità. Poi mi chiami, e dici: Fabio avevi ragione”.
Si fa il nome di Carmine Crocco, il brigante. “Fateci caso, uagliù: per Crocco non c’è neanche una strada, una piazza, niente, eppure lui ci ha difeso dai piemontesi ca se vulevan' magnà Napoli”. La discussione si accende: “Io riconosco solo Napoli, Roma la schifo, non è la mia capitale. Noi dovremmo ribellarci, ci hanno sfruttato e non ci hanno dato niente in cambio…”. Un crescendo, interrotto da un altro compagno di trasferta in giacchetta adidas verde: “Sì ma stiamo parlando troppo…mo’ cantamm’”. E attacca: “Ti-seguo-ovunque-ti-seguo-io sempre ti-seguo contro le leggi che voglion dividerci…” sull’aria di Ti amo di Umberto Tozzi.




7
Rispondi Citando
iaociao:
