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  1. #1
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    Predefinito Noreporter?ahiaahhaihai

    Oggi su Noreporter si ccusa DiPietro (non si sa bene su quali basi ) di essere amici di Michael leeden : invece l'amico di Leeden è qualcun altro... noi comunque diciamo sempre : daje berluscò , facce sognà

    Cav, Bush & Blair
    4 Luglio 2003 Il Foglio
    New York. "E’ chiara la ragione per cui Silvio Berlusconi è stato messo alla gogna", dice al Foglio l’editorialista angloamericano Andrew Sullivan a proposito del quasi unanime attacco della stampa europea nei confronti della sua presidenza Ue. Tre i motivi. "Il suo scetticismo sul ‘progetto europeo’, la sua ammirazione per i valori occidentali e il suo forte appoggio agli Stati Uniti". Secondo Sullivan, Berlusconi deve esserne fiero perché "da un certo punto di vista ogni insulto che riceve gli fa guadagnare punti agli occhi degli americani".

    Berlusconi ha sfilato l’Italia dallo storico ruolo di vassallo dell’asse franco-tedesco. Per colpa o per merito suo, oggi Roma è più vicina a Washington e a Londra che a Parigi e a Berlino. Alla vecchia Europa l’idea non può ovviamente piacere. Lo fa intendere anche un passaggio dell’articolo sul caso Schulz-Berlusconi pubblicato ieri dal New York Times: "Berlusconi ha scatenato l’ira della sinistra europea a causa della sua aperta ammirazione per il presidente Bush e per l’appoggio dato alla guerra in Iraq. I suoi rapporti con alcuni leader europei, in particolare con Gerhard Schroeder e Jacques Chirac, sono stati davvero tesi".
    Anatole Kaletsky, editorialista del Times di Londra, non ha dubbi su questo e invita Blair fin dal titolo a sposare la causa del Cav.: "Dovremmo cantare Forza Italia, Forza Gran Bretagna". Tutti si chiedono, scrive Kaletsky, se Berlusconi sia in grado di guidare l’Europa, "la risposta di Tony Blair e del governo britannico dovrebbe essere un chiaro e inequivocabile Sì". Motivo? "Berlusconi, con tutti i suoi difetti, rappresenta perfettamente il tipo di idea politica che la Gran Bretagna per decenni ha cercato di promuovere in Europa. I governi Blair e Berlusconi hanno in comune il modo di affrontare le questioni chiave dell’Europa di oggi. Queste vanno dal libero commercio alla globalizzazione, alle leggi sul lavoro, alle tasse, al welfare, alle pensioni e alla necessità di riformare radicalmente alcuni dei progetti economici più importanti d’Europa". Secondo Kaletsky, "sulla gran parte delle questioni europee i due paesi hanno oggi più cose in comune che con Germania e Francia". E "né la Gran Bretagna né l’Italia potranno mai essere partner con uguali diritti in una Unione europea dominata dalla Francia e dalla Germania. Ma se Inghilterra e Italia cooperassero e attraessero altri alleati, in Scandinavia, nella penisola iberica e nell’Europa centrale, saranno certamente in grado di guidare l’Europa nella loro direzione, come hanno già fatto (bene o male) sull’Iraq". La possibilità che il Cav. si stacchi dall’asse franco-tedesco "è la vera ragione dell’orrore con cui Bruxelles ha accolto la presidenza Berlusconi. Prima di lui nessun politico italiano aveva avuto il coraggio di contestare la finzione che l’Italia avesse uno status paritario a quello di Germania e Francia, in quanto fondatore dell’Europa".

    Non è "un tradizionale politico europeo"
    In un’intervista con Washington Files, la newsletter del Dipartimento di Stato, Michael Calingaert, direttore del Council for the United States and Italy, ha detto che Berlusconi non è "un tradizionale politico europeo". Gli italiani, ricorda Calingaert, sono stati "tra i più importanti nel gruppo di paesi che ha appoggiato l’America sull’Iraq, nonostante una larga parte dell’opinione pubblica fosse contraria". Ellen Frost, studiosa dell’Institute for International Economics, ha spiegato ancora al Washington File, che "gli italiani non devono provare di essere dei buoni europei solo perché di tanto in tanto stanno con l’America".
    Michael Ledeen, opinionista neoconservative che secondo il Washington Post è molto ascoltato dal mega consigliere di Bush, Karl Rove, ha scritto un articolo che National Review Online ha titolato in italiano: "Berlusconi, che bello!". E poi: "Un combattente per la libertà guida l’Europa". La tesi di Ledeen è questa: non credete a quello che scrive la stampa europea su Berlusconi, in realtà lo odiano perché "ha rotto l’antiamericano asse franco-tedesco, e perché ha stabilito una relazione speciale con Bush e Blair, in un modo che ha colto di sorpresa gli altri invidiosi leader europei".
    Ledeen individua un altro motivo delle critiche a Berlusconi. Non solo il rapporto con Bush, che verrà rinsaldato questo mese nel ranch texano del presidente. C’è anche la questione israelo-palestinese. Berlusconi è amico di Israele, scrive Ledeen, e a differenza degli altri europei non fa l’occhiolino ad Arafat. Anzi si è rifiutato di incontrarlo, mandando a quel paese Chirac che glielo aveva fatto notare. La tesi è confermata indirettamente dal New York Sun: "Berlusconi rappresenta una speranza per le relazioni Europa-Israele". A Gerusalemme, ha scritto il Sun, sono "ottimisti" e credono che grazie al Cav. ci sarà "un approccio europeo al Medio Oriente più bilanciato". E quanto al Piano Marshall per l’economia della Palestina, "Sharon lo chiama affettuosamente il Piano Berlusconi".
    Bazooka!!!

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Noreporter?ahiaahhaihai

    Si diffonda immediatamente la notizia che il neofascismo risorgente (quello di cui ogni giorno compaiono indizi sempre più inquietanti) si schiera con Di Pietro e con Travaglio.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Noreporter?ahiaahhaihai

    Berlusconi la settimana scorsa si è dichiarato favorevole al progetto di Netanyau ad una Palestina smilitarizzata.
    Si, davvero un duce rivoluzionario anti-imperilista... Ah ah ah.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Attila Visualizza Messaggio
    Si diffonda immediatamente la notizia che il neofascismo risorgente (quello di cui ogni giorno compaiono indizi sempre più inquietanti) si schiera con Di Pietro e con Travaglio.
    Lasciamo stare Travaglio e Di Pietro.
    Berlusconismo e fascismo sono 2 cose antitetiche che dovranno scontrarsi ferocemente. L' unico modo di stare insieme per un fascista e un berlusconiano è il fascista in piedi che prende a calci il berluscones sottomesso. Questa è la sola possibile interazione.

  5. #5
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    Ecco, occorre che un discorso del genere si faccia strada nella società, così da dissolvere i recenti equivoci in malafede sul "nuovo duce". Il premier eletto minacciato dal fascismo intollerante che rialza la testa!

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Noreporter?ahiaahhaihai

    Citazione Originariamente Scritto da Attila Visualizza Messaggio
    Ecco, occorre che un discorso del genere si faccia strada nella società, così da dissolvere i recenti equivoci in malafede sul "nuovo duce". Il premier eletto minacciato dal fascismo intollerante che rialza la testa!
    Questo si chiama RISCATTO. Questo si chiama LAVAGGIO DELLA VERGOGNA nella quale il neofascismo si è immerso sopratutto negli ultimi anni.

  7. #7
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    Lavaggio, redenzione! Dissolvere immediatamente i pericolosi equivoci diffamatori che si sono ingenerati presso l'opinione pubblica!

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Noreporter?ahiaahhaihai

    ecco il nuovo delirio del neo-fascismo anti-berlusconiano: la difesa di Di Pietro e Travaglio.
    I soliti servi sciocchi dell'atlantismo.

  9. #9
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    Giò sai legegre l'articolo? chi sarebbe l'atlantista? io dico solo che il berluskazz è il leccazampe dei neocons
    cmq sono anche sionista: per fortuna c'è il duce Berluscò che combatte Usisrael ostridicolo:

    "Propongo Erice, in provincia di Trapani, per ospitare i negoziati fra israeliani e palestinesi". Lo annunciato il presidente del Consiglio Berlusconi al termine della conferenza stampa congiunta, a Palazzo Chigi, con il premier israeliano Netanyahu.

    Al termine di una colazione di lavoro, i due leader hanno espresso preoccupazione sull'evolversi della situazione in Iran e si sono detti d'accordo sulla nascita di uno Stato palestinese smilitarizzato.

    Berlusconi ha poi annunciato l'istituzione di un vertice bilaterale, con cadenza annuale, tra Israele e Italia. "Sono stato invitato a parlare alla Knessèt, il parlamento d'Israele", ha rivelato inoltre Berlusconi. Netanyahu incontrerà in serata il presidente della Camera Fini e domattina, prima di partire alla volta di Parigi, il capo dello Stato Napolitano.

    Berlusconi, nuovi insediamenti ostacolo a pace
    "Ci siamo permessi anche di attirare l'attenzione del primo ministro sulla necessita' di dare segnali significativi sul blocco degli insediamenti che altrimenti rappresenterebbero un ostacolo per la pace". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

    Berlusconi, valuteremo con gli Usa i rapporti economici con l'Iran
    "Abbiamo parlato proprio di questo e ho dichiarato la nostra disponibilita' a continuare questi rapporti" economici con l'Iran "soltanto se questo fosse considerato, sul piano internazionale e con la partecipazione esplicita dell'amministrazione americana, qualcosa di positivo" ha aggiunto il presidente del Consiglio Berlusconi nella conferenza stampa.

    Berlusconi, si alla smilitarizzazione palestinese
    "Ho espresso apprezzamento per le prospettive circa la smilitarizzazione dello Stato palestinese che ci sembra assolutamente doveroso e anche per il fatto che lo Stato di Israele debba essere riconosciuto". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, a Palazzo Chigi, riferendosi al discorso pronunciato nei giorni scorsi dal leader di Israele. Con Netanyahu, ha aggiunto, "abbiamo parlato della situazione attuale in Medio Oriente e abbiamo confermato il nostro sostegno al rilancio del dialogo isrealo-palestinese per promuovere la pace in Medio Oriente".

    Netanyahu a Berlusconi, grazie per la tua leadership e amicizia
    "Ringrazio Silvio Berlusconi per la sua leadership, per la sua amicizia, per aver sempre difeso quella che e' la verita', anche quando i venti erano contrari, per aver sempre detto le cose che contano, le cose che sono importanti" ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu

    Netanyahu, appoggio il Piano Marshall per la Palestina
    "E' arrivato il momento di lavorare per mettere in pratica il piano a cui Berlusconi lavora da un decennio". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, precisando di appoggiare "al cento per cento il piano Marshall" per la Palestina. Si tratta di un piano di pace, ha aggiunto, che rilancia l'economia e punta a sviluppare il turismo in questa zona. Un tema del quale, come hanno sottolineato sia Berlusconi che Netanyahu, si e' parlato a lungo durante la colazione di lavoro.

    Netanyahu, Berlusconi invitato a parlare alla Knesset
    Ogni anno si terra' un incontro bilaterale tra Italia e Israele, il primo si terra' in Israele, e il premier Silvio Berlusconi e' stato invitato a parlare alla Knesset, il parlamento israeliano. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa congiunta al termine della colazione di lavoro a Palazzo Chigi con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Il primo ministro mi ha invitato in Israele per il primo vertice e mi ha dato l'onore di parlare alla Knesset. Saro' molto lieto di a visitare un amico, in un Paese amico che restera' amico per molti anni", ha detto il premier Berlusconi nel corso della conferenza stampa.

    Berlusconi, contrarietà assoluta che l'Iran abbia armi nucleari
    Nel corso del colloquio ho ribadito "l'assoluta contrarieta' circa la possibilita' che l'Iran possa arrivare ad avere armamento nucleare". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa congiunta con Netanyahu.

    Netanyahu, il coraggio degli iraniani merita l'acclamazione
    "Il coraggio mostrato dal popolo iraniano merita l'acclamazione da parte degli uomini e delle donne libere" ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, aggiungendo che l'Iran "sta opprimendo il suo popolo". Un tema del quale, ha aggiunto, "abbiamo parlato a lungo con Berlusconi".
    Bazooka!!!

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Noreporter?ahiaahhaihai

    martedì 30 giugno 2009, 07:00
    Berlusconi: «Dal G8 sanzioni contro l’Iran»
    Il G8 sarà l'anticamera di nuove e più dure sanzioni contro l'Iran. Ad annunciarlo ci pensa Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa di Napoli in cui presenta i temi all'ordine del giorno del summit in programma all'Aquila. Quanto sta accadendo in Iran spiega il premier rispondendo ad una domanda su possibili sanzioni internazionali «sarà il primo argomento che tratteremo al G8 e credo, anche se non voglio anticipare quello che accadrà, che si vada verso la direzione accennata». Stando alla dichiarazione del presidente del Consiglio, frutto sicuramente di consultazioni con gli altri capi di Stato, all'Aquila si cercherà di affrontare una delle più scottanti e attuali incognite della politica internazionale.
    Fino a oggi sia gli Stati Uniti, sia l'Europa hanno mantenuto un atteggiamento di estrema cautela nei confronti dei brogli elettorali e della dura repressione ai danni dell'opposizione. Un atteggiamento duramente criticato per quanto riguarda l'Unione dal presidente della Camera. «L'omaggio alla realpolitik ha detto ieri Fini - non può impedire alla Ue di esprimere tutto lo sdegno per quanto avviene a Teheran».
    Alla base di tante cautele vi era il timore di chiudere i ponti con Teheran e inficiare i negoziati sul nucleare ipotizzati fino a qualche settimana fa da Barack Obama. L'anticipazione del nostro presidente del Consiglio fa capire che quel negoziato sia già consegnato agli archivi della storia. Di fronte all'imbarazzo di trattare con un presidente sospettato di aver vinto con brogli e di un regime colpevole di gravissime violazioni dei diritti umani gli otto grandi punterebbero alla contrapposizione.
    Al G8 si discuteranno dunque nuovi provvedimenti capaci rendere più efficace la morsa economica e bloccare le aspirazioni nucleari di Teheran. In particolare bisognerà capire come superare l'opposizione di Russia e Cina responsabili in passato delle minacce di veto in sede Onu che hanno imposto l'approvazione di mozioni inadeguate.
    Mentre l'Occidente cambia rotta il regime della Suprema guida Alì Khamenei difende le proprie posizioni e ribadisce una volta di più i risultati elettorali del 12 giugno. A temine dell'annunciato riconteggio a campione di tre delle trenta province in cui si è votato lo scorso 12 giugno il Consiglio dei Guardiani ha confermato ieri sera i contestati verdetti ufficiali. L'ayatollah Ahmad Jannati, segretario e presidente dell'organo costituzionale responsabile in materia elettorale, certifica con una lettera al ministro degli interni Sadegh Mahsouli «l'accuratezza dei risultati delle elezioni presidenziali». L'opposizione guidata dall’ex premier Mir Hussein Mousavi aveva già fatto sapere di non riporre alcuna fiducia nel riesame di urne piene probabilmente di schede fasulle. L'onda verde dopo la manifestazione organizzata sabato sfruttando una celebrazione di Stato è tornata ieri a sfilare in Vali Asr uno dei più importanti viali della capitale dando vita a dei serpentoni umani. Anche stavolta i dimostranti sono stati dispersi dalle cariche delle milizie basiji e dai lacrimogeni.
    Cinque dei nove dipendenti iraniani dell'ambasciata britannica arrestati sabato sono stati intanto rilasciati. La liberazione è avvenuta dopo il colloquio telefonico di domenica sera tra il ministro iraniano degli Esteri, Manouchehr Mottaki, e il collega britannico David Miliband.
    Bazooka!!!

 

 
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