E anche il giurista attribuisce ai giudici un potere che non hanno.. (se non in parte)
Comunque ci si deve decidere: pene aspre o troppo lievi?


E anche il giurista attribuisce ai giudici un potere che non hanno.. (se non in parte)
Comunque ci si deve decidere: pene aspre o troppo lievi?
"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


Non me la sento di commentare la morte di una giovane vita, DIO solo sa che cosa lo ha profondamente scosso,oguno di noi è un universo a parte che non somiglia a nessun altro.
RIPOSI IN PACE!


Una storia toccante perchè dal ragazzo permea una sensibilità imperscrutabile.
Se gli eventi fossero stati quelli che lui si figurava e che gli sono apparsi in tutta la loro tremenda atrocità, risulterebbe verosimile, conoscendo noi la crudeltà con la quale giudici e media infliggono sofferenze oltre ogni limite agli sventurati che incorrono in questo tipo di sciagure, che sarebbe stato vittima certa della campagna mediatica infamante.
La magistratura, in particolari circostanze, ha potere di vita e di morte sopra i "sudditi".
Non penso di dover ricorrere a certi "rigogliosi" esempi di un passato incancellabile per molti.
Quì non si tratta di stabilire se le pene sono troppo aspre o troppo lievi.
Le pene previste per i delitti colposi di questa natura sono giuste.
La responsabilità, che attiene unicamente al magistrato, è quella di rimanere nell'alveo della dottrina dominante che ragionevolmente li colloca nella sfera della colpa.
Da tre anni a questa parte assistiamo inermi alla sistematica alterazione, da parte dei magistrati requirenti e, quel che è peggio di quelli giudicanti, di uno degli elementi fondamentali della teoria del reato nel nostro ordinamento penale: l'inspiegabile "trasmigrazione" dell'elemento soggettivo da colpa a dolo con le pregiudizievoli conseguenze che ne derivano.
Ma ad una banda di presuntuosi arroganti incolti dotati di un immenso potere ottenuto mediante continue esondazioni e che per questo ha occupato, sfruttando il diritto di usucapione dovuto all'inerzia di un parlamento formato da conigli (così è stato sino alla scorsa legislatura), ogni spazio disponibile, puoi forse ordinare di rientrare nei ranghi?ncav:
Chiunque, nella circostanza in cui si è trovato Daniel, avrebbe percorso i sentieri della riflessione imbattendosi in questi ed in molti altri tetri pensieri.:giagia:
Ultima modifica di Edmond Dantés; 03-03-11 alle 17:18
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


eccallà....
colpa delle toghe rosse.


La cosa di cui più non mi capacito, è come sia riuscito, non so, quasi a divincolarsi, a rifuggire, dalle possibilità che pure lungo il suo vagare ha incontrato, di rimanere aggrappato alla vita.
Ma no, se le è puntualmente lasciato alle spalle, ci è letteralmente andato incontro, alla morte.
Altre parole non me ne vengono. Solo un gran dolore.
Se non sai di che morte morire, scegli me.




Retorica? Non so, è solo una mia riflessione, e nulla di più voleva essere.
Bè, ci sono stati più di dieci giorni, per rendersi conto che era meglio tornare a casa.
Dieci giorni in cui ha rifiutato l'aiuto di chiunque. Ha rifiutato l'aiuto di alcuni volontari della Croce Rossa, è fuggito dal Pronto Soccorso, ha rifiutato l'accoglienza in una comunità, è passato anche per un bar ma se n'è andato anche da lì. E se n'è tornato nei boschi, invece di stazionare almeno in un posto al chiuso, che poteva garantirgli qualche possibilità di sopravvivenza in più. Invece no, ha ripreso una strada in mezzo a sterpaglie impraticabili, alla mercè del freddo e della fame.
Sia chiaro che non intendessi dire che ne fosse consapevole, di stare continuando ad andare incontro alla morte, o che ci fosse intenzionalità, in questo.
Solo riflettere su come, di fatto, così sia andata.
Ultima modifica di _crazy diamond_; 03-03-11 alle 19:42
Se non sai di che morte morire, scegli me.


Premetto che non ho seguito analiticamente la vicenda, quindi è probabile che la mia perplessità suoni priva di senso...
Se ho ben capito questo ragazzo è fuggito dopo un incidente automobilistico, convinto di aver fatto una strage mentre le persone a bordo dell'altra vettura avevano riportato solo lievi contusioni...
Nei giorni del suo disperato vagabondaggio è stato talvolta scorto e perfino avvicinato dai soccorritori (volontari, carabinieri) e da altri, ma è sempre riuscito dileguarsi fino all'esito drammatico che conosciamo... Ma insomma, nessuno di costoro ha mai potuto acchiapparlo per la collottola e urlargli in faccia che non era successo niente?
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 03-03-11 alle 23:39
"Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)


{Puntodivistamente parlando...} {opuɐlɹɐd ǝʇuǝɯɐʇsıʌıpoʇund}
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Vipera Gentile& Cazzeggiatrice senza tante pretese


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