

Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Che differenza farebbe? Un grado di servilismo e deferenza in più? E Berlusconi, cosa baciò? Le decine di migliaia di profughi italiani scacciati dalla Libia e derubati dei loro averi? Tu hai la memoria storica a scartamento ridotto e monodirezionale?hefico: :gluglu:
Ultima modifica di Scipione; 04-03-11 alle 14:36


Mi pare che ci sia una differenza fondamentale tra liberare un assassino di 270 persone per motivi umanitari e baciare la mano ad un capo di stato (checché se ne pensi è così...) magari in ossequio a certe usanze locali chissà (?!?) per avere in cambio forniture di energia, contratti di lavoro, controllo sull'immigrazione clandestina, ecc.
Lo so che per voi sinistrati la cosa è inquietante ma questi sono i fatti: Berluscono, purtroppo per voi, non si è ancora reso responsabile di una vergogna come quella di liberare un assassino.
Lo so che la memoria gioca a volte strani scherzi...
Ma vi dovete rassegnare a considerare che con chi tiene in mano il rubinetto del petrolio bisogna SEMPRE scendere a patti.
Leggisca qui e si rinfranchi lo spirito.
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Il titolo di un lancio dell’agenzia ANSA del 2 dicembre 1999 è chiaro: “Italia-Libia: Gheddafi, rapporti migliori con Ulivo al governo”.
Il concetto è ribadito nel resto della notizia: “I rapporti tra Italia e Libia si sono ‘consolidati’ da quando l’Ulivo è al governo. Il leader libico si è detto ‘molto soddisfatto’ del suo colloquio di oggi con D’Alema e ha affermato che ora i rapporti tra i due paesi sono ‘amichevoli’.
‘Questi rapporti sono migliorati grazie all’Ulivo e alla direzione del nostro amico D’Alema. Lo stesso incontro è stato possibile perché l’Ulivo è andato al governo’, ha ripetuto”. L’entusiasmo e la gratitudine mostrati allora da Gheddafi sono comprensibili.
Massimo D’Alema è stato il primo premier europeo a visitare la Libia da quando l’Onu, nel ’92, stabilì le sanzioni per l’attentato di Lockerbie, le stesse poi revocate nell’aprile ’99. Questo record – che in diplomazia pesa – non è casuale.
E non è neppure merito di D’Alema. Si deve, invece, a Romano Prodi: il 21 ottobre del ’96, dopo un incontro con Hosni Mubarak, Prodi mostrò apprezzamento per le parole del presidente egiziano sui “cambiamenti della politica di Gheddafi”, e salutò quel processo come un “punto di riferimento importante per la politica estera”.
Il 9 luglio del 1998, in piena fase di sanzioni Onu, Lamberto Dini firmò un primo trattato con la Libia, che fu lungamente discusso con Gheddafi.
Quel trattato, dissero allora all’Ulivo, si basava sulla constatazione che “direttamente o indirettamente, Tripoli da tempo non è più coinvolta in atti di terrorismo”. Era un’affermazione avventata – come dimostrerà il Sismi nel 2003 – che però fece da prologo al viaggio di D’Alema del ’99 e alle numerose telefonate fra Gheddafi e Prodi, salito nel frattempo alla guida della Commissione europea.
Dopo i loro scambi, i quotidiani europei cominciarano a parlare di un possibile invito a Bruxelles per il leader libico. Le critiche costrinsero Prodi a ritirare l’invito e costarono al politico italiano un velenoso ritratto del Times. “Prodi sprizza idee in tutte le direzioni – scrissero i britannici – Se non si è ancora dimostrato un leader energico e dotato di una visione, è perché il signor Prodi è ostacolato dalla sua imperfetta padronanza dell’inglese e del francese, da un servizio stampa erratico e dal suo stile schivo”.
Naturalmente, Gheddafi si dichiarò “indignato per la decisione di non essere ricevuto”, e lo stesso Prodi comprese di dovere mettere a punto un nuovo dossier sulla Libia.
La prima fase dei rapporti del centrosinistra con Gheddafi finì lì, con molta fiducia mal riposta e un sostanziale nulla di fatto. Ma nell’autunno del 2003 accadde un evento che modificò completamente la posizione della Libia e le sue relazioni con l’Italia. Il Sismi di Nicolò Pollari, in un’azione congiunta con il Mukhabarat egiziano e con il supporto esterno della Cia, scoprì una nave carica di armi di distruzione di massa diretta in Libia. Il dossier era gestito dagli stessi agenti coinvolti nel caso Abu Omar, quelli che la procura di Milano ha mandato sotto processo e ha fatto condannare. La nave provava che la fiducia concessa a Gheddafi dai governi dell’Ulivo era cieca e immotivata.
Silvio Berlusconi, in accordo con George W. Bush, lavorò a una complessa trattativa che obbligò Gheddafi ad abbandonare le armi di distruzione di massa. Per questo, il Cav. fu ringraziato pubblicamente da Bush.
All’annuncio del Colonnello seguì il primo viaggio di Berlusconi a Tripoli del 2 ottobre del 2004, quando furono poste le basi per il trattato definitivo di amicizia.
Nel 2006, appena tornato al governo da ministro degli Esteri, Massimo D’Alema tentò di capitalizzare il lavoro svolto dal centrodestra. Ma fallì, come ben comprese il diplomatico italiano che, il 10 novembre del 2007, vide allibito il leader libico alzarsi e allontanarsi senza neanche salutare mentre ancora D’Alema parlava.
Quello fu il loro ultimo incontro ufficiale. Si tratta di un episodio noto soltanto a pochi, che però spiega perché, nell’estate del 2009, D’Alema decise di fare un’inusuale anticamera davanti alla tenda di Gheddafi a villa Pamphili, dopo che questi aveva disdetto un incontro a Montecitorio.
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Capito Gianantonio? Sciacquarsi la bocca prima di indignarsi.
Ultima modifica di Kobra; 04-03-11 alle 15:04
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
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Naturalmente l'obiezione potrebbe riguardare la storia di Sigonella e di Craxi che favorì l'espatrio di un terrorista che aveva assassinato un cittadino americano.
Confido che l'intelligente compagno sinistrato voglia cogliere le sostanziali differenze tra le quali - mai ultima - quella di aver ribadito una volta per tutte la nostra sovranità nazionale.
Altra storia.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
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"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Cari bananas non perdete tempo a fingervi esperti, di strategie militari ne sapete meno di zero.
La Libia dispone di un arsenale vetusto da anni '70/80: aerei vecchi con piloti mal addestrati, carri armati peggiori di quelli di Saddam nel 2003 e mercenari che alla prima bandiera straniera scappano via col malloppo.
Gli USA ci metterebbero meno di 48 ore ad annichilire la Libia senza subire neanche una che sia una perdita. I missili libici sono giocattoli, ormai le navi americane dispongono di sistemi anti-missile che le rendono immuni da simili attacchi improvvisati.
Se Obama schiocca le dita il giorno dopo Gheddafi è appeso al cappio nel suo palazzo in fiamme.
Ultima modifica di Cesare; 04-03-11 alle 15:14
.


Ci sono degli ottimi eredi di Bettino alla guida del nostro Governo.
Qui abbiamo a che fare con un bamboccetto insicuro di sé, pieno di grandi ideali ma assolutamente in balìa (o a balia...?!?) di come soffiano i quattro venti.
Consideriamo attentamente le parole di prudente saggezza del Ministro Frattini dette ieri mattina:
(ASCA) - Roma, 3 mar - ''Solo chi non conosce il mondo arabo puo' parlare di azione militare con leggerezza''. Cosi', il ministro degli Esteri Franco Frattini ai microfoni di Radio24, precisando che per un eventuale intervento armato servirebbero comunque ''mandati precisi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite''.
Il titolare della Farnesina ha poi ricordato le ''parole molto chiare prununciate dalla Lega Araba che ha detto: 'Gli occidentali non entrino con militari, con l'esercito, con le forze armate' in Libia''.
E queste sono minacce esplicite alle quali non bisogna rispondere giocando a Superman ma usando la sola arma diplomatica.
E qui possiamo capire quanto possano essere pericolosi i bamboccetti "democratici".
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
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La dica tutta la storia.
E precisamente si ricordi del sequestro dell'Angelina Lauro.
La storia poi della "sovranità naionale" era la ballaa da racconatre agli allocchi.
Un pò come la tutela degli interessi nazionali raccontata per far digerire il trattato firmato con la Libia.
Son contento, vedo che a bere tutte le bugie che si raccontatno non sono il solo.
:sofico::sofico:
"We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
William S. Burroughs


Ultima modifica di Edmond Dantés; 04-03-11 alle 15:22
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