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  1. #1
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    Predefinito Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Guardate questi articoli de "La Stampa" del 1979 e del 1980 su una "strana" faccenda nel quale risultava coinvolto Borghezio.



  2. #2
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Aveva una faccia da cazzo pure da più giovane....

  3. #3
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    continua il metodo sinistra... dossieraggi & fango.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 03-03-11 alle 23:16
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    continua il metodo sinistra... dossieraggi & fango.

    si legge nello stesso articolo: "gli avvocati Veniero Frullano e Mario Borghezio a giudizio"

    ecco che ci faceva: l'avvocato.
    Spero tu stia scherzando....ma sai leggere? Io inizio ad avere seri dubbi sulla tua intelligenza

  5. #5
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Spero tu stia scherzando....ma sai leggere? Io inizio ad avere seri dubbi sulla tua intelligenza
    stavolta hai ragione, avevo letto solo un pezzo. ho editato.

    comunque resta il fatto che la notizia è puro fango, ripescato dal 1980.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 03-03-11 alle 23:17
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Spero tu stia scherzando....ma sai leggere? Io inizio ad avere seri dubbi sulla tua intelligenza
    In effetti forse conviene spiegare meglio:
    La Stampa, 22.02.1979
    In carcere per bancarotta un assessore di Cuorgnè, Giovanni Jaria, e due
    avvocati


    Truffe e strane operazioni finanziarie che hanno per sfondo la fantomatica
    cooperativa «Aurora» di Borgaro continuano a interessare la magistratura che
    sta indagando su fatti e misfatti di questa società in cui parecchia gente
    in buona fede ci ha rimesso i risparmi credendo di poter un giorno diventare
    proprietaria di un alloggio. Ieri il giudice istruttore Accordon ha emesso
    sei mandati; di cattura eseguiti dai carabinieri del reparto operativo. Sono
    stati arrestati due avvocati. Veniero Frullano di 50 anni e Mario Borghezio,
    32 anni, un assessore di Cuorgnè, Giovanni Jaria, impresario e personaggio
    pubblico piuttosto «chiacchierato» tanto da essere espulso dal partito
    socialista in cui militava attivamente. (.)

    La Stampa, 23.02.1979
    Dietro i raggiri della falsa cooperativa l'ombra del delitto di Vauda
    Canavese?


    Tra i cocci della cooperativa «Aurora» di Borgaro. dichiarata fallita
    nell'autunno scorso, c'è di tutto: truffa, falsi in contabilità, raggiri,
    «buchi» per decine di milioni, bilanci fasulli, un'estorsione e, domani,
    forse, la spiegazione di un delitto che pareva destinato alla polvere degli
    archivi. Vediamo di riassumere gli ultimi sviluppi della complessa vicenda.
    Tra ieri e martedì notte il giudice istruttore Accordon ha interrogato le
    persone arrestate; gli avvocati civilisti Venicro Frullano e Mario
    Borghezio; l'impresario ed assessore di Cuorgnè Giovanni Iaria; il suo socio
    Luigi De Stefano e un commerciante di Vimodrone (Milano), Giovanni Tornaghi,
    47 anni. Costui, in concorso con Alfredo Luca, 50 anni, ratecnico di
    Milano, avrebbe tentato un'estorsione a due non meglio specificati soci
    della «Aurora». Come? Cercando di farsi consegnare un paio di brillanti del
    valore di 10 milioni e offrendo in cambio il silenzio sull'imbroglio che
    Gian Maria Massari farmacista di Borgaro e factotum della cooperativa, ed i
    suoi più stretti collaboratori, andavano tessendo alle spalle dei «soci».
    (.) E c'è di più: da questa fitta ragnatela dovrebbero venire fuori i nomi e
    le ragioni di un delitto commesso presso Vauda Canavese il 30 agosto scorso.
    Quella sera, due contadini scorsero nelle vicinanze di un loro vigneto
    affiorare dal terreno il braccio di un cadavere sepolto da poco. La fossa,
    scavata qualche ora prima, conteneva il corpo di Loris Silvestri, ex cuoco,
    «giustiziato» con due colpi di pistola alla testa. C'è il sospetto che il
    Silvestri avesse ficcato il naso troppo a fondo proprio nelle attività delle
    società fantasma che pullulavano nella zona, minacciando forse di parlare.
    Da qui l'ordine di farlo tacere per sempre. Esistono collegaimenti tra le
    indagini che sta svolgendo il magistrato sulla cooperativa di Borgaro. e
    varie «affiliate», e il delitto di Vauda (la pratica è pure nelle mani del
    giudice Accordon?) Lo si saprà forse tra pochi giorni.


    La Stampa, 03.05.1980
    La cooperativa-truffa a Borgaro Rinviate a giudizio 11 persone


    La truffa ai danni di persone che sono alla ricerca di una casa sta
    diventando sempre più frequente. Un esempio viene dalla cooperativa fantasma
    «Aurora», di Borgaro. costituitasi nel marzo del '77 e dichiarata fallita
    nel gennaio del '79. I soci avevano nel frattempo versato oltre alle 50 mila
    lire di capitale sociale e alle 250 mila, a titolo di fondo spese, quote
    pari al 10 per cento del valore degli alloggi vale a dire, dai 2 al 2
    milioni e mezzo di lire ciascuno. Al centro della vicenda, nata da una
    denuncia dell'ottobre '78, e i successivi esposti dei soci che avevano ormai
    intuito la truffa ordita ai loro danni, un gruppo di spregiudicati
    professionisti, in questi giorni il giudice istruttore Acordon ha chiuso
    l'inchiesta, chiedendo il rinvio a giudizio davanti al tribunale per undici
    persone. Tutte devono rispondere di associazione per delinquere e concorso
    nella truffa. Sono: Giuseppe De Vita, 37 anni, ex postino e vicesindaco di
    Borgaro, socialista come Gian Maria Ammassari, 35 anni, che abbandonò la
    gestione della farmacia nel paese per darsi alla politica (era segretario
    del psi della locale sezione) e agli affari; (.) Maria Luisa Aime, 25 anni,
    di Leinì, impiegata, socia e consigliere d'amministrazione, grazie alla sua
    amicizia con il farmacista; (.) l'imprenditore edile Giovanni Iaria, 33
    anni, che secondo l'accusa forni fatture «di comodo» per un importo di 91
    milioni, a titolo di spese per materiale edilizio mai consegnato; gli
    avvocati Veniero Frullano e Mario Borghezio, che dovevano assistere come
    legali gli amministratori e parteciparono invece agli utili dell'impresa
    truffaldina; (.) Il via alla cooperativa-truffa risale all'inizio del '77.
    Il progetto è allettante: 150 alloggi da tre a cinque vani, prezzi
    vantaggiosi. L'iniziativa viene sponsorizzata dalla locale sezione
    socialista (segretario Ammassari, il farmacista) e dal vicesindaco De Vita,
    intraprendente e conosciuto. I guai cominciano quando i soci, che nel
    frattempo hanno versato il 10 per cento del valore degli alloggi, chiedono
    informazioni più precise sull'ubicazione del terreno e sulla concessione da.
    parte del Comune dell'autorizzazione a costruire. La verità viene a galla in
    consiglio comunale quando il sindaco Sola, rispondendo all'interrogazione di
    un esponente della Democrazia Cristiana, in minoranza nel Comune, rivela che
    il terreno dell'«Aurora» non esiste. Poi va dal pretore di Ciriè Di Palma
    che fa partire l'inchiesta.


    La Stampa, 18.12.1993
    «On. Borghezio, lasci l'Antimafia»


    Il caso della cooperativa socialista «Aurora» di Borgaro coinvolge
    nuovamente Mario Borghezio, oggi deputato e capogruppo della Lega Nord nella
    Commissione parlamentare antimafia. Il senatore e il deputato dei Verdi
    Emilio Molinari e Massimo Scalia e il senatore della Rete Carmine Mancuso,
    in una lettera, hanno domandato al presidente della commisione Luciano
    Violante, pidiessino, se il comportamento di Borghezio nella bancarotta
    della Cooperativa Aurora (e nell'ammanco di 90 milioni) sia compatibile con
    il suo attuale incarico di commissario dell'Antimafia. Tanto più che il
    tribunale condannò assieme a lui (e ad un'altra dozzina di persone) «tal
    Giovanni Iaria, indagato per legami con la mafia calabrese». (.) In altre
    parole i due senatori Verdi e il deputato della Rete sollecitano il
    presidente dell'Antimafia ad invitare Borghezio a dimettersi. Ma il deputato
    della Lega risponde picche: «E' curioso che questa faccenda ritorni a galla
    alla vigilia dello scioglimento delle Camere». Contrattacca: «Siamo di
    fronte a una chiara manovra anti-Lega, orchestrata per far riemergere quella
    vecchia storia». Una storia di ammanchi (dalla cooperativa sparirono 90
    milioni) e una «bancarotta fraudolenta» che parevano dimenticati. Anche
    perché, dopo la condanna (due anni) pronunciata dal tribunale nell'84 e
    confermata in corte d'appello nell'86, la Suprema Corte annullò le sentenze
    per vizio di forma: i due dibattimenti, a giudizio della Cassazione, si
    erano tenuti nonostante che il fallimento della cooperativa fosse stato
    impugnato, quindi non esecutivo. «Senza la sentenza di fallimento non poteva
    configurarsi il reato di bancarotta» dice Borghezio. (.) E sulla questione
    Iaria: «Non ho avuto rapporti diretti con lui. In quella cooperativa ero
    solo un legale. Fui chiamato quando il buco di 90 milioni c'era. Che potevo
    fare? (.)


    La Stampa, 22.02.1979
    In carcere per bancarotta un assessore di Cuorgnè, Giovanni Jaria, e due
    avvocati

    (.) Esaminando i libri contabili della fallita cooperativa «Aurora» sarebbe
    emerso che un «buco» di 90 milioni avrebbe avuto la copertura fasulla di
    fatture emesse dallo Jaria, o meglio dall'impresa «Ice» di cui Jaria era
    amministratore. Perché? L' Ammassari, factotum della «Aurora», con quelle
    fatture fittizie avrebbe dimostrato ai soci che la contabilità societaria
    era perfetta e che i lavori sarebbero cominciati presto. Tanto è vero che
    sarebbe riuscito grazie a quelle «credenziali» a far versare altre somme ai
    soci, soldi finiti poi non si sa bene dove. L'«operazione fatture» sarebbe
    un'iniziativa dell'Ammassari, conclusa con l'aiuto degli avvocati Borghezio
    e Frullano che gli avrebbero presentato Giovanni Jaria.



    CNEL - Osservatorio socio-economico sulla criminalita, L'infiltrazione della
    criminalità organizzata nell'economia di alcune regioni del Nord Italia, 23
    febbraio 2010

    (.) Si può cominciare da Cuorgnè, in provincia di Ivrea,che è un esempio di
    come sia stato possibile realizzare un determinato inserimento in quelle
    realtà. Protagonista della vicenda fu Giovanni Iaria che protestò sempre la
    sua innocenza di fronte alle accuse dei magistrati che in tempi diversi s'occuparono
    di lui. Era amico di Mario Mesiani Mazzacuva, capobastone di Bova che aveva
    interessi economici nel canavese e in Val d'Aosta, e di un altro mafioso di
    spicco della 'ndrangheta di quegli anni originario di Marina di Gioiosa
    Jonica e operante a Torino, Francesco Mazzaferro. Quando verrà battezzata la
    figlia di costui, Iaria era presente, anche se dirà di aver partecipato a
    quel battesimo per l'amicizia che lo legava al cantante Mino Reitano
    ingaggiato per allietare la festa. Iaria era un imprenditore edile. Sui suoi
    cantieri, a quanto pare, lavoravano "pregiudicati calabresi" che avevano
    ottenuto il beneficio della semilibertà "grazie a richieste nominative di
    imprese legate a Iaria". Insieme ad un altro socio aveva il controllo della
    manodopera locale di origine calabrese e con essa riusciva ad inserirsi in
    vari lavori. E' significativo il fatto che un grosso imprenditore di Cuorgnè
    "quando aveva bisogno di manodopera si rivolgeva allo Iaria" e questi, d'altra
    parte, "era in grado di praticare prezzi enormemente vantaggiosi rispetto a
    quelli che potevano praticare altre ditte esecutrici dei lavori". Il che può
    spiegarsi solo con il fatto che Iaria "disponeva di manodopera meno costosa
    e, cioè, sottopagata o in 'nero'". Giovanni Iaria cominciò a tessere
    relazioni con vari ambienti. Non sorprende allora trovarlo in rapporto "con
    quei personaggi che rappresentavano le istituzioni la cui frequentazione è
    in grado di conferire prestigio ed immagine e, al tempo stesso, aggiungere
    potere". Il rapporto con il procuratore della Repubblica di Ivrea costò caro
    al magistrato che si dimise dall'ordine giudiziario. Né può sorprendere il
    fatto che lo stesso Iaria si sia dato attivamente a fare politica: "Già nel
    1975 era in grado di controllare una buona fetta dei voti degli immigrati",
    500 a suo dire. Con quei voti fu eletto consigliere comunale di Cuorgnè e
    divenne subito assessore. (.)

  7. #7
    Ex Donald ed ex Max50
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Curiosità ...
    Sono passati più di 30 anni , e si pensa la vicenda abbia passato i classi 3 gradi di giudizio , fino alla Cassazione.
    Qual'è stata , la posizione di quelle persone , alla fine ?
    Dopo , di persone inquisite e poi uscite , è totalmente piena la politica , e non mi metto a fare nomi , dato che non saprei da dove cominciare.....

  8. #8
    Più mercato (del pesce)
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    continua il metodo sinistra... dossieraggi & fango.
    repapelle:repapelle:repapelle: Per gente abituata a tirar fuori Gramsci e Stalin repapelle:repapelle:repapelle:
    Siete davvero preziosi (sto raccogliendo le perle. Ci farò un sacco di soldi, arrivato a pag 150 le pubblico)
    Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM

  9. #9
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Citazione Originariamente Scritto da movimento antilega Visualizza Messaggio
    Guardate questi articoli de "La Stampa" del 1979 e del 1980 su una "strana" faccenda nel quale risultava coinvolto Borghezio.


    Stava con i suoi simili.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  10. #10
    Zemlja i Volja
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    Predefinito Rif: Cosa ci faceva Borghezio con questi brutti ceffi?

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Aveva una faccia da cazzo pure da più giovane....

    repapelle:repapelle:repapelle:
    "We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
    William S. Burroughs

 

 
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