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  1. #1
    La Vengeance
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    Predefinito La tragedia di Daniel Busetti

    Più di ogni altra triste notizia, che i media ci notificano con incrollabile puntualità e con impressionante frequenza in questi giorni, mi ha colpito il tragico epilogo del giovane Daniel Busetti.

    Penso allo sconvolgimento intimamente vissuto da questo ragazzo che, dopo l’incidente, di cui era stato la causa e di cui ignorava il banale esito che fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze per nessuno, esito da lui assolutamente travisato sulla scorta delle immagini repentinamente apparse ai suoi occhi nell’immediatezza del fatto accidentale, sotto la spinta emotiva di quel turbamento, fuggiva confuso inoltrandosi nei boschi nei dintorni di Bergamo.

    Disorientati, i pensieri di questo giovane, si sono smarriti dentro alle inattese angosciate meditazioni che, per una imboscata della sorte, si agitavano confusamente consigliandogli improbabili nascondigli.

    Chissà quali cupe riflessioni avranno affollato quel piccolo cranio in tempesta.
    Debbono essergli passate davanti alle pupille tutte le prospettazioni più crudeli e dolorose riguardanti un destino che appariva non più evitabile.

    Il terrore tratteggiato delle nuove norme che innalzano l’asticella della penale responsabilità e soprattutto quelle sentenze di certi giudici che travisando la consolidata dottrina deformano abitualmente il diritto e che usano oggi addebitare a chi si è reso responsabile di un incidente stradale il dolo, sebbene eventuale, anziché la colpa, benché cosciente, debbono avere avuto nella mente di Daniel, l’effetto deflagrante della detonazione di una bomba.

    Certamente si è figurato un cospicuo numero di anni in carcere, pensando di avere ucciso accidentalmente qualcuno, con la conseguenza di aver provocato così, una sconfinata sofferenza a quella famiglia che tanto amava e non solo.

    Preferiamo pensare che la morte di Daniel sia avvenuta seguendo il filo conduttore delle oggettive risultanze e che, a decidere quel fatale risultato, sia stato il freddo delle notti passate all’addiaccio e non il concorso di una benché flebile volontà, conseguenza inesorabile di quei lugubri convincimenti suggeriti dalla irriflessiva severità fuori controllo di giudici senza ritegno, negligenti e professionalmente impreparati che a piacimento definiscono ciò che è colpevole e ciò che è intenzionale.

    Quel povero padre, conoscendolo, devastato dal dolore, gli correva incontro insieme al fratello nei boschi del bergamasco disseminando del cibo qua e là perché si nutrisse ed affiggendo informazioni sulla corteccia degli alberi che, se avesse letto, lo avrebbero restituito vivo all’amore dei propri cari.
    Ora, quel padre e quel fratello si prodigano nella difficile consolazione una madre sfigurata dalla disperazione mentre noi, genitori e fratelli, mestamente osserviamo quello sguardo vagamente malinconico che gli occhi di Daniel Busetti, amaramente ci rivelano.


    http://www.libero-news.it/news/68034...ei_boschi.html





    P.S. - Prego la moderazione di cancellare l'analogo 3d sul Forum della Libertà avente lo stesso titolo.
    Ho sbagliato la collocazione.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 03-03-11 alle 14:38
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  2. #2
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Anche qui poche parole: R.I.P.
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  3. #3
    INVICTIS VICTI VICTURI
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    la terra gli sia lieve.

  4. #4
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Questa è veramente una storia di una tristezza incredibile.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  5. #5
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Penso allo sconvolgimento intimamente vissuto da questo ragazzo che, dopo l’incidente, di cui era stato la causa e di cui ignorava il banale esito che fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze per nessuno, esito da lui assolutamente travisato sulla scorta delle immagini repentinamente apparse ai suoi occhi nell’immediatezza del fatto accidentale, sotto la spinta emotiva di quel turbamento, fuggiva confuso inoltrandosi nei boschi nei dintorni di Bergamo.

    Disorientati, i pensieri di questo giovane, si sono smarriti dentro alle inattese angosciate meditazioni che, per una imboscata della sorte, si agitavano confusamente consigliandogli improbabili nascondigli.

    Chissà quali cupe riflessioni avranno affollato quel piccolo cranio in tempesta.
    Debbono essergli passate davanti alle pupille tutte le prospettazioni più crudeli e dolorose riguardanti un destino che appariva non più evitabile.

    Il terrore tratteggiato delle nuove norme che innalzano l’asticella della penale responsabilità e soprattutto quelle sentenze di certi giudici che travisando la consolidata dottrina deformano abitualmente il diritto e che usano oggi addebitare a chi si è reso responsabile di un incidente stradale il dolo, sebbene eventuale, anziché la colpa, benché cosciente, debbono avere avuto nella mente di Daniel, l’effetto deflagrante della detonazione di una bomba.
    Certamente si è figurato un cospicuo numero di anni in carcere, pensando di avere ucciso accidentalmente qualcuno, con la conseguenza di aver provocato così, una sconfinata sofferenza a quella famiglia che tanto amava e non solo.
    Di solito in caso di incidenti in cui muore qualcuno si vede puntualmente qualcuno lamentarsi delle pene troppo lievi e qualcun altro invocare pene di morte et similia.

    L'unica differenza tra questo incidente e altri mortali è stata la fortuna, ma se fosse morto qualcuno la responsabilità sarebbe stata la stessa.

    La vita è tragica.

  6. #6
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Mi spiace ma questo ragazzo , detto nel linguaggio oggi in uso, era psicologicamente molto fragile.

    Detto brutalmente alla fiorentina: un ci aveva tutti i su' giorni.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  7. #7
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    Questa è veramente una storia di una tristezza incredibile.
    :giagia:


  8. #8
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Si è lasciato morire... Non so perchè ma questa storia mi ha colpito particolarmente...
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

  9. #9
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Mi spiace ma questo ragazzo , detto nel linguaggio oggi in uso, era psicologicamente molto fragile.

    Detto brutalmente alla fiorentina: un ci aveva tutti i su' giorni.

    Non ho seguito la vicenda, ma da quel poco che ho sentito anch'io ho avuto questa impressione.


    Povero ragazzo, riposi in pace.

  10. #10
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    Predefinito Rif: La tragedia di Daniel Busetti

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantes Visualizza Messaggio
    Più di ogni altra triste notizia, che i media ci notificano con incrollabile puntualità e con impressionante frequenza in questi giorni, mi ha colpito il tragico epilogo del giovane Daniel Busetti.

    Penso allo sconvolgimento intimamente vissuto da questo ragazzo che, dopo l’incidente, di cui era stato la causa e di cui ignorava il banale esito che fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze per nessuno, esito da lui assolutamente travisato sulla scorta delle immagini repentinamente apparse ai suoi occhi nell’immediatezza del fatto accidentale, sotto la spinta emotiva di quel turbamento, fuggiva confuso inoltrandosi nei boschi nei dintorni di Bergamo.

    Disorientati, i pensieri di questo giovane, si sono smarriti dentro alle inattese angosciate meditazioni che, per una imboscata della sorte, si agitavano confusamente consigliandogli improbabili nascondigli.

    Chissà quali cupe riflessioni avranno affollato quel piccolo cranio in tempesta.
    Debbono essergli passate davanti alle pupille tutte le prospettazioni più crudeli e dolorose riguardanti un destino che appariva non più evitabile.

    Il terrore tratteggiato delle nuove norme che innalzano l’asticella della penale responsabilità e soprattutto quelle sentenze di certi giudici che travisando la consolidata dottrina deformano abitualmente il diritto e che usano oggi addebitare a chi si è reso responsabile di un incidente stradale il dolo, sebbene eventuale, anziché la colpa, benché cosciente, debbono avere avuto nella mente di Daniel, l’effetto deflagrante della detonazione di una bomba.

    Certamente si è figurato un cospicuo numero di anni in carcere, pensando di avere ucciso accidentalmente qualcuno, con la conseguenza di aver provocato così, una sconfinata sofferenza a quella famiglia che tanto amava e non solo.

    Preferiamo pensare che la morte di Daniel sia avvenuta seguendo il filo conduttore delle oggettive risultanze e che, a decidere quel fatale risultato, sia stato il freddo delle notti passate all’addiaccio e non il concorso di una benché flebile volontà, conseguenza inesorabile di quei lugubri convincimenti suggeriti dalla irriflessiva severità fuori controllo di giudici senza ritegno, negligenti e professionalmente impreparati che a piacimento definiscono ciò che è colpevole e ciò che è intenzionale.

    Quel povero padre, conoscendolo, devastato dal dolore, gli correva incontro insieme al fratello nei boschi del bergamasco disseminando del cibo qua e là perché si nutrisse ed affiggendo informazioni sulla corteccia degli alberi che, se avesse letto, lo avrebbero restituito vivo all’amore dei propri cari.
    Ora, quel padre e quel fratello si prodigano nella difficile consolazione una madre sfigurata dalla disperazione mentre noi, genitori e fratelli, mestamente osserviamo quello sguardo vagamente malinconico che gli occhi di Daniel Busetti, amaramente ci rivelano.


    Tragedia Daniel, morto il ragazzo sparito nei boschi - daniel busetti, morto, libero, bergamo, martinengo, bergamo, torrente - Libero-News.it





    P.S. - Prego la moderazione di cancellare l'analogo 3d sul Forum della Libertà avente lo stesso titolo.
    Ho sbagliato la collocazione.
    Questa storia mi ha particolarmente commsso. Anche io, comunque, ho l'impressione che purtroppo gli eventi si siano accaniti su una personalità già di per sé parecchio fragile e che non è riuscita a reggerne il peso.

    E credo che, più che alle conseguenze penali per una eventuale strage, conseguenze che il ragazzo doveva reputare giuste visto il grande senso di colpa dimostrato dalla sua fuga inconsulta, Daniel temesse l'innescarsi della solita gogna mediatica. Che tante volte abbiamo visto in azione.

 

 
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