io non gioco mai, ma uno dei propri soldi non potrà fare che cazzo vuole


io non gioco mai, ma uno dei propri soldi non potrà fare che cazzo vuole


Niente male kobra, niente male.
Il gioco di parole è riuscito bene davvero.
I miei complimenti.iaociao:
Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM


Un breve commento sul gioco del lotto, chissà mai che qualche giocatore abituale possa passare da qui, leggere queste righe... E meditare un attimo!
La cronaca recente cita numerosi casi di persone che si sono letteralmente rovinate a causa di sistemi di gioco rischiosissimi (come quello di raddoppiare la somma puntata ad ogni scommessa) e a causa di credenze pseudo-scientifiche senza alcun fondamento logico e matematico. Voglio almeno tentare di lanciare un messaggio nel senso giusto... Se anche un solo Pinocchio dei giorni nostri smetterà di ascoltare il gatto e la volpe e di credere al paese dei balocchi grazie a quello che scrivo qui, ne sarà valsa la pena. (Nessuno si offenda, ho sempre provato una grande simpatia per Pinocchio..)
1) Il Gioco del lotto è un gioco FORTEMENTE INIQUO a svantaggio dello scommettitore.
Guardate questa tabella:
Estratto semplice. Prob. di vincere = 1/18 , Rapporto vincita/scommessa = 11,2 (62% del premio equo)
AMBO. Prob. di vincere = 1/400, Rapporto vincita/scommessa = 250 (62% del premio equo)
TERNO. Prob. di vincere = 1/11750, Rapporto vincita/scommessa = 4500 (38% del premio equo)
QUATERNA. Prob. di vincere = 1/510.000, Rapporto vincita/scommessa = 120.000 (23% del premio equo)
CINQUINA. Prob. di vincere = 1/43.950.000, Rapporto vincita/scommessa = 6.000.000 (14% del premio equo)
Per "premio equo" si intende il premio corrispondente alla probabilità di vincita: per fare un semplice esempio, se si scommettesse sull'uscita del numero "3" nel lancio di un dado ( probabilità di vincita = 1/6 ), il "premio equo" sarebbe pari a 6 volte la somma puntata.
In pratica, più alto è l'obiettivo, più è squilibrato il gioco: se un giocatore azzecca una quaterna, fa senz'altro bene a festeggiare, ma sappia che il premio che riceverà è meno di un quarto di quello che gli spetterebbe se il gioco fosse equo!
E' chiaro che non si potrebbe pretendere una perfetta equità del gioco, visti gli inevitabili costi di gestione e di organizzazione delle scommesse, che devono essere pagati con i proventi del gioco, però lo squilibrio è veramente notevole!
2) L'urna NON HA MEMORIA
Questa affermazione potrebbe essere considerata quasi scontata, visto che è piuttosto bizzarro immaginare che un oggetto inanimato contenente 90 palline numerate possa essere dotato di pensiero... Eppure, basta leggere una qualunque pubblicazione "specializzata" o andare in qualunque ricevitoria per leggere in bella evidenza i NUMERI RITARDATARI, indicati come numeri "più probabili" per la prossima estrazione. In effetti la suggestione può essere comprensibile, ma... Come fa l'urna a sapere quali numeri sono usciti e quali non escono da tempo?
In realtà, non c'è scampo, parola di probabilista: OGNI NUMERO, IN OGNI ESTRAZIONE, HA LA STESSA PROBABILITA', senza eccezioni!
NON SIETE CONVINTI? Allora immaginate che, tra un estrazione e l'altra, un inserviente, nel fare le pulizie della sala di estrazione, voglia simulare il meccanismo e fare lui stesso, senza testimoni, una prova di estrazione. Poniamo che l'ineffabile inserviente estragga proprio il numero ritardatario... La presunta memoria si azzera oppure no? Non mi dite che l'urna, oltre a ricordarsi i numeri già usciti, sa pure distinguere tra un'estrazione ufficiale e una "amatoriale".. Ma che urna è? Non la stiamo forse sopravvalutando?
3) NON ESISTONO SISTEMI VINCENTI
Non parliamo poi di "combinazioni", "ambate", "numeri spia", "figurazioni" e altre amenità del genere... Sembra incredibile come si possano far passare come scientifiche delle teorie puramente esoteriche, che hanno la stessa validità del nonno defunto che suggerisce in sogno il numero 47 ("o mmuorto che pparla")... Vogliamo crederci e farci suggestionare? Si può anche fare, seguiamo pure il consiglio onirico della buonanima, ma non tiriamo in ballo né la statistica né il calcolo delle probabilità, che non c'entrano nulla con queste procedure "metafisiche", e purtroppo vengono spesso citati totalmente a sproposito dai vari imbonitori, televisivi o meno.
Vogliamo divertirci con il lotto, senza che un meccanismo implacabile si impadronisca di noi? Allora giochiamo pure, regaliamoci un brivido di emozione a ogni estrazione, ma giochiamo piccole somme, e soprattutto non cediamo alla tentazione di aumentare la somma giocata perché "tanto prima o poi si vince"... E' qui che si rischia grosso! Soprattutto, evitiamo di cedere alle suggestioni di chi propone, quasi sempre a pagamento, "sistemi vincenti" che vi offrono in realtà la medesima probabilità di successo che vi darebbero i numeri della targa della vostra auto o la data di nascita della persona che amate.. tanto vale giocare, ma sempre con moderazione, proprio questi numeri, volete mettere la soddisfazione in caso di vincita?
Riassunto in una sola riga:
Giocate, divertitevi pure, ma giocate POCO e soprattutto NON credete nei sistemi "scientifici", che non lo sono affatto!
4) ALTRI GIOCHI E SCOMMESSE
Ovviamente lo stesso identico discorso si può fare per il superenalotto, il gratta e vinci, e per tutti gli altri giochi basati su un meccanismo puramente casuale. Diverso è il caso del totocalcio, dell'ippica e di tutte le scommesse sportive: i segni "1", "X" e "2" e il numero di reti segnate in una partita, non sono equiprobabili, e possono dipendere da informazioni aggiuntive che lo scommettitore può conoscere (esempio, un calciatore importante che si infortuna il giorno prima della partita). Inoltre, qui è vero che le due squadre, che determineranno il risultato, conoscono i risultati precedenti! La stessa partita può essere ben diversa, a seconda della classifica del campionato..
Però, anche in questo contesto, il caso gioca sempre un ruolo importante, e nessun esperto sarà mai in grado di suggerire un sistema che vi garantisca di vincere in breve tempo. Ancora una volta, MAI giocare grosse somme di denaro in un colpo solo.
Giocare poco è anche divertente, giocare molto può essere davvero pericoloso!
Mi fermo qui, ma ci sarebbe ancora molto da dire in merito...


consoliamoci con Giocchino Belli:
.32. Devozzione pe vvince ar lotto
Non tutto ciò che qui si dice è vero, né la gran parte di vero si annette tutta alla reale superstizione del lotto; ma si è voluto da me raccogliere quasi in un codice il vero insieme e il verisimile in relazione di quel che so e in compenso di quanto non so (ch’è pur molto) intorno alle matte e stravolte idee che ingombrano le fantasie superstiziose della nostra plebaglia.
Si vvo’ un terno sicuro, Titta mia,
senti com’hai da fane: a mezza notte
méttete immezzo ar cerchio de ’na botte
co ttre requiameterne ar Nocchilia.
Pe strada attacca cento avemmaria,
chiamanno a ignuna la mojje de Lotte;
e pe ccaccià Berlicche co Starotte,
di’ er Verbuncàro e er Nosconproleppia.
Doppo ditto tre vorte crielleisonne
e pe ttre antre groria in cersideo,
di’ Bardassarre, Gaspero e Marchionne.
E si vicino a te passa un abbreo,
fa’ lo scongiuro a la barba d’Aronne,
pe ffà crepà quer maledetto aeo.
Un agnusdeo
méttece appresso e sette groliapadri
p’er bon ladrone e l’antri boni ladri.
Trovanno quadri
co la lampena accesa a la Madonna,
di’ un deprofunni all’anima de Nonna.
Si quarche donna
te toccassi la farda der landao,
fajje er fichetto, e dijje: Maramao.
Si senti Gnao,
è bonugurio, Titta; ma si senti
strillà Caino, risponni: accidenti.
Porta du’ denti
legati cor un fir de seta cruda,
zuppa de bava de lumaca ignuda.
Rinega Giuda
igni quinici passi; e ar deto grosso
de manimanca tiè attaccato un osso
de gatto rosso.
Coll’antra un cerchio d’argento de bollo
tiecce e una spina de merluzzo ammollo.
Méttete in collo
la camisciola c’ha portato un morto
co cquattro fronne de cicoria d’orto.
E si ’n’abborto
pòi avé de lucertola d’un giorno,
tiello in zaccoccia cotto prima ar forno.
Buschete un corno
de bufolino macellato in ghetto
c’abbi preso er crepuscolo sur tetto.
Cor un coccetto
de pila rotta in culo a ’na roffiana
raschielo tutto ar son de la Campana.
Da ’na mammana
fatte sbruffà la raschiatura in testa
cor pizzo der zinale o de la vesta.
Magna ’na cresta
de gallo, e abbada che nun sii cappone
si nun te vòi giucà la devozzione.
E in un cantone
di’ tre vvorte, strappannoce tre penne,
«Nunchetinòva morti nostri ammenne».
Poi hai d’accenne
tre moccoli, avviati a la parrocchia,
sur un fuso, un vertecchio e ’na conocchia.
Appena scrocchia
quella cera in dell’arde, alegri Titta:
svortete allora subbito a man dritta.
Già te l’ho ditta
la devozzione c’hai da dí pe strada
ma abbada a nun sbajjà, Titta, ve’! abbada.
Come ’na spada
tira de longo insino a santa Galla,
e lí affermete, e tocchete ’na palla.
Si cquella è calla
tocchete l’antra; e come ’n’addannato
poi curre a San Giuanni Decollato:
e a ’n’impiccato
ditta ’na diasilletta corta corta
buttete a pecorone in su la porta.
La bocca storta
nun fà si senti quarche risponsorio:
sò l’anime der santo purgatorio.
A San Grigorio
promette allora de fà dí ’na messa
pell’anima d’un frate e ’na bbadessa.
‘Na callalessa
è der restante: abbasta de stà attento
a gni rimore che te porta er vento.
O ffora, o ddrento,
quello che pòi sentí tiello da parte,
eppoi va’ a cerca in der libbro dell’arte.
Viva er Dio Marte:
crepi l’invidia e er diavolo d’inferno,
e buggiaratte si nun vinchi er terno!
20 agosto 1830 - De Peppe er tosto
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/




E' arrivato quella che si autolimita nelle prestazioni.
Alla settantesima si fa frate...repapelle:
repapelle:
repapelle:
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.




E' risaputo che con il gioco delle tre carte vince sempre chi tiene il banco![]()


E Giuseppe Giusti, con quest sua Apologia del Lotto, aveva già capito tutto:
Don Luca, uom rotto
ma onesto piovano,
ha un odio col lotto
non troppo cristiano;
e roba da cani
dicendo a chi gioca,
trastulla coll’oca
i suoi popolani.
Don Luca davvero
è un gran galantuomo,
migliore del clero
che bazzica in dòmo
ma è troppo esaltato,
e crede che tocchi
ai preti aprir gli occhi
al mondo gabbato.
In oggi educare,
o almeno far vista,
è moda; il collare
doventa utopista:
e ognuno si scapa
a far de’ lunari,
guastando gli affari
del trono e del Papa.
Il giuoco in complesso
è un vizio bestiale,
ma il lotto in se stesso
ha un che di morale;
ci avvezza indovini,
pietosi di cuore;
doventi un signore
con pochi quattrini.
Moltiplica i lumi,
divaga la fame,
pulisce i costumi
del basso bestiame.
Di fatto lo Stato,
non punto corrivo,
se fosse nocivo
l’avrebbe vietato.
Lasciate, balordi,
che il lotto si spanda,
che Roma gli accordi
la sua propaganda;
si gridi per via:
«Cristiani, un bel terno!»;
s’aiuti il governo
nell’opera pia.
Di Grecia, di Roma
i regi sapienti
piantavan la soma
secondo le genti;
e a norma del vizio
il morso e lo sprone;
che brave persone!
che re di giudizio!
Con aspri precetti
Licurgo severo
corrèsse i difetti
del Greco leggiero;
e Numa con arte
di santa impostura
la buccia un po’ dura
del popol di Marte.
O tisici servi
dal cor di coniglio,
un savio consiglio
vi fodera i nervi;
un tempo corrotto,
perduta ogni fede,
è gala se crede
nel giuoco del lotto.
Lasciate giuocare
messer Galileo;
al verbo pensare
non v’è giubileo.
Studiar l’infinito!
che gusto imbecille!
Se fo le sibille
non sono inquisito.
Un giuoco sì bello
bilancia il Vangelo,
e mette a duello
l’inferno col cielo;
se il diavolo è astratto,
un’anima pia
implora l’estratto
coll’Ave Maria.
Per dote sperata
da pigra quintina
la serva piccata
fa vento in cucina.
La pappa condita
cogli ambi sognati
sostenta la vita
di mille affamati.
Se passa la bara,
del morto, ogni cosa
domandano a gara:
o gente pietosa!
Eh! un popol di scettici
non piange disgrazie,
ma giuoca le crazie
su i colpi apoplettici.
Se suonano a gogna
ci vedi la piena;
ma in quella vergogna
si specchia e si frena?
Nel braccio ti dà
la donna vicina,
e dice: — Berlina,
che numero fa? —
Ah! viva la legge
che il lotto mantiene:
il capo del gregge
ci vuole un gran bene;
i mali, i bisogni
degli asini vede,
e al fieno provvede
col libro dei sogni.
Chi trovasi al verde
l’ascriva a suo danno;
lo Stato ci perde,
e tutti lo sanno.
Lo stesso piovano
in fondo è convinto
che a volte ci ha vinto
perfino il Sovrano.
Contento del mio,
né punto né poco,
per grazia di Dio,
m’importa del giuoco.
Ma certo, se un giorno
mi cresce la spesa,
galoppo all’impresa
e strappo uno storno.
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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comunque sia, il modo migliore per vincere al lotto , ed agli altri giochi d'azzardo , rimane quello di non giocare.
Anche se poi, uno si chiede se non sia conveniente spendere pochi euro per poter coltivare un po' di speranza fra il tempo della giocata e quello dell'estrazione.
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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