





Ultima modifica di Cuordy; 09-03-11 alle 20:40
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Il tuo "vostro" è fuori luogo: io non sono di Roma nè studio/lavoro a La Sapienza
Quel cartello non credo faccia parte di quelli esposti quella volta a La Sapienza, a me risultano striscioni di tutt'altro tipo. Comunque se il papa gradisce solo cori plaudenti e applausi scroscianti è bene che se ne resti in Vaticano, come del resto ha poi fatto. I tempi son cambiati, the future's in the air I can feel it everywhere blowing with the wind of change!


Se se.
Le contestazioni a che servono?
Non era meglio chiedere di parlare col Santo Padre? No, bisognava fare macello per finire in TV.
Se quei deficienti alla Sapienza avessero chiesto un dialogo col Papa, ad esempio per fargli alcune domande, non credo che il Santo Padre avrebbe rifiutato.
Poi il Papa, come sempre, è stato saggio.
Tu credi che i ragazzi cattolici se ne sarebbero stati fermi con le mani in mano
a vedere i "contestatori" mentre pigliavano in giro il Papa? non credo.
Il Papa ha evitato scontri anche gravi.
DAvvero vedete noi cattolici come una massa di pecoroni non pronti a difendre il proprio pastore?
Aprite gli occhi, vi sbagliate di grosso.
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“Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco






Ultima modifica di Cuordy; 10-03-11 alle 14:32
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


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“Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco


Gli studenti e i professori in questione non avevano domande da porre al papa; semplicemente ritenevano inopportuna la sua presenza a La Sapienza. Alcuni cartelli degli studenti: "Il sapere non ha bisogno né di padri, né di preti", "la scienza è laica", "fra Giordano è bruciato, Galileo ha abiurato, noi resisteremo contro il papato".
Questa invece fu la lettera dei docenti che si opposero:
"Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".
Sei tu che ti sbagli. Nessuno vuole mettere il bavaglio al papa i quale, lo sai bene, basta che apra bocca anche per sbadigliare ed ha al seguito radio, televisioni e giornali pronti a riportare e diffondere il tutto. Ma il luogo e il contesto non erano appropriati per le motivazioni che Marcello Cini ha riportato nella lettera che ho linkato sopra.
Poi non è certo colpa del papa se il Rettore de La Sapienza lo aveva invitato. Ora però sappiamo che questo tipo di inviti è inopportuno.
Ultima modifica di Ludwig Feuerbach; 10-03-11 alle 16:37