



IL Rischio e laProbabilità Statistica
quanta paura sarebbe quindi ragionevole avere nei confronti degli incidenti alle centrali nucleari? Proviamo ad approcciare il problema secondo il metodo scientifico.
Volare o guidare? - Mio suocero si rifiuta di prendere l’aereo. Non l’ha mai preso, né mai lo prenderà. Troppa paura. Come dargli torto, diranno i più? Soltanto nell’incidente di Tenerife del 1977 perirono 583 persone in una volta sola. Contando poi i soli incidenti che hanno fatto registrare più di 100 vittime, sono circa 25 mila i morti nel periodo fra il 1953 e il 2010. In totale, i decessi per incidenti aerei forse superano i 50 mila nell’ultimo mezzo secolo. Giusto quindi per mio suocero non salire sugli aerei. Peccato che poi, quando è alla guida della propria utilitaria, superi camion con striscia continua e in prossimità di un dosso, Questo è probabilmente il motivo per cui nei paesini di provincia le strade sono tappezzate di crocicchi e mazzolini di fiori rinsecchiti. Perché quando invece “quai vun al gh’è” (Trad. qualcuno c’è) ci scappano i morti.
Quali sono allora i misteriosi meccanismi mentali che spingono quel uomo a temere l’aereo e a non aver invece alcuna paura di guidare la macchina, per giunta in modo arrembante?
Dopo tutto, dal 17 agosto 1896, anno in cui fu uccisa la prima persona da un’automobile, circa 25 milioni di persone sono state uccise in incidenti stradali, cioè 500 volte i morti dovuti agli incidenti aerei. Se poi il trend statistico attuale dovesse continuare immutato, si stima che ogni anno sono destinate a morire 1,17 milioni di persone, cioè 2,2 persone al minuto. A questi vanno aggiunti i circa 10 milioni di persone che verranno ferite o menomate. Negli Usa, dal 1960 a oggi quasi 40 mila persone sono morte ogni anno sulle strade. La maggior sicurezza delle moderne automobili è controbilanciata infatti dall’aumento del 350% del numero dei veicoli circolanti negli States. Ma, nonostante tutto ciò, la paura dell’aereo resta di gran lunga superiore a quella della macchina. Vedremo dopo i perché.
Fumo & tumori – E per fortuna che mio suocero non fuma, altrimenti gli andrebbe ricordato che, sempre secondo l’Oms, solo nel 1999 sarebbero morte a causa del fumo (cause dirette più indirette) circa 3 milioni di persone, cioè pari a 1 morto ogni 10 secondi. Un’altra stima Oms valuta che entro il 2025 questa cifra salirà a 10 milioni, cioè 1 ogni 3 secondi. Soltanto in Europa sarebbero di poco sotto ai 2 milioni i morti legati al tabagismo. Calcolando poi la mortalità in un 50ennio, tra il 1950 e il 2000 il tabacco avrebbe ucciso ben 62 milioni di persone, pari all’intera popolazione italiana. Soltanto negli Anni 90, nei paesi industrializzati sarebbero morte mediamente quasi 2 milioni di persone all’anno. Non a caso il fumo è causa di morte per il 33% di tutti i casi di tumore, per l’80% dei tumori al polmone, per il 30% delle malattie cardiovascolari, per il 75% di altre malattie respiratorie. Ma anche per il fumo vale lo stesso controsenso: la paura del fumatore per la propria sigaretta è infinitamente inferiore a quella di salire su di un aereo o ad un incedente ucleare.
Conclusioni
“Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. E’ un detto che viene usato spesso per ricordare che un fatto positivo, ma silenzioso, non colpisce l’attenzione quanto un evento di gran lunga inferiore per entità, ma più rumoroso. Un detto che vale anche per la percezione del pericolo. Il motivo per cui si teme l’aereo e non la macchina, come pure ci si spaventa all’idea di fare paracadutismo seppur si è fumatori, risiede cioè nella contorta psiche umana. Essa tende inoltre a isolare e rifiutare tutte le esposizioni a rischi che non può controllare direttamente. O, almeno, tutti quelli per i quali non riesce a illudersi di poterlo fare. Mentre infatti non si può fare nulla per evitare di morire quando si siede in una carlinga d’aereo, si crede di poterlo fare pienamente se si stringe il volante in prima persona. Nostre sono infatti le mani che guidano, come pure sono nostre le dita che sostengono la sigaretta che fumiamo. Ma sono rischi a cui noi, volontariamente, ci esponiamo. Quindi li sentiamo più governabili, proprio perché in fondo abbiamo deciso noi di esporci a loro. Prendiamo con essi confidenza, e quindi impariamo a convivere con la probabilità di lasciarci la pelle. Prima o poi, sia chiaro. E tutti sperano ovviamente che sia sempre poi. E’ il motivo per cui si costruiscono città sulle coste di aree sismiche come quella giapponese, magari esorcizzando scioccamente la paura di uno tsunami catastrofico con quello strano sprezzo del pericolo dovuto alla tradizione o alla semplice dabbenaggine.
In più, anche i mezzi d’informazione giocano un ruolo fondamentale nell’influenzare le paure del popolo. Un solo incidente aereo da 100 morti impatta l’immaginario collettivo infinitamente di più di 100 incidenti d’auto da 1 morto solo per volta. Questo anche perché all’evento aereo viene dedicato uno spazio e una truculenza 1000 volte superiore agli eventi automobilistici.
L’incidente di Fukushima – Rivedendo le cifre ufficiose di questa recente disgrazia, per le vittime giapponesi del maremoto era in realtà molto più elevato il rischio di morte insito nel vivere vicino al mare di quello legato alla prossimità di centrali nucleari. Eppure, nessuno oggi propone di proibire la costruzione di città a meno di 3-4 chilometri dalla riva del mare. Esattamente come nessuno propone di proibire il fumo e le automobili a livello globale, nonostante causino un numero di vittime che fa impallidire la sommatoria di tutti gli incidenti nucleari della storia. Chernobyl inclusa. Auto, fumo, alcool, iperalimentazione, zone sismiche, rappresentano rischi elevatissimi, ma fanno ormai parte della nostra vita in pianta stabile e ingannano la nostra mente facendoglieli sottovalutare. Le centrali nucleari invece no, esattamente come succede per gli aerei. Tutti pericoli che la mente continua a sopravvalutare ampiamente, in base a una reazione che ha molto più a che fare con la pura e ancestrale emotività che con la ragione.
Ultima modifica di EURIDICE; 24-03-11 alle 11:10


Vero... infatti la questione è solo: l'ampiezza delle ricadute sul territorio di un incidente nucleare... la gravità degli incidenti nucleari quando succedono... la difficoltà a smaltire le scorie...
La differenza nell'impatto psicologico tra un incidente d'auto e chernobil è facile da spiegare, gli incidenti d'auto succedono tutti i giorni e coinvolgono principalmente persone singole o cmq un numero limitato di vittime e spesso la colpa dell'incidente stesso ricade sulla vittima (per la serie... se muori la colpa era cmq tua) questo comunque non impedisce alle macchine di avere sempre maggiori protezioni per il guidatore/passeggeri tanto che il costo di una macchina attualmente è composto per 3/4 dalla sicurezza... un chernobil rende inabitabili un area di 300km di territorio copre mezzo mondo con nuvole radioattive, va a colpire indiscriminatamente colpevoli e non ma soprattutto ammazza molte persone subdolamente...
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


senza contare poi che Chernobyl ha fatto 4.000 morti (dati OMS)
mentre l'automobile , dal 1930 ad oggi , ha ucciso 25.000.000 di persone:giagia:
PS :: il mio post voleva spiegare la probabilità statistica di morire in un incidente automobilistico, enormemente ed incommensurabilmente superiore alla possibilità di moriere in un incidente nucleare ...e nn l'effetto psicologico
Ultima modifica di EURIDICE; 24-03-11 alle 11:58


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control




Pensa Euri che quei 4.000 morti è l'equivalente per l'idroelettrico di una brigata di alpini che fa esercitazione di tiro sotto una diga idroelettrica.
Un colpo di un obice va a colpire una diga tipo il Vaiont, la diga si sbriciola e sommerge un paese, 4.000 morti, allora abbandoniamo l'idroelettrico.
Questo è stato Chernobil, puro menefreghismo delle autorità.
Se non era per Chernobil il primo morto nucleare era quel tecnico giapponese dell'altro giorno.
Ultima modifica di dDuck; 24-03-11 alle 14:08


Ste scorie, ste scorie, ste scorie. ma lo sai che ci sono fior fiore di industrie chimiche che fanno migliaia di tonnellate di scorie, e sono per giunta eterne.
Il caso classico va all'eternet, montagne di materiale pericolosissimo, eppure dove lo mettiamo ?
Sottoterra, ma l'eternet è eterno, le scorie no.
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Errato anche questo, a Chernobil c'è tutt'oggi una radioattività inveriore che non alle falde del Vesuvio.
Lo sai che i vulcani eruttano materiali radioattivi migliaia di volte superiori che non cio che scartano le centrali nucleari ?
Lo sai che il centro della terra è formato da materiali radioattivi, tanto è che è caldo ?
Quindi i depositi di materiali radioattivi li abbiamo già : sono i vulcani.
![]()
Ultima modifica di dDuck; 24-03-11 alle 14:20


Virus, un solare economico sarebbe l'ideale, ma l'ideale da sommare al nucleare.
Nucleare e solare possono integrarsi insieme, perchè il nucleare fornisce energia costante, 24 ore il giorno, il solare copre le punte.
Il futuro è idroelettrico (malgrado il vaiont), nucleare (malgrado chernobil) + solare
Ma mentre le prime due sono gia economiche, diffuse e mature, il solare è ancora all'età della pietra, ma ho fiducia perchè il solare ha anche dei potenziali vantaggi
* può essere adottato dai piccoli privati
* copre le punte giornaliere.
* ha un grande potenziale energetico.
Ma può integrare, non risolvere.
Ultima modifica di dDuck; 24-03-11 alle 14:18


La tua sottovalutazione del problema è incredibile... sembra che tu le scorie nucleari te le mangi a colazione... magari invece di ridicolizzare un problema serio proponendo di buttarle a mare coma hai gia fatto o di sotterrarle come hai fatto adesso cercassi di ragionare sul problema non sarebbe male...
Gia ti ho scritto perchè non si possono buttare a mare come avevi proposto... adesso invece mi tocca ricordarti che il sotterrare a cappero le scorie non si può... è proprio per quello che esiste il problema del TROVARE UN SITO PER LO STOCCAGGIO (sotterraneo o meno) delle scorie non è facile e sono gia quasi 10 anni che ci provano senza avere fatto un passo avanti...
Su chernobil scommetto che sei tra quelli che dicono che ci sono stati solo 3 morti... cmq prova ad andare a cercare "zona di alienazione" che altro non è quella zona non abitabile a causa delle radiazioni dove secondo te la radioattività è uguale a quella del vesuvio...
Ultima modifica di famedoro; 24-03-11 alle 17:49
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".