Dici parecchie inesattezze.
Liborio Romano non era il capo indiscusso della camorra...era un vecchio "terrorista" liberale (e per il quale aveva fatto pure la galera) che grazie alle sue capacità trasformistiche (cui è stato dedicato recentemente un libro: "L'inventore del trasformismo") riuscì a diventare ministro col nuovo Re Francesco II che con la sua nomina sperava di dare un "contentino" agli esponenti liberali in agitazione.
Solo dopo don Liborio si servì della malavita dietro precise istruzioni di Garibaldi (che fu pertanto il promotore dell'idea)...facendola entrare neo gangli del potere mentre fino a quel momento era un fenomeno prettamente marginale/brigantesco così come ce n'erano in tutta Italia...e su questo basta pensare a Don Rodrigo ed i suoi "bravi" di Manzoniana memoria.
Sull'emigrazione altra inesattezza in quanto già da qualche anno, sotto Ferdinando II, vi era un collegamento di linea con un piroscafo a vapore di cui adesso no nricordo il nome (si sottolinea l'importanza "di linea" rispetto a viaggi occasionali) con le Americhe. Ma all'epoca i viaggiatori (che poi purtroppo loro malgrado divennero emigranti) tornavano ancora indietro...in patria!
Singolare è poi, come sostieni, che il miglioramento delle vie di comunicazione cui giocoforza si associano miglioramenti socio/economiche siano state le cause dell'emigrazione.
Il Regno duosiciliano non era affatto sottosviluppato, anzi la politica protezionistica dei Borbone lo aveva reso un Paese stabile economicamente... mentre la sfrenata politica liberista del Cavour (insieme alle deliranti spese di guerra) aveva portato il Piemonte sull'orlo del fallimento...tanto che il deputato al parlamento di Torino tal Boggio o Broggio (mi sembra...mi spiace ma non ricordo bene il nome adesso) alla relazione sullo stato del regno di Caour rispose: allora o la guerra (intesa come annessione di altri stati ricchi - Regno Due Sicilie e Toscana) o la bancarotta.
In realtà l'emigrazione cominciò quando i sudditi meridionali non trovarono altra via che quella, non per vivere bene, ma per sfamarsi...visto come li aveva ridotti il nuovo Stato...mentre ad es. nei periodi di carestia Ferdinando II (che aveva un senso paternalistico del potere) faceva distribuire il grano a prezzo politico facendolo arrivare dalle Russie con i quali aveva intrecciato ottimi rapporti diplomatici.
Poi sul fatto che ovunque vi fosse una generale condizione di miseria ciò è innegabile...ma ciò riguardava l'intera Europa...basta pensare alla descrizione della suburbia londinese dell'Oliver Twist di Dickens o ad i Miserabili di V. Hugo...che uscirono proprio in quegli anni.
Nel meridione che appunto come tutti gli altri aveva miseria...si passò, con l'unificazione (ma leggasi annessione piemontese), alla DISPERAZIONE!!
Questo è quanto, è la verità, lo so fa male, brucia ...ma questo è...fatevene una ragione e magari restate pure con le vostre idee da salotto para radicalchic.





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onf:
, se ne parli solo per parlare di storia. Niente piu' e niente di meno che un dibattito storiografico. :giagia:
