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  1. #41
    Ladro e Macellaio
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Il Piemonte aveva una Costituzione,un Parlamento,un Governo liberale,leggi più europee di quelle degli altri Stati italiani (si vedano i rapporti Stato-Chiesa). Se questo è essere reazionari...




    Ti contraddici,se Garibaldi ha usato i mafiosi (cosa che non esito a credere,nell'impresa dei Mille ci furono molte aberrazioni) significa che la mafia esisteva già allora. E Liborio Romano,prima di passare coi garibaldini,era Ministro della Polizia del Regno delle Due Sicilie. Quindi la mafia aveva già molto potere.

    L'emigrazione non è nata con l'Unità nel senso che intendete: non prendiamoci in giro,il Sud era già prima dell'Unità una zona sottosviluppata (e anche il Nord,a confronto dell'Europa,lo era). L'emigrazione non c'era,o per lo meno non aveva le dimensioni che assunse poi,anche (e forse soprattutto) per la mancanza di vie di comunicazione: quando furono disponibili strade,ferrovie e navi in grado di attraversare l'oceano (tutte cose che vennero dopo il 1861),l'emigrazione cominciò ad avere dei numeri molto più alti. Non a caso,prima degli anni 80 dell'800 l'emigrazione era soprattutto settentrionale (vedi il Veneto).




    Non mi risulta che la Lega sia erede della tradizione risorgimentale.
    Dici parecchie inesattezze.
    Liborio Romano non era il capo indiscusso della camorra...era un vecchio "terrorista" liberale (e per il quale aveva fatto pure la galera) che grazie alle sue capacità trasformistiche (cui è stato dedicato recentemente un libro: "L'inventore del trasformismo") riuscì a diventare ministro col nuovo Re Francesco II che con la sua nomina sperava di dare un "contentino" agli esponenti liberali in agitazione.
    Solo dopo don Liborio si servì della malavita dietro precise istruzioni di Garibaldi (che fu pertanto il promotore dell'idea)...facendola entrare neo gangli del potere mentre fino a quel momento era un fenomeno prettamente marginale/brigantesco così come ce n'erano in tutta Italia...e su questo basta pensare a Don Rodrigo ed i suoi "bravi" di Manzoniana memoria.

    Sull'emigrazione altra inesattezza in quanto già da qualche anno, sotto Ferdinando II, vi era un collegamento di linea con un piroscafo a vapore di cui adesso no nricordo il nome (si sottolinea l'importanza "di linea" rispetto a viaggi occasionali) con le Americhe. Ma all'epoca i viaggiatori (che poi purtroppo loro malgrado divennero emigranti) tornavano ancora indietro...in patria!
    Singolare è poi, come sostieni, che il miglioramento delle vie di comunicazione cui giocoforza si associano miglioramenti socio/economiche siano state le cause dell'emigrazione.
    Il Regno duosiciliano non era affatto sottosviluppato, anzi la politica protezionistica dei Borbone lo aveva reso un Paese stabile economicamente... mentre la sfrenata politica liberista del Cavour (insieme alle deliranti spese di guerra) aveva portato il Piemonte sull'orlo del fallimento...tanto che il deputato al parlamento di Torino tal Boggio o Broggio (mi sembra...mi spiace ma non ricordo bene il nome adesso) alla relazione sullo stato del regno di Caour rispose: allora o la guerra (intesa come annessione di altri stati ricchi - Regno Due Sicilie e Toscana) o la bancarotta.

    In realtà l'emigrazione cominciò quando i sudditi meridionali non trovarono altra via che quella, non per vivere bene, ma per sfamarsi...visto come li aveva ridotti il nuovo Stato...mentre ad es. nei periodi di carestia Ferdinando II (che aveva un senso paternalistico del potere) faceva distribuire il grano a prezzo politico facendolo arrivare dalle Russie con i quali aveva intrecciato ottimi rapporti diplomatici.

    Poi sul fatto che ovunque vi fosse una generale condizione di miseria ciò è innegabile...ma ciò riguardava l'intera Europa...basta pensare alla descrizione della suburbia londinese dell'Oliver Twist di Dickens o ad i Miserabili di V. Hugo...che uscirono proprio in quegli anni.

    Nel meridione che appunto come tutti gli altri aveva miseria...si passò, con l'unificazione (ma leggasi annessione piemontese), alla DISPERAZIONE!!

    Questo è quanto, è la verità, lo so fa male, brucia ...ma questo è...fatevene una ragione e magari restate pure con le vostre idee da salotto para radicalchic.
    Ultima modifica di flender; 13-03-11 alle 11:58

  2. #42
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    Una costituzione... diventata immediatamente carta straccia con la Legge Pica che annulla ogni diritto costituzionale nell'ex Regno delle Due Sicilie.
    La Legge Pica,come in generale il modo in cui il brigantaggio fu represso,furono dei gravissimi errori. La classe dirigente dell'epoca non fu in grado di comprendere le ragioni profonde del brigantaggio (ragioni non tanto politiche quanto di stomaco: la fame si faceva sentire) e rispose solo con provvedimenti repressivi (anzichè dar retta al Menabrea che voleva che sis stanziassero fondi ingenti per la costruzione di opere pubbliche). Ma il Risorgimento non fu solo la Legge Pica (tra l'altro proposta da un meridionale),del Risorgimento fanno parte anche il generale Pepe,giusto per fare un nome.



    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    Non mi contraddico affatto.
    La Mafia non esisteva. In Sicilia i "picciotti" che usa Garibaldi sono gli sgherri dei latifondisti, niente di più e niente di meno dei bravi di manzoniana memoria descritti per altri tempi e altri luoghi.

    E' con l'arrivo di Garibaldi che si struttura la mafia.

    La camorra invece già esisteva, con tanto di regole scritte per chi vi partecipava. Ma è nel 1860 che le viene delegato il potere (diventano "Guardia Cittadina", diventano forze dell'ordine) per "gestire l'ordine pubblico" ovvero per annullare ogni opposizione all'arrivo di Garibaldi.
    Ruolo predominante lo avrà durante i falsi plebisciti del 1860 qunado ci saranno camorristi davanti alle urne pronti a punire un voto negativo che era visibile a tutti (non era segreto)
    Garibaldi si era circondato di pessima gente ed i plebisciti furono molto poco democratici. Questo non ho problemi ad ammetterlo. Ma la mafia e la camorra avevano già allora una certa ramificazione,e sarebbero cresciute anche se non ci fosse stata l'Unità. I Governi meridionali di Napoli,così come i Governi unitari di Roma,non avrebbero avuto problemi a fare degli accordi con le mafie in cambio di voti e la mafia avrebbe prosperato comunque.



    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    L'emigrazione nasce al Sud nel 1860 per lo sterminio e per il carattere coloniale che assunse il governo del nuovo stato italiano ("O Birganti o Emigranti").
    In quegli anni l'emigrazione era a prevalenza settentrionale. E nel nord non c'erano stermini così come non c'era il brigantaggio. L'emigrazione divenne a prevalenza meridionale solo dopo il 1900: dopo questa data al Nord partì l'industrializzazione,al Sud no.


    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    Mai detto questo. E' erede però del razzismo che si rese palese dal 1860
    Un diffuso senso di superiorità nei confronti dei meridionali c'era anche prima dell'Unità.
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  3. #43
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    bel video veramente....meriti reputazione
    I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."

  4. #44
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Liborio Romano non era il capo indiscusso della camorra...era un vecchio "terrorista" liberale (e per il quale aveva fatto pure la galera) che grazie alle sue capacità trasformistiche (cui è stato dedicato recentemente un libro: "L'inventore del trasformismo") riuscì a diventare ministro col nuovo Re Francesco II che con la sua nomina sperava di dare un "contentino" agli esponenti liberali in agitazione.
    Solo dopo don Liborio si servì della malavita dietro precise istruzioni di Garibaldi (che fu pertanto il promotore dell'idea)...facendola entrare neo gangli del potere mentre fino a quel momento era un fenomeno prettamente marginale/brigantesco così come ce n'erano in tutta Italia...e su questo basta pensare a Don Rodrigo ed i suoi "bravi" di Manzoniana memoria.
    Nei video che Napoli Capitale ha inserito si vede Garibaldi che vuole l'appoggio di Liborio Romano solo perchè era il capo della camorra (e quindi garantiva braccia),mi riferivo a questo.

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Singolare è poi, come sostieni, che il miglioramento delle vie di comunicazione cui giocoforza si associano miglioramenti socio/economiche siano state le cause dell'emigrazione.
    In Italia non fu così: le linee di comunicazione aumentarono moltissimo nel quarantennio 1861-1900,ma l'economia italiana (e soprattutto quella meridionale) non fecero in quel periodo dei progressi degni di nota. Il vero boom industriale cominciò nel Nord nel 1900,e infatti la immigrazione settentrionale diminuì. Al Sud le cose andarono diversamente.

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Il Regno duosiciliano non era affatto sottosviluppato, anzi la politica protezionistica dei Borbone lo aveva reso un Paese stabile economicamente... mentre la sfrenata politica liberista del Cavour (insieme alle deliranti spese di guerra) aveva portato il Piemonte sull'orlo del fallimento...
    Non confondere i conti pubblici con l'andamento dell'economia: il Piemonte aveva dei conti pubblici disastrati (due guerre d'indipendenza e le politiche di ammodernamento si facevano sentire) ma era economicamente florido,il commercio con l'estero aumentava di anno in anno e vi furono miglioramenti nella situazione agricola ed industriale.

    Il Regno delle Due Sicilie era ben messo dal punto di vista del bilancio,ma era disastrato dal punto di vista economico. Basti pensare alla mancanza di vie di comunicazione interne.



    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Questo è quanto, è la verità, lo so fa male, brucia ...ma questo è...fatevene una ragione e magari restate pure con le vostre idee da salotto para radicalchic.
    Radical-chic io? onf:
    Comprendo bene i meridionalisti: siete dei delusi dallo Stato unitario,perchè in questi anni il Sud non ha avuto decolli industriali ed è rimasto una zona economicamente più povera del Nord. Contemporaneamente al Nord sono nati movimenti come la Lega molto spesso razzisti. Il vostro stato d'animo è comprensibile,anche io sarei incazzato e deluso in simili situazioni.
    Ma mettere in dubbio il Risorgimento,con quello di buono che ha portato (libertà politiche bene o male garantite,mercati per i prodotti meridionali,vie di comunicazione) è un errore. Tanto più che il Risorgimento l'hanno fatto anche dei meridionali,le menti più illuminate del Sud (da Pepe a Croce) erano tutte risorgimentaliste. Il che poi non proibisce di parlare anche degli errori del Risorgimento (l'abolizione subitanea dei dazi,che portò alla rovina le già poche industrie meridionali,il modo in cui il brigantaggio fu represso ecc. )
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  5. #45
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    dove avrei difeso la monarchia? Certmente sotto i borboni le elezioni ( quali?) avvennivano con il massimo rispetto delle regole democratiche.
    Mazzini era un massone dichiarAto? Mi sAi dire una sola occasione nella quale Mazzini avrebbe messo piede in una loggia massonica? Su questo tema si sono cimentati parecchi storici, l'opinione ampiamente prevalente è che egli non fu mai un massone ( lo fu invece suo padre ) . Uno dei più attenti storici di parte massonica , Carlo Gentile, dedica un volume di oltre 150 pagine a tale argomento per arrivar a concludere che Mazzini era massone nell'animo ( questo detto da choi sarebbe stato lieto di poter dimostrre che lo era anche nella realtà) , un po' pochino mi sembra per trarre le tue conclusioni . Mazzini sarebbe morto in condizioni agiate? E dove lo avresti letto, quale storico di vaglia lo ha affermato? Mazzini legatissimo ad ambienti massonici ed ebraici ( la solita congiura ovvimente..) , così legatissimo ad ambienti massonici che cercherà l'appoggio di Campanella ( che non era certo un massone di altissimo rango perchè appoggisse presso la massoneria i suoi progetti) Ma credo che un po' tutta la tua impoistazione ( massoneri inglese ecc. ) sia frutto di una scarsa conoscednza dell'argomento , . La massoneria inglese ordinò a Garibaldi ecc. ? Ad accettare tesi prive di un solo rigo che le renda credibili, tutto è possibile; puoi anche sostenere chel'universo è retto da quattro diavoletti che lo fanno ruotre e certamente mi sarebbe difficile dire che non è vero. Sui rapporti tra Mazzini e la massoneria , poi trovare un mio post su Repubblicani , poi ripreso da novefebbraio.it. Per non prolungarmi noin posso che rimetterm ia quello. Su Garibaldi e la massoneria , per opera anche di alcuni massoni, credo si siano create ancor più leggende. Ma ho impressione sia difficile dibatterne con chi sembra conoscere un po' pochino delle basi della massoneria e di quelle che sono i suoi antichi doveri e costituzioni.
    "Mazzinier sostenuto finanziato dalla massoneri inglese( vedi la spedizione dei mille) " ma qui non capisco proprio cosa vuoi dire, forse che la massoneria inglese avrebbe dato soldi a Mazzini per la spedizione dei Mille che era avvenuta completamente fuori dalla sua influenza? Mazzini ottenne finanziamente pwer la sua causa da parecchi inglesi in più occasioni , alcuni sarnn ostati anche massoni; ma non vi è un solo atto che dimostri un impegno della massoneri inglese inquanto tale in questo senso ne sarebbe stato possibile dati i suoi regolamenti. Del resto molti ambienti inglesi ( massonici e non massonici) furono contrari alla democrazia mazziniana , così come altri ( massoni o non masson iche fossero i componenti) furono favorevoli. Quando Garibaldi fu festeggiato a Londra MOLTI MEMBRI DI GOVERNO e la stessa regina Vittoria si irritarono oltre ogni limite.


    Ovviamente, bastava arrivarci, parlavo di Garibaldi come noto esponente della Massoneria. Errore mio (ma era chiaro che a lui mi riferivo e non al Mazzini quando ho parlato di "eroe dei due mondi").
    Chiedo scusa del refuso.

    In quanto al Mazzini hai perfettamente ragione: non ci sono documenti che provino la sua affiliazione alla Massoneria ma restano i contatti, evidenti, che ebbe con questa influente istituzione che - non a caso - ancora oggi lo ricorda con ammirazione e devozione come (riporto da un sito massonico) puoi evincere tu stesso da questo articolo:


    Storia della Massoneria in Italia - L'influenza di Giuseppe Mazzini nella Massoneria Italiana - Augusto Comba


    I soldi furono dati a Garibaldi per la spedizione dei mille.... :giagia:
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  6. #46
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    La Legge Pica,come in generale il modo in cui il brigantaggio fu represso,furono dei gravissimi errori. La classe dirigente dell'epoca non fu in grado di comprendere le ragioni profonde del brigantaggio (ragioni non tanto politiche quanto di stomaco: la fame si faceva sentire) e rispose solo con provvedimenti repressivi (anzichè dar retta al Menabrea che voleva che sis stanziassero fondi ingenti per la costruzione di opere pubbliche). Ma il Risorgimento non fu solo la Legge Pica (tra l'altro proposta da un meridionale),del Risorgimento fanno parte anche il generale Pepe,giusto per fare un nome.
    Nel risorgimento ci credettero in tanti al sud.
    I più onesti tornarono sui propri passi dopo aver visto il carattere coloniale del nuovo stato:



    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Garibaldi si era circondato di pessima gente ed i plebisciti furono molto poco democratici. Questo non ho problemi ad ammetterlo.
    Almeno questo... in alcuni paesi si raggiunse il 120% di "SI" (oltre il numero effettivo degli abitanti)

    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    Ma la mafia e la camorra avevano già allora una certa ramificazione,e sarebbero cresciute anche se non ci fosse stata l'Unità. I Governi meridionali di Napoli,così come i Governi unitari di Roma,non avrebbero avuto problemi a fare degli accordi con le mafie in cambio di voti e la mafia avrebbe prosperato comunque.
    Il capocamorra "Tore e Crescienzo" (lo stesso cui sarà poi delegato il potere per mantenere l'ordine pubblico nel 1860) era in carcere con Ferdinando II di Borbone, ed un primo tentativo di utilizzare la camorra per sovvertire il monarca delle due Sicilie venne già fatto nel 1848 proprio dai "liberali"

    Per la mafia... è opinione personale ma penso che le cose sarebbero andate diversamente con i Borbone e le Due Sicilie (ma ripeto, questa è solo un'opinione. Nessuno pùo dire cosa sarebbe potuto accadere.)



    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    In quegli anni l'emigrazione era a prevalenza settentrionale. E nel nord non c'erano stermini così come non c'era il brigantaggio.
    Vero che allora l'emigrazione era settentrionale (la dice lunga sulle condizioni di vita)

    Racconto un simpatico anneddoto esplicativo della condizione di allora:

    Nel maggio del 1785, Ferdinando I (e IV) si trovava ospite di Leopoldo I il quale non perdeva occasione per cercare di dare lezioni di governo al suo reale cognato. E dopo averlo “abbagliato” delle sue riforme, chiese a quest’ultimo, con tono beffardo, quante riforme egli avesse realizzato. – Nessuna- rispose Ferdinando. Si fece silenzio, poi Ferdinando, col suo dialetto napoletano gli chiese: “ ma tu hai molti napoletani al tuo servizio, nei tuoi stati?- Neanche uno, rispose Leopoldo. – Ebbene, sappi che io ho circa trentamila Toscani nel mio regno e persino nel mio palazzo. Ci sarebbero,fratello mio, se tu avessi insegnato loro a guadagnarsi il pane nei tuoi Stati?. Nuovo e profondo silenzio,ci pensò poi Carolina a sviare la conversazione.


    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    L'emigrazione divenne a prevalenza meridionale solo dopo il 1900: dopo questa data al Nord partì l'industrializzazione,al Sud no.
    Dal 1860 in poi viene attuta un politica che danneggia il Sud e ne impedisce la crescita.
    Tristemente celebre è la sorte degli stabilimenti industriali meridionali e frase di Carlo Bombrini (Direttore Generale della Banca Nazionale degli Stati Sardi dalla sua fondazione, 1849, al 1861 ed infine Governatore della Banca Nazionale nel Regno d'Italia dal 1861 al 1882.)

    «Non dovranno mai essere più in grado di intraprendere».

  7. #47
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da venetoimpenitente Visualizza Messaggio
    bel video veramente....meriti reputazione
    Grazie, ricambierò.

    In ogni caso - e pur essendo romano - se mi sono interessato a questi avvenimenti è solo per puro amore di verità storica. Negare che l'aggressione contro il Regno delle Due Sicilie ad opera di una casa regnante come quella sabauda - dove il primo Re d'Italia V.E. II.o si dice neanche parlasse l'italiano :sofico: - squattrinata e infeudata ai poteri forti (e difatti la 2.a guerra d'indipendenza fu vinta grazie soprattutto all'intervento francese) - non fu l'inizio di una guerra civile contro i meridionali è negare parte della storia italiana.

    Ovvio che , passati 150 anni da quei tragici eventi e fatta l'Italia (sugli italiani avrei molti dubbi visto che abbiamo un partito separatista nell'anima come la Lega che , fino a non molti anni fa, dava praticamente dei ladroni a tutti quelli che abitavano al di sotto del Po e dei terroni ai meridionali e ancora oggi maldigerisce tricolori e amor patrio pur standosene comodamente seduta sulle poltrone ministeriali ....:giagia, se ne parli solo per parlare di storia. Niente piu' e niente di meno che un dibattito storiografico. :giagia:
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  8. #48
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Sui rapporti tra Mazzini e Albert Pike








    Conoscere la Massoneria



    Chiesa Viva n°383

    Mazzini e Albert Pike

    «Durante la Guerra di Secessione, Pike fu brigadiere generale delle truppe sudiste e comandava un esercito costituito da indiani di ben otto tribù. Al suo comando, queste truppe commisero massacri d’una crudeltà e ferocia tale che l’Inghilterra minacciò persino di intervenire “per ragioni umanitarie”. Il Presidente sudista Jefferson Davis, allora, fu costretto a prendere provvedimenti contro Albert Pike intimandogli di disperdere l’esercito indiano. Dopo la guerra, per i suoi crimini efferati, Pike fu giudicato colpevole di tradimento da una Corte Marziale e imprigionato. Il presidente americano Andrew Johnson, massone subordinato di Albert Pike, però, il 22 aprile 1866, lo graziò, mentre la stampa americana mantenne, per ben nove mesi, un silenzio totale su questa notizia»1.

    «Il generale Albert Pike passò sotto l’influenza di Mazzini dopo essere stato contrariato dal presidente sudista Jefferson Davies che disperse le sue truppe indiane, per le atrocità commesse sotto il pretesto di legittime azioni belliche. Pike accettò l’idea di un Govero Mondiale e, alla fine, divenne il capo del Clero Luciferiano. Tra il 1859 e il 1871, Pike elaborò i dettagli di un piano militare, che prevedeva tre guerre mondiali, e tre grandi rivoluzioni che egli riteneva indispensabili per promuovere il “piano” degli Illuminati e portarlo a compimento, verso la fine del secolo ventesimo»2.

    «L’assassinio di Abramo Lincoln fu perpetrato dall’estremista ebreo John Wilkes Booth (Botha), un massone del 33° grado, il 14 aprile 1865 in Washinglton D.C., solo cinque giorni dopo la fine della Guerra civile americana. (...). Izola Forrester, nipote di Booth, nel suo libro “This One Mad Act” (1937), scrisse che Booth apparteneva alla Loggia dei “Cavalieri del Circolo d’Oro” come pure al movimento rivoluzionario di Mazzini, “La Giovane America”. Izola Forrester rivelò, in dettaglio, che i massoni erano coinvolti nell’assassino del presidente. Il successivo assassinio di Wilkes Booth fu organizzato da Judah P. Benjamin, un massone di alto grado e agente dei Rothschild. Egli era il Capo dei Servizi segreti della Confederazione del Sud. Dopo l’assassinio, egli scappò in Inghilterra»3.

    Nel dicembre 1865, il generale Albert Pike, insieme al generale John J. Morgan e ad un ristretto gruppo di ufficiali sudisti, trasformava, nella cittadina di Pulaski del Tennessee, i “Cavalieri del Circolo d’Oro” nei “Cavalieri del Ku Klux Klan” (KKK), (in greco kuklox significa “cerchio” o “circolo”), i razzisti del Sud degli Stati Uniti, che conosciamo ancora oggi con i loro cappucci bianchi e le croci di fuoco.

    «Albert Pike, che era chiamato “il Diavolo del XIX secolo”, era ossessionato dall’idea della supremazia mondiale. Quando divenne massone del 33° grado, e Capo degli Illuminati dell’Arkansas, egli ideò un piano per prendere il controllo del mondo attraverso tre Guerre mondiali ed altre grandi rivoluzioni»4.

    Anche GiuseppeMazzini era ossessionato dall’idea di un potere mondiale.

    Nel suo Manifesto del marzo 1848, Mazzini affermava: «Essendo l’Austria la più grande negatrice delle nazionalità europee, essa deve scomparire. Guerra contro l’Austria! L’iniziativa di questa rivoluzione europea mondiale, che deve portare alla nascita degli Stati Uniti d’Europa, appartiene al potere dell’Italia; pertanto è il dovere dell’Italia. “La Roma dei Popoli” deve, nella sua fede repubblicana universale, unire l’Europa e L’America, e tutte le altre parti del mondo abitato, in un potere mondiale finale onnicomprensivo»5.

    1 Cfr. Juri Lina, “Architects of deception”, Referent Publishing, Stoccolma 2004, p. 196.

    2 Cfr. W. Guy Carr, “Pawns In The Game”, Cpa Pubblisher, p. XV.

    3 Cfr. Juri Lina, op. cit., p. 196.

    4 Cfr. Juri Lina, op. cit., p. 197.

    5 Cfr. G. Mazzini, “Opere” Volume XIII, Roma 1884, p. 179.






    http://www.chiesaviva.com/conoscere%...eria%20383.htm
    Ultima modifica di Ottobre Nero; 13-03-11 alle 12:26
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  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    Dal 1860 in poi viene attuta un politica che danneggia il Sud e ne impedisce la crescita.
    Dubito che i Governi unitari non volessero la crescita del Sud...specie per governi come quelli Crispi,Rudinì e Crispi,senza ombra di dubbio meridionali
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

 

 
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