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  1. #221
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio

    Non mi contraddico affatto.
    La Mafia non esisteva. In Sicilia i "picciotti" che usa Garibaldi sono gli sgherri dei latifondisti, niente di più e niente di meno dei bravi di manzoniana memoria descritti per altri tempi e altri luoghi.
    La mafia è nata dal latifondo i latifondisti erano i mafiosi di allora, se è per questo cosa nostra esiste dalla seconda guerra mondiale, ma di certo non si può dire che l'hanno inventata gli americani.

  2. #222
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    L'Urss non pensava di estendere la sua influenza anche all'Italia solo in virtù dei patti di Teheran e Yalta. Avessero potuto i comunisti sarebbero arrivati ad estendere, da Mosca, il loro dominio fino a Lisbona...fidati :giagia:
    Questione di realpolitik, di strategie, di alleanze fino al dopoguerra comode per Stalin e gli altri dirigenti sovietici...tutto lì.
    E che Togliatti fosse quello meno disposto agli avventurismi insurrezionali mi sembra ovvio dipendendo, culo e camicia, dalle direttive del Cremlino.
    stavo paralndo , rispondendo a te , del momento della Resistenza. Che poi tutti cerchino di aver epiù che possono è cosa abbastanza nota.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  3. #223
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Ottobre Nero Visualizza Messaggio
    L'inevitabilità storica dell'unità italiana è tutta da dimostrare. Lo è soprattutto per i mezzi, i fini, gli obiettivi e gli ideali che avrebbero potuto muovere gli Stati pre-unitari ed i loro cittadini se anzichè massoni ed ebrei a fare da motore propulsore delle aspirazioni unitarie fosse stata la Chiesa ed i cattolici.

    Non ho scritto che fossero idioti ma certamente molti di loro, i piu' incoscienti ed inconsapevoli, si mossero probabilmente nello scacchiere geopolitico italiano come utili idioti al servizio di qualche entità occulta e di qualche potenza straniera.
    ho parlato di inevitabilità dell'unione dell'Italia? , ho detto che gli equilibri esistenti non sarebbero con grande probabilità rimasti tali; potevamo anche tornar ad essere terra di altrui combattimenti. Immaginare che massoni ed ebrei siano stati i principali attori della storia del nostro risorgimento significa vivere in un mondo fatto puramente di cattive letture. Scusa ma non riesco a seguirti se non mi citi nomi, fatti concreti e documenti significativi. Non basta dire che Garibaldi era massone, o qualche altra cosa di questio genere e non sapere come la massoneria regolare europea del centro nord Europa non sia mai intervenuta sulle questioni politichee quella italiana era da poco costituita e composta di pochi membri e per lo più estranei alle stanze del potere. Se hai documenti ( piè di lista ed altro di simile ) che dimostrino il contrario vale la pena di continuar a discutere, altrimenti non vedo il senso di star a discutere , con simpatiaiaociao:
    Ultima modifica di edera rossa; 19-03-11 alle 22:04
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  4. #224
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    ho parlato di inevitabilità dell'unione dell'Italia? , ho detto che gli equilibri esistenti non sarebbero con grande probabilità rimasti tali; potevamo anche tornar ad essere terra di altrui combattimenti. Immaginare che massoni ed ebrei siano stati i principali attori della storia del nostro risorgimento significa vivere in un mondo fatto puramente di cattive letture. Scusa ma non riesco a seguirti se non mi citi nomi, fatti concreti e documenti significativi. Non basta dire che Garibaldi era massone, o qualche altra cosa di questio genere e non sapere come la massoneria regolare europea del centro nord Europa non sia mai intervenuta sulle questioni politichee quella italiana era da poco costituita e composta di pochi membri e per lo più estranei alle stanze del potere. Se hai documenti ( piè di lista ed altro di simile ) che dimostrino il contrario vale la pena di continuar a discutere, altrimenti non vedo il senso di star a discutere , con simpatiaiaociao:

    Eccotelo un pò di materiale informativo. Mi auguro ti basti per continuare la discussione altrimenti, pregiudizio per pregiudizio, e ricordandoti che pure il libro della Pellicciari riporta numerosi documenti (ma siccome lo hai letto dovresti esserne abbondantemente a conoscenza) d'epoca.

    Ricambio. iaociao:




    In Italia la Massoneria è assai più antica e sviluppata di quella rumena, i suoi tentacoli soffocano la vita nazionale sin dalla prima metà del XVIII°secolo .

    Venne introdotta dalla Gran Bretagna nel 1732 e costituita in Firenze sotto la supervisione del dr. Antonio Cocchi.

    Ecco come ‘Hiram’ – rivista del Grand’Oriente d’Italia con sede nel Palazzo Giustiniani in Roma –descrive la costituzione della prima loggia massonica italiana: ‘I fratelli inglesi e irlandesi che per primi si son occupati della Loggia fiorentina affermarono che non essendo mai stato quel gruppo iscritto sul registro di una qualche Gran Loggia , non era mai esistito perché – secondo loro – una Loggia per essere costituita e funzionante doveva essere patentata da un’autorità centrale o Gran Loggia. Ma essendo poi risultato che a Firenze venne realmente costituita, fu supposto che il Sackville partendo da Dublino , avesse portato con sé un ‘Masonic Warrant’ rilasciatogli dalla Gran Loggia d’Irlanda la quale – dicono – cominciò a rilasciare patenti dal 1733 e fu la prima G.L. a farlo. E’ possibile. Ma che i Liberi Muratori di allora credessero indispensabile possedere un tale documento per riunirsi, per far nuovi fratelli e dar vita a una Loggia , nessuno può ormai sostenerlo seriamente, perché gli studi e le ricerche degli ultimi 70 anni han rivelato che fin dai primi anni di esistenza della nostra Muratoria per tutto il 700 e anche dopo , si compirono tutti gli atti predetti senza chiedere permesso o autorizzazione a Gran Logge o Logge. Sino a prova contraria si deve dunque ammettere che i fratelli inglesi in Firenze non aderirono a nessuna autorità muratoria centrale, la loro loggia non fu iscritta sul registro della G.L. di Londra, né in quello della G.L. d’Irlanda né di altro stato e – per incompatibilità di carattere – non aderì alla G.L. di Francia (la prima sorta sul continente) perché giacobita ed i fratelli inglesi del gruppo fiorentino erano certamente hannoveriani e anti-giacobiti intransigenti. Sotto la data del 22 giugno 1733 il Cocchi annotò di aver restituito la chiave della cassa dei Free Masons avuta in consegna dal ‘Cav.’ Quando questi lo deputò Maestro. Codesta chiave serrava ed apriva la detta cassa allogata in qualche luogo nella casa (albergo di Monsù Pasciò o la pensione del fratello Collins) in cui la Loggia si riuniva. ….Il fratello Sackville tornò in Irlanda dopo il giugno 1733 ed il suo nome fu citato da un giornale di Dublino tra i presenti ad un’assemblea della G.L. di quel regno del 22 Novembre di detto anno….Il 4 Agosto 1732 quando il dott. Antonio Cocchi fu fatto Muratore erano presenti 9 fratelli… la Loggia da quel giorno contò 12 membri….’


    A questa prima loggia, avventurosamente creata da elementi britannici in Firenze, se ne aggiunsero altre nella stessa città e a Livorno, autentica ‘Sion d’Italia’ . la città che più di ogni altre nel nostro paese aveva ospitato e sostenuto l’espansione di una fiorente comunità ebraica sin dalla sua costituzione a metà del XVI° secolo. L’Ordine dei Liberi Muratori Inglesi si costituì dunque soprattutto nel Granducato di Toscana e in particolare laddove l’elemento ebraico aveva maggiormente goduto di privilegi e speciali considerazioni. Basterà qui brevemente ricordare la Legge detta ‘Livornina’ che fece di Livorno, costituitasi in città in epoca rinascimentale, un porto franco dove sbarcarono turbe di ebrei sefarditi provenienti dalla Spagna e dai paesi del Maghreb.

    Nella città di Napoli si creò una Gran Loggia che avrebbe assunto notevole influenza alla corte borbonica. Fernando IV° emanò un’editto anti-massonico che però venne revocato su pressione di sua moglie Carolina d’Austria quest’ultima in stretto contatto con le Logge assieme a sua sorella Maria Antonietta regina di Francia. La triste fine di quest’ultima, ghigliottinata durante la fase più acuta del cosiddetto Terrore Giacobino, aprì sicuramente gli occhi alla sorella che ruppe definitivamente con i massoni del Regno delle Due Sicilie.

    Tutta la Massoneria italiana sostenne l’intervento francese quando Napoleone Bonaparte invase la penisola. In quel periodo si diffuse il rito scozzese per l’attività dell’ebreo Marc Bedaridde (della famiglia Ben Darrid proveniente dalla Provenza francese) il quale – dopo aver preso parte alla battaglia di Marengo- venne iniziato massone in una Loggia di Cesena nell’anno 1801.

    Arrivato al 18° Grado di Sovrano Principe Rosacroce il Bedaridde fu tra i fondatori di una Loggia di rito scozzese a Firenze , la San Napoleon.

    Dopo aver costituito un Cenacolo Massonico in Pisa , il Bedaridde creù un nuovo rito massonico chiamato di Misraim, che nella lingua ebraica significa ‘degli Egizi’.

    Il nuovo rito si componeva di 90 Gradi Massonici dedotti dalla Kabala Ebraica suddivisi in quattro serie.

    Assieme ai suoi fratelli Jacob e Juseph costituì nel 1815 la prima Loggia di rito egizio in Parigi , chiamata dell’arco di Iris. L’obbiettivo primario dell’ebreo Bedarride era quello di controllare i nuovi affiliati attraverso la costituzione di una Loggia intermedia comunque controllata dalle Logge Madri di Londra e Parigi.

    Nell’anno 1838 un altro ebreo Jacob Marconis creò un altro rito detto di Memphis il quale procedeva da quello di Misraim e de facto ne riutilizzava simbolismo e gradi iniziatici.

    Varie volte avvennero unificazioni e scissioni tra i fratelli dei due riti egizi, i quali spesso diedero vita a Gran Logge miste di rito Misraim-Memphis delle quali divenne Gran Maestro il ‘rivoluzionario’ Giuseppe Garibaldi.

    Anche in questo caso l’influenza ebraica sulle nuove confraternite fu palese e onnipresente.

    L’apporto ebraico e massonico al cosiddetto risorgimento italiano è considerevole e documentato in innumerevoli volumi.

    Per maggior correttezza citiamo un’autore ebreo , Eugenio Saraceni, che nella sua ‘Breve Storia degli Ebrei e dell’Antisemitismo’ scrive: ‘Notevole (specie se si tiene conto del loro numero esiguo) fu infatti il contributo degli ebrei italiani al Risorgimento. Mi limito a qualche nome: Daniele Manin , insigne studioso e uomo politico, artefice della resistenza a Venezia nel ’48; Giuseppe Revere , vivace poeta e giornalista, combattente sulle barricate di Milano e sulla laguna veneta; Giuseppe Finzi, eminente mazziniano, anch’egli combattente sulle barricate di Milano e per questo condannato dall’Austria a diciotto anni di fortezza,; il medico triestino Giacomo Venezian e il giovanissimo Ciro Finzi, caduti entrambi nella difesa della Repubblica romana; Isacco Artom, validissimo e intimo collaboratore di Cavour; Angelo Usiglio , che lo fu dapprima di Ciro Menotti e più tardi di Mazzini.’


    In un trafiletto apparso su La Repubblica del 20 settembre 1990 ( 120° anniversario della Breccia di Porta Pia) la Massoneria per dichiarazione del suo Presidente dei Riti e Gran Maestro Giorgio Paternò rivendicò pubblicamente il Risorgimento. ‘la Massoneria italiana che di quel Risorgimento fu artefice prima – scriveva il Paternò – non può non ricordare come un retaggio glorioso ed inalienabile della Patria, dall’apertura di quella breccia di Porta Pia per la quale entravano nell’universalità perenne di Roma , insieme l’Italia e la Libertà dello Spirito’

    Non è casuale che un’alto dignitario del Gran Sinedrio , qual’era lord Benjamin Disraeli, poteva osservare tranquillamente nella sua opera ‘Vita di Lord George Bentinek’ :’Se il lettore getta gli occhi sui governi provvisori di Germania, d’Italia e perfino di Francia formati in questo periodo , egli riconoscerà in tutti l’elemento ebraico…’.

    L’intera epoca cosiddetta risorgimentale, del resto non solo in Italia, è coincidente con l’affermazione dell’elemento ebraico e l’attacco massonico alle istituzioni dei principali stati europei.

    Nell’anno 1848, che viene ricordato nei nostri libri di scuola esclusivamente per lo scoppio della 1°Guerra d’Indipendenza, avviene nell’intera penisola un’avvenimento di portata epocale: in tutti gli stati italiani sono abbattute le misure anti-ebraiche di discriminazione e contenimento e vengono schiusi i Ghetti. Ovunque gli ebrei partecipano attivamente a quel processo di ‘risorgimento’ nazionale adoprandosi nella propaganda anti-asburgica.

    ‘Un drappello di ebrei torinesi si unì ai volontari delle altre comunità ebraiche e formò la 7° Compagnia Bersaglieri Ebrei. Nel periodo della formazione d’Italia emerse Manin…. Suo padre era figlio di genitori ebrei veronesi convertiti: Samuele e Allegra Medina, i quali avevano assunto il cognome di Manin in onore al loro padrino al fonte battesimale. Cavour deve in parte l'’elezione a deputato, nel 1853, al rabbino maggiore Lelio Cantoni che allora godeva di alta autorità negli ambienti politici della capitale. Fra i parecchi ebrei collaboratori di Cavour , il più in vista fu Isacco Artom, suo segretario particolare divenuto più tardi segretario generale agli Esteri, posto che occupò per diversi anni. Artom fu il primo ebreo entrato in senato. Operarono vicino a Cavour all’Interno molti ebrei: il giornalista Dina, il caricaturista Redenti, nato Nacnami, Giuseppe Finzi , ex mazziniano, D’Ancona, Avigdor e , fuori d’Italia, i banchieri Rothschild e Fould, coi quali ebbe rapporti frequenti. Fra gli artefici del nostro risorgimento , Giuseppe Mazzini è stato il più vicino all’anima ebraica. Così pensa Ercole Specos il quale sostiene che il motto mazziniano ‘Dio e Popolo’ era stato il motto dei profeti d’Israele. Mazzini a Londra ebbe ad un dato momento, come factotum, Luigi Wolff, che passava per tedesco, ma parlava alla perfezione l’inglese, il francese e l’italiano. Più tardi si scoprì che era un Ebreo. Sempre Mazzini nel 1847 scriveva degli Ebrei: ‘Essi meritano amore, rispetto e stima al pari di qualunque altro…’ ……Anche attorno a Garibaldi gli ebrei non scarseggiarono. Liquidati i sentimentali che avevano rischiato la pelle per fare l’Italia , gli affaristi presero il sopravvento e cominciò la scalata a tutti i poteri da parte di avventurieri senza scrupoli….E’ proprio a quest’epoca che risalgono le baronie e i titoli degli Ebrei Franchetti, Todros, Corinaldi, Montel, Leonino, Levi, Lombroso, Castelnuovo, Vitta seguiti più tardi dagli Ottolenghi, De Veali, Sacerdoti, Weil, Weiss, Padoa, Da Zara ecc..

    La Massoneria fu la scala usata dagli ebrei per l’arrembaggio al nuovo stato. Costituito il Grande Oriente Italiano nel 1861 fu posto a capo un certo Cordova, al quale successero De Luca, Frapolli, Lemmi, Ferrari, Nathan; il primo segretario del Grand’Oriente fu Davide Levi: una tribù di ebrei e di marrani.


    Del resto non sarà certo un caso che sia Mazzini che Garibaldi fossero due noti membri della Frammassoneria e che proprio attraverso le interessate manovre della Loggia Madre d’Inghilterra il secondo riuscirà a portare a termine la famosa spedizione dei Mille.

    ‘Negli intrighi e nelle speculazioni finanziarie che affondano le proprie radici nella spedizione dei Mille –scrive Piero Sella – si distinguono i banchieri israeliti Adami e Lemmi cassieri del mazziniano Partito d’Azione cui Garibaldi aveva aperto le porte del Sud. L’Adami che vettovaglia la spedizione e paga sottobanco con denaro massonico i vapori rubati , Piemonte e Lombardo, ottiene poi dal Garibaldi una concessione per la costruzione delle ferrovie nel Mezzogiorno, concessione per la quale lo stato avrebbe dovuto accollarsi ogni perdita di gestione. Al Lemmi, cognato e collaboratore dell’Adami toccheranno i monopoli dei tabacchi e la carica di Gran Maestro della Massoneria.’


    Nel 1875 la Massoneria celebrò definitivamente la conquista dell’Italia traslando la sua sede nazionale a Roma e fondendosi in un'unica Grande Loggia. La conquista giudaico-massonica della capitale divenne palese quando a sindaco della città che fù dei Cesari, delle Aquile Imperiali e del Vaticano Chiesa di Cristo , salì l’ebreo Ernesto Nathan successivamente, vedremo, impegnato nelle trame che avrebbero portato l’Italia a schierarsi al fianco delle democrazie occidentali franco-britanniche contro gli Imperi Centrali nella 1° Guerra Mondiale.

    I dirigenti della Massoneria trionfane in Italia erano oltre ai già menzionati Lemmi e Nathan, l’ebreo Gay, il protestante Giorgio Sonnino e l’altro protestante 33° Saverio Fera il quale – nel 1908 – accusò il Grand’Oriente di Palazzo Giustiniani di favorire – a dispetto di un confessato conservatorismo – l’anarchia e la rivoluzione sociale. La fronda interna del Fera porterà alla scissione di un numero considerevole di fratelli che lo seguiranno per dare vita al Grand’Oriente di Piazza del Gesù.

    A motivo di questa sordida lotta intestina alla Massoneria italiana si deve registrare l’assassinio del Gran Maestro Ballori trovato morto all’interno dello stesso Palazzo Giustiniani nel 1917. Dal ’17 al ’24 divenne Gran Maestro l’ebreo Ernesto Nathan (riprendendo una carica che aveva mantenuto ininterrottamente dal 1896 al 1904) fin quando su ordine del Governo Mussolini la Massoneria venne sciolta e le Logge chiuse.

    La lotta del Fascismo contro la Massoneria seppur di vecchia data non risolse alla radice il problema massonico italiano. Da un lato perché numerosi fratelli avevano aderito al Fascismo e ne continuavano ad influenzare la politica dall’interno (fra questi Italo Balbo), dall’altro perché la Massoneria si riorganizzò e meditò vendetta ingrossando le fila del fuoriuscitismo anti-fascista all’estero. Avrebbe sferrato il suo colpo di grazia durante la tumultuosa seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 25 Luglio 1943.




    L'articolo ovviamente è di un altro "nazista" (pure islamico) Dagoberto Bellucci. Quì trovi il link:


    http://www.terrasantalibera.org/EBRA...20BELLUCCI.pdf
    Ultima modifica di Ottobre Nero; 19-03-11 alle 23:34
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  5. #225
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    tante cose , ma neanche un dato su quella consistenza numerica alla quale avevo fatto riferimento per capire al di là delel chiacchere di cosa si stesse parlando. Mi sembr ache si forniscano dei dati alternando cose vere con forzature per ammantare il tutto della veste che si ritiene opportuno dare all'argomento; ad esempio, come si fa a soostenere che tutto gli ebrei dappoggiarono la lotta all'Austria inquanto coi fatti del 1848 vennero meno le angherie alle quali erano soggetti, dimenticando che nell'impero asburgico vi erano già per loro gran parte di quelle libertà che in vari staterelli italiani non c'erano ancora? Quando Cattaneo scrisse il suo saggio sulle Interdizioni Israelitiche ricordò nelle stesse la situazione nell'Impero asburgico che ebbe semmai un peggioramento col successivo concordato, ma nel '48 ancora nessuno poteva prevederlo e comunque non toccò la parte italiana dell'Impero. Non vedo poi perchè sarebbe da menar stranezza per l'eventuale appoggio degli ebrei, che pur ci fu da parte dei più progressisti tra loro, ad una lotta che legava la loro libertà alla libertà di tutti e non indignarsi semmai contro quegli stati che tiraneggiavano i loro cittadini e pretendevano come cosa ovvia la loro cieca fedeltà.

    E' poi divertente vedere come cheo sostiene che i cattolici non dovrebbero entrare in massoneria indichi come una sorta di congiura la presenza di ebrei e di protestanti ( fenomeno in realta statisticamente piuttosto modesto anche nell'ottocento, ed ancor più irrilevante a partire dal secondo dopo guerra. Sarebbe semmai interessante chiedersi perchè i rappresentanti dei gruppi minoritari, specie se perseguitati , tendano ad emergere, un fenomeno cjhe si è riscontrato in carie epoche , in vari paesi e per diversi tip idi minoranza; meditate gente, meditate.
    Ultima modifica di edera rossa; 20-03-11 alle 03:14
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  6. #226
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    a titol odi curiosità e quando mai sarebbe stato eletto Gran maestro il Ballori? , visto che tra le due gestion Nathan vi fu quella di Ettore Ferrari?
    Ultima modifica di edera rossa; 20-03-11 alle 03:38
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Mai letto che Ernesto Nathan si mangiò discreta parte del suo capitale per dar vita , aiutato in questo dalla sorella , alle scuole popolari e che a Roma con lui sindaco vi erano , in proporzione al numero degli abitanti, più scuole pubbliche per l'infanzia du quantie non ve ne siano oggi, e che egl inon divenne senatore del regin anche perchè, proprio a causa della sua generosità,cje gl iaveva fatto vendere diversi suoi beni, non aveva un livello d'imposta sufficente.? E che dire di quest'uomo che ormai settantenne parte volontario per il fronte?
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  8. #228
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    Predefinito Rif: Risposta alle bugie di Roberto Benigni sul Risorgimento

    Se la massoneria fu viva nel settecento specie in Toscana non fu per la presenza ebraica e protestante , ma semplicemente perchè non era proibita ,( ma vallo a spiegare all'atrore di quanto da te riportato) , per lo stesso motivo per cui ebbe una certa presenza nel Veneto del settecento, . Come avevo già detto, le massonerie regolari si sciolgono dove sono proibite. Quanto allo specifico di Livorno avevo già detto che parecchi massoni erano uomini di mare che erano entrati in massoneria in altri paesi prima di entrare in massoneria in Italia, o nello specifico in toscana, quando. questo sarà permesso. Ovviamento ci furono anche casi di singole logge che ebbero vita propria anche in alcuni casi di clandestinità, ma furiono eccezioni .
    Ultima modifica di edera rossa; 20-03-11 alle 03:47
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