Grazie al trattato di Shengen , firmato frettolosamente da Prodi , capo dell'allora governo fetecchia , oggi ci ritroviamo che il nostro Paese debba difendersi non soltanto dall'invasione extracomunitaria ma anche di quella comunitaria ed in particolare del 90% della feccia romena , cioè delinquenti e nullafacenti che il governo romeno ha lasciato andare via sapendo che in Italia sarebbero stati bene accolti grazie al buonismo ed alla tolleranza predicata dai comunisti . Abbiamo più volte avuto occasione di ascoltare in tal senso le autorità romene .

Ad onor del vero bisogna anche dire che vi sono tantissimi romeni che lavorano onestamente e si sono perfettamente integrati nel nostro Paese , nulla da eccepire su costoro.

Non fu così per la Germania che nello stesso trattato tenne a precisare che , sì avrebbe accolto i comunitari dell'est a patto però che entro tre mesi di permanenza avessero dimostrato di avere un alloggio ed un lavoro stabili . Ringraziamo Prodi per questo regalino che ci ha fatto .

Numero chiuso per i romeni

La richiesta Il sindaco a Maroni: senza casa e lavoro rimpatri dopo tre mesi. Lo sgombero di Monte Mario conferma: il 90% degli immigrati dei campi abusivi viene dall’Europa.


Alemanno alla bonifica del campo nomadi di Monte Mario Su 68 immigrati che vivevano nel campo abusivo nel parco di Monte Mario, sgomberato ieri mattina, ben 64 erano romeni. E «non essendo nomadi - ha detto il sindaco - queste persone non avrebbero diritto a entrare nel Cara» il centro per i rifugiati di Castelnuovo che ospiterà chi chiederà l'assistenza del Comune dopo gli smantellamenti dei micro campi che sono ripartiti proprio ieri, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno. Il problema non sono gli zingari del Piano nomadi. Il problema sono gli immigrati comunitari. «Vengono a Roma da regolari e ci restano da abusivi» conferma l'assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale Sveva Belviso. I romani se ne erano accorti da un pezzo. Ma forse non sapevano che in questo sono agevolati dalla direttiva Ue, la 38/2004. «Dovrebbe limitare la permanenza in uno stato membro anche a nomadi e romeni se dopo 3 mesi non puoi dimostrare di avere mezzi di sussistenza - spiega l'assessore - Ma poi non dice cosa si deve fare per allontanare chi non ha una casa e un lavoro». E Roma si riempie. In questo modo sono arrivate 2-3.000 persone negli ultimi tempi «il 90% romeni» dice il presidente della Commissione Sicurezza urbana Fabrizio Santori. A via Severini «a ottobre ce n'erano 120, oggi 250». «Il decreto di allontanamento firmato dal prefetto è come una pacca sulla spalla» spiega Belviso. E i giacigli crescono. Insieme al pericolo. «Trappole mortali» ha definito il sindaco le baracche di cartone rivestite di plastica smantellate a Monte Mario. Ecco perché «il sindaco ha chiesto al ministro Maroni l'accompagnamento coatto alla frontiera per i senzatetto, che non hanno requisiti secondo legge per poter stare sul territorio» dice Belviso. Lo stesso ha fatto ieri l'europarlamentare Carlo Fidanza con un'interrogazione in commissione.


La Pdl «esprime apprezzamento nei riguardi del primo cittadino, che ha richiesto con forza al Governo una legge di allontanamento coatto anche per i cittadini comunitari» ha detto il presidente della Commissione sicurezza urbana Fabrizio Santori per cui «l'approvazione dell'ordine del giorno da parte dell'organo sovrano della città è un superamento dell'emergenza». «Numero chiuso per l'accesso di nomadi ed extracomunitari» sintetizza Francesco Storace consigliere de La Destra. Per La Barbuta ripartono le polemiche. Il Comune di Ciampino ha chiesto lo stop immediato dei lavori per il raddoppio del campo dopo che, con sentenza n. 01492, il Consiglio di Stato ha respinto l'appello del Ministero degli Interni nei confronti della sentenza del Tar n. 32624/2010, sulla trasparenza degli atti amministrativi inerenti al Piani Nomadi in favore del comune di Ciampino. Ma per l'assessore Belviso «non c'è stata alcuna richiesta alla prefettura su limite accesso agli atti».

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Grazia Maria Coletti

12/03/2011


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