
Originariamente Scritto da
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Riprendo questa discussione a me cara:
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Riepilogo :
Volevo dire che sei proprio stato molto, cioè, ma tanto veramente, stato uno straordinario coglione da mille e una testa (di glande) quando uscivi con cani e suinidi, che andavano lentamente, ma il loro magnifico incedere sembrava offuscato da una nuvolaglia di pensieri caotici e intrallazzi impudici che parevano froci marci e maleodoranti come la cacca molle, però la tua gigantesca boassa andò a farsi calpestare dalle scarpe sporche (in ogni caso lo sarebbero diventate) degli antifà montanari, i quali si rallegrarono quando videro grassi polinsaturi fuoriuscire arrapati dal cinema, grazie alle pompe magistrali di legioni di rognosi e bavosi ciclisti transessuali adoratori di Satana.
Comunque il bastone me l'avrei comodamente tenuto nell'orifizio rettale, evitando di tossire caninamente per strada specialmente, ed anziché cercare di colpire il dissidente petomane, avrei, come sempre gridato "Vaffanculo stronzo", poi me ne frego: se voi cinesi non vi decidete a pedalare come Negri (Pierpaolo De Negri, ndr) Ada, mi leggo un pornazzo con poesie erotiche, mentre mi-mi sego le-le mie immagini, cercando di godere il più bel momento della mia giornata miserabile, pensando a quante scopate mi vorrei fare con cinesine mangiariso nane, africane e puzzolente fregna slabbrata, gocciolante e bisunta, catarrosa (bleah), rasposa, callosa come le mani di un gorilla azzoppato, invece di andare a Matrix a leccare Mentana e ingerire zapping dal cazzone nodoso sdraiato supino come una larva affamata sulla foglia bagnata.
Ma fradicia di melassa, tua sorella maneggiava, canticchiando soavemente, una scintillante, pornografica, pertica di un ghisa gelido e ne masticava il manganello come fosse liquirizia, sbavando e ruttando a raffica.
Pertanto il rumore dei peti di Pestifero - intanto gli involtini cucinati da tua sorella bruciavano -, svegliava tutto il vicinato,mentre Arianna gonfiava con grande pressione numerosi materassini, affinché potessero accogliere orde di selvaggi lazzaroni resuscitati da Satana; i terribili fratelli Trombones sapevano quale sarebbe stata la loro equa retribuzione: quattro martellate gengivali e almeno sei formaggini avariati da spalmare sulle cosce odorose e affumicate da annusare senza rimorso.
"Accorrete! Presto!
Il Nostromo Ghisa sta liquefando il salatino!"
"Accidenti che stantuffata malandrina! Brucia ancor dentro il cesto".
Il dì successivo ho visto un brutto con una scarpa fetente in ogni mano.
C'è un rompicapo: transgender è il Ghisa che indossava ieri un tanga e un berretto profumato, oppure microscopica parrucca rossa pettinata?
Non mangiate troppe trote altrimenti rischiate di diventare orsi avvelenati dal Gran San Bernardo, brutti ma furbi siete stati: froggioni!
Basta, andate a zappare in Siberia!
Puzzate così tanto di ano troiano di Troia, da sembrare cessi napoletani.
"Porcellone! Come mai: stai andando a puttane?".
Arianna è arrapata, infatti Nostromo Ghisa spinge forsennatamente sulle leve di lattice termoindurente e risucchia le gonadi del Visconte Tappabuchi.
Improvvisamente Arianna sussultò, prese una pinna e rese grazie, la spezzò in due e pregò il lussurioso Visconte, disse:
"Signore, er ditone gratta! Avvolgetemelo bene con cura, poi lo potete infilare nel tabernacolo grande, perché un luogo così sicuro non disdice la presenza di tale siffatto soave fagottino trombatore!".
"Ma porca troia! - disse il Tappabuchi - non riesco a venire: sono frigido!".
Nostromo Ghisa guardò attentamente verso il piercing frenulare del Porcellone, rinculò e scivolò sulla banana sgonfia.
Arianna bestemmiò muggendo in lacrime, ingoiando ingenti pezzettini di scroto surgelato!
"Vecchia baldracca,urla, mettiti a frignare da froggio, così ti sembrerà meno duro vivere senza coglioni!".
Ma Ghisa non la penetrava col caciocavallo: rideva spudoratamente guardando la palluccia rinsecchita nei campi insozzati di semenza canina. Conseguentemente stringeva le tette flaccide, piene di bava schiumosa, piercing bovini ed ammennicoli d’acciaio a decorarne i piccoli capezzoli duri.
Ansimava e peteggiava veemente; bofonchiava in turco antico col cacchio in gola, altrimenti detto: creapopoli.
Stranamente, misteriosamente, misteriosamente stranamente pazzesco: come potrebbe scoglionarsi senza più palle?
Ora sarò fica, però ci vuole la tiepida acqua fragrante, latte di asina.
Improvvisamente arrivò improvvisamente l'automobile rosa come un suino e "bistecca"
ovvero
