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  1. #51
    SOVRANISTA ISRAELIANO
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Citazione Originariamente Scritto da blaupunkt Visualizza Messaggio
    cazzata, accolgono cinesi e coreani...
    che sono 4 gatti e sarebbe come se noi accogliessimo svizzeri e corsi.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  2. #52
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Citazione Originariamente Scritto da Nicolas Eymerich Visualizza Messaggio
    Senza ritenzione né ritegno



    “Sie spielten am Meere, - da kam die Welle und riss ihnen ihr Spielwerk in die Tiefe: nun weinen sie.”



    “Giocavano in riva al mare – ma è giunta l’onda, a trascinarne nell’abisso i trastulli; e adesso loro piangono.” Mentre rivedevo le bozze della versione italiana (in corso di pubblicazione per i tipi di Ar) di queste parole di Zarathustra, mi ha raggiunto – tardiva: essendo ormai vetusto, non sento più il desiderio di aggiornarmi attraverso la quotidiana lettura o televisura – la notizia degli ultimi ‘eventi catastrofici’ (li chiamano così, non so se per dare maggiore importanza alla nozione di evento o a quella di catastrofe). La tragedia giapponese osserva il ritmo della tragedia greca, ovvero di ogni dinamica tragica: alla fine di quest’ultima, il disastro. Che è davvero ‘apocalittico’, anche nel senso originario, remoto del termine; ossia è propriamente rivelatore. Di una, anzi della, perversione della modernità. L’ideologia della modernità ha pervertito tutti – anche i virtuosi giapponesi (l’epigrafe nietzscheana è estratta appunto dal paragrafo “Von den Tugendhaften” – “Dei virtuosi”…). Li definisco ‘virtuosi’, i giapponesi, perché essi, a differenza dei fanciulli zarathustriani, di fronte al disastro stanno composti: senza piagnucolare. Ma, la loro, è una virtù calcarea, quella che traspare dal guscio, vedovo del crostaceo, ormai andato in putrefazione. I Bushi, anziché farsi annientare dai nordamericani a metà Ottocento e a metà Novecento, hanno preferito la sopravvivenza: a qualsiasi costo, anche di sparire come Bushi. Che subire il pervertimento sia preferibile all’annientamento? E, in ogni caso, non è forse vero che a ogni perversione segue, sempre, prima la dissolvenza dell’‘immagine’ e infine la dissoluzione dell’idea? In altre parole: non che si vive, ma che si muore sempre e solo una volta sola?! E allora, perché tanto affanno a scampare per scomparire, alla fine? A questo punto, il mio rimando – non consiglio gratuito, ma interessata consulenza – è alla rilettura, serena ma severa, di Bushidō, e alla lettura, olo-caustica, di Tenchū, volumi apparsi nella collezione di Sannō-kai. Sopra tutto quest’ultimo, che è la narrazione dell’ultima rivolta dei ‘naturali’ giapponesi, impersonati dai giovani ufficiali dell’Impero, contro la tecnocrazia, quindi contro la plutocrazia. Ovviamente, s’ha da leggere non per dare soddisfazione a chi – autore o impresario d’autore – confeziona in libri le storie, né per riflettere sui fini della storia, ma per meditare sul Caso – e per praticare le virtù dell’‘estote parati’.



    Luciano Lìcandro



    (Prevedendo le fluttuazioni delle virtù e dei valori negoziati in borsa, Zarathustra sèguita e promette: “Però la stessa onda nuovi trastulli recherà loro, e nuove conche iridate rovescerà loro dinanzi! Così si consoleranno […]”.)
    Mi sembra l'ennesima involuzione reazionaria tipica degli ultimi vent'anni dell'Editore. Al contrario, continuo ad ammirare "La Disintegrazione del Sistema", che per me è valida ancora oggi.

  3. #53
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    L'editore è gran cazzaro, però ha stile, e poi qualcosina l'ha fatta. Langone invece è di una tristezza infinita, in qualsiasi altra epoca sarebbe finito a lavorare nei campi, oggi invece, non si sa bene come, può addirittura vantare velleità intellettuali.

  4. #54
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Citazione Originariamente Scritto da blaupunkt Visualizza Messaggio
    cazzata, accolgono cinesi e coreani...
    Sotto il 2% complessivo, e sono strettamente discriminati. Ma è caratteristica di un po' tutti i membri ASEAN.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  5. #55
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    In ogni caso anche in Giappone come in tanti altri luoghi va letta la contrapposizione tra Città e Campagna: il Giappone urbano è a tutti gli effetti un inno al consumismo occidentale più becero privo d'anima, in cui anche quella che parrebbe "tradizione" genuina è in realtà caricatura di ciò che è stato.
    Le metropoli nipponiche sono colonizzate culturalmente forse pure peggio che dalle nostre parti, se possibile.

    Nelle zone rurali qualche bolla del Giappone che fu ancora c'è, ma è sempre più remota.
    I giapponesi probabilmente sono anche più rincoglioniti e occidentalizzati di noi, però nel degenero sono riusciti a mantenere due cose. Primo una certa disciplina ed un ordine gerarchico, certamente messi al servizio del capitalismo, ma che a noi, ad esempio, mancano del tutto. In secondo luogo, e potrà apparire una cazzata ma non lo è, hanno saputo veicolare la loro cultura tradizionale negli odierni mezzi espressivi artistici e culturalmente popolari quali possono essere fumetti, videogiochi, cartoni e compagnia cantante. Come ho già detto, può parare una cazzata (a scanso di equivoci i manga e i cartoni giapponesi mi hanno sempre fatto schifo), ma si tratta in ogni caso di veicoli culturali che incidono in maniera più o meno significativa sulla consapevolezza culturale di un popolo. In questo caso il paragone con l'Italia è decisamente disarmante.

  6. #56
    reietto estetico
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    I giapponesi probabilmente sono anche più rincoglioniti e occidentalizzati di noi, però nel degenero sono riusciti a mantenere due cose. Primo una certa disciplina ed un ordine gerarchico, certamente messi al servizio del capitalismo, ma che a noi, ad esempio, mancano del tutto. In secondo luogo, e potrà apparire una cazzata ma non lo è, hanno saputo veicolare la loro cultura tradizionale negli odierni mezzi espressivi artistici e culturalmente popolari quali possono essere fumetti, videogiochi, cartoni e compagnia cantante. Come ho già detto, può parare una cazzata (a scanso di equivoci i manga e i cartoni giapponesi mi hanno sempre fatto schifo), ma si tratta in ogni caso di veicoli culturali che incidono in maniera più o meno significativa sulla consapevolezza culturale di un popolo. In questo caso il paragone con l'Italia è decisamente disarmante.
    ma sai che a me invece proprio quello mi mette tristezza, per loro insomma, il vedere sempre personaggi con caratteristiche somatiche occidentali....
    DEFORME AUTENTICO

  7. #57
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    A me sembra che il Giappone abbia adattato anche profondamente la propria identità al capitalismo, ma sempre pur sempre in un'ottica nazionale e comunitaria, più che rinunciato allo spirito giapponese per trattenerne gli aspetti esteriori.
    Certamente la cultura e il complesso identitario immateriale giapponese dopo gli anni Cinquanta ha subito una svolta molto rilevante, al pari di quella subita successivamente alla "apertura" al mondo, ma pare che si tratti di un percorso nella continuità e non di una rottura, come invece è accaduto a molte nazioni dell'Europa occidentale.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da marocchesi Visualizza Messaggio
    ma sai che a me invece proprio quello mi mette tristezza, per loro insomma, il vedere sempre personaggi con caratteristiche somatiche occidentali....
    Io non li ho mai sopportati, però culturalmente però sono intrinsecamente giappi, c'è poco da fare.

  9. #59
    SOVRANISTA ISRAELIANO
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Comunque non possiamo certo essere noi italiani , francesi , belgi , inglesi etc a poterci permettere di criticare l'approccio alla modernità dei nipponici , noi siamo messi peggio , sia in termini di degenerazione dei costumi che demografici.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  10. #60
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    Predefinito Rif: L'Editore sulla tragedia del Giappone

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    Io non li ho mai sopportati, però culturalmente però sono intrinsecamente giappi, c'è poco da fare.
    L'è che il canone di bellezza era quello anche prima delle "Navi Nere". :giagia:
    Ultima modifica di Defender; 19-03-11 alle 11:53
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

 

 
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