Cosa succede quando ci addormentiamo
Nel segreto del sogno
Tutti noi viviamo due volte: la prima quando siamo svegli, la seconda quando ci coglie il sonno ed entriamo nel mondo del sogno o qualche volta, purtroppo, dell'incubo. Ma che cosa accade nel nostro cervello, nel nostro organismo e nel nostro inconscio? Che cosa sono il sonno Rem e quello non-Rem? Preparatevi a un formidabile viaggio ai confini della coscienza...
Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni", scriveva William Shakespeare. "La vita è sogno", affermava il grande drammaturgo spagnolo Pedro Calderòn de la Barca. Ma quale rapporto reale c'è tra la vita e il sogno? A che serve sognare? Che differenza c'è tra un sogno musicale, un sogno olfattivo, un sogno di movimento e perché alcune volte parliamo nel sonno? Cosa significano i sogni e quale relazione hanno con le nostre attività intellettive, con l'apprendimento, con la memoria, perfino con la crescita? In queste pagine, Newton vi porta all'esplorazione del mondo del sogno, alla luce delle più avanzate ricerche sui meccanismi fisiologici di questa nostra "seconda vita" che conduciamo dormendo. A partire da ciò che del sogno conoscevano gli antichi, attraverso le interpretazioni di Freud, per arrivare agli studi sui processi con i quali si sogna, approfonditi a partire dal 1953, con la scoperta del sonno Rem (così chiamato perché caratterizzato da rapidi movimenti oculari, Rapid eye movement), una fase-chiave dell'attività onirica. E finiremo questa esplorazione osservando come dormono, e sognano, i più diversi animali.
Gli esploratori dell'inconscio Fin dall'antichità gli uomini si sono interrogati sui sogni e sul loro significato. Dell'interpretazione dei sogni, sia pure in senso magico-religioso, si hanno testimonianze nella cultura babilonese, nella Bibbia e nella stessa antica Grecia, dove questa pratica divenne oggetto anche di studi filosofici. Uno dei più grandi filosofi greci, Platone (427 - 347 a.C.), parlò di sogni e di inconscio (anche se non usò questa parola) e Aristotele (384-322) compose un piccolo trattato in cui definì il sogno "una sorta di immagine che compare nel sonno". Se il poeta latino Orazio sosteneva che i sogni premonitori sono quelli fatti nella seconda metà della notte, l'interpretazione dei sogni divenne addirittura una professione con lo scrittore greco Artemidoro, vissuto nel II secolo dopo Cristo, una scienza naturale ben distinta dalle spiegazioni popolari. Anche gli Arabi attribuivano importanza ai messaggi del sogno e ancora oggi, quando vogliono esser certi di fare sogni rivelatori, si addormentano nei pressi delle moschee. Ma di scienza del sogno in senso proprio si può parlare soltanto dagli inizi del nostro secolo, con la pubblicazione, nel 1900, dell'"Interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud (1856-1939), il fondatore della psicoanalisi. Prima di Freud un sogno veniva interpretato nel suo significato palese, come un film; Freud, invece, considera il sogno l'appagamento di un desiderio inconscio, mascherato per renderlo accettabile alla coscienza. Il contenuto manifesto non sarebbe quindi quello reale, ma ne nasconderebbe uno latente, che si può scoprire attraverso l'indagine psicoanalitica. Il contenuto latente del sogno corrisponderebbe a ciò che una persona rimuove perché legato a desideri (soprattutto sessuali) inaccettabili. Un collaboratore di Freud, Carl Gustav Jung (1875-1961), formulò una teoria diversa, dando vita alla psicologia analitica o psicologia del profondo. Per Jung accanto all'inconscio personale esiste un inconscio collettivo, formato da concetti che appartengono all'umanità intera. Il sogno, quindi, non sarebbe solo l'espressione di conflitti personali, ma anche manifestazione dell'inconscio collettivo. Con la diffusione dell'elettroencefalogramma - la tecnica d'indagine che rileva l'attività elettrica del cervello - verso il 1930 cominciarono gli studi sulle basi neurofisiologiche del sogno, che portarono alla scoperta della fase Rem; alle interpretazioni psicologiche si sono così aggiunte analisi in termini biologici e neurofisiologici, forse più fredde ma non meno affascinanti.
Il sonno Rem è un'altalena Non vi è forse capitato di osservare con sorpresa il rapido movimento degli occhi di una persona addormentata? Si tratta del sonno Rem. Nel 1953, negli Usa, Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, del laboratorio di fisiologia dell'Università di Chicago, scoprirono che l'80 per cento delle persone sogna durante questa fase di sonno Rem. È noto che esistono due tipi di sonno: il sonno Rem, detto sonno paradossale, e il sonno non-Rem, sonno profondo, che si ripetono quattro, cinque volte nel corso di una notte. Anche le persone che affermano di non sognare, in realtà, durante la fase Rem, che li visita quattro o cinque volte a notte, sognano; solo che, al risveglio, non lo ricordano. Durante questa fase, poiché si sogna, si manifesta un rapido movimento oculare. L'elettroencefalogramma presenta un tipo di onde emesse dal cervello, chiamate "theta". Ad esse si accompagnano un rilassamento muscolare e un'accelerazione del battito cardiaco. Durante il sonno non-Rem, invece, i bulbi oculari ruotano verso l'alto e se proviamo a sollevare le palpebre osserviamo che sono girati dalla parte bianca. Anche nella fase non-Rem può capitare di sognare, ma non si tratta di sogni nitidi come quelli del sonno Rem. Nel sonno non-Rem l'elettroencefalogramma presenta un altro tipo di onde cerebrali, dette "delta". In questa fase, chi sta dormendo si rigira nel letto o russa e può capitare che gli si fermi il respiro. Questo fenomeno è dovuto al sonno profondo e, in genere, si verifica due o tre volte per notte. Ma perché durante la notte il sonno Rem e non-Rem si alternano? In effetti, il cervello ha cicli di attività di circa 40 minuti. Quando siamo svegli il cervello è indaffarato a sistemare le informazioni che arrivano incessantemente dall'ambiente circostante, pertanto i cicli di attività non sono evidenziati. Tuttavia durante il sonno, quando cessano gli stimoli esterni, i cicli di attività si manifestano sotto forma di sonno Rem e non-Rem. Conseguentemente il sognare può essere anche definito come un fenomeno fisiologico provocato dai cicli di attività cerebrale; in particolare, le ricerche sul sonno Rem stanno risolvendo il mistero dei sogni. La notte s'illumina di idee Il premio Nobel per la fisica Hideki Yukawa, autore della teoria che ipotizzava l'esistenza dei mesoni, un nuovo tipo di particelle subatomiche; al momento di andare a letto metteva sempre sotto il cuscino una penna e un quaderno, in modo da prendere nota delle eventuali ispirazioni che gli fossero occorse nella fase del dormiveglia. Anche il chimico tedesco dell'Ottocento Friedrich Kekulé ipotizzò la struttura chimica dell'anello esagonale del benzene sviluppando uno spunto avuto in sogno. Episodi come questi indicano che i lampi di genio possono essere frutto di sogni.
Parte destra e parte sinistra del cervello umano presentano funzioni leggermente diverse le une dalle altre. Generalmente la parte sinistra eccelle nella comprensione del linguaggio e della teoria, mentre quella destra si contraddistingue per la percezione di informazioni visive. Il fatto che noi "vediamo" le immagini dei sogni significa che è l'emisfero destro quello che lavora quando sogniamo. I lampi di genio quindi sembrerebbero, più che il frutto delle considerazioni teoriche fatte utilizzando la parte sinistra del cervello durante la veglia, "illuminazioni" derivanti dalle immagini visive fornite dall'emisfero destro durante i sogni. Il neurologo giapponese Kunio Okuma, esaminati i sogni di un campione di studenti universitari, ha stabilito che i sogni visivi sono il 96 per cento, i sogni uditivi il 25, i sogni attivi il 19, i sogni con sensazioni di gusto il 2, i sogni tattili l'1 per cento (nello stesso sogno si possono avere più tipi di sensazioni). Perché i sogni visivi predominano? I sogni sono prodotti tramite la stimolazione del cervello da parte di segnali, chiamati "onde a spina", emessi dal ponte del tronco cerebrale. I segnali si propagano in tutto il cervello, ma sono le cellule cerebrali che usiamo più spesso a reagire con facilità. Poiché per conoscere ciò che ci circonda utilizziamo principalmente la vista, facciamo esperienza soprattutto di sogni visivi.
La fabbrica della memoria Il sonno esercita un ruolo essenziale nello sviluppo delle capacità intellettuali nel periodo dell'infanzia. I fisiologi e gli psicologi sono dell'idea che la memoria venga fissata durante il sonno Rem; poiché l'infanzia è un periodo fondamentale per l'apprendimento di base, tale ipotesi è facilmente ammissibile, anche perché le ore di sonno e la percentuale di sonno Rem diminuiscono con l'età. Esistono due metodi per indagare la relazione tra sonno Rem e memoria: osservare in che modo interrompere il sonno Rem influenzi l'apprendimento ed esaminare come l'apprendimento influenzi il successivo sonno Rem. Negli animali si è accertato che la memorizzazione viene impedita dalla privazione del sonno Rem, mentre, dopo l'apprendimento, il sonno Rem aumenta. Anche negli esseri umani l'apprendimento provoca un incremento del sonno Rem. Alcuni studiosi sostengono l'importanza del sonno Rem anche per aspetti cognitivi, come la risoluzione dei problemi. La misurazione dei movimenti oculari durante il sonno Rem può essere indicativa del quoziente di intelligenza. Facendo un confronto tra bambini mentalmente ritardati e normali, la quantità di sonno Rem è risultata minore nei primi e più lenti sono risultati i loro movimenti oculari. Nel caso di bambini superdotati si è invece riscontrato un maggiore tasso di sonno Rem, con movimenti oculari più rapidi.
Dall'incubo al sogno lucido Molte persone sognano di cadere. Si pensa che i sogni che comportano tali sensazioni di ansia senza una particolare motivazione nascano come segnale del rilassamento muscolare che si verifica durante il sonno Rem. Lo stesso vale per quei sogni in cui si vola o in cui non si riesce a muovere il corpo, nonostante la necessità di fuggire poiché inseguiti da qualcosa. Il neurologo americano David Foulkes dell'Università del Wyoming sostiene, per esempio, che i sogni ansiogeni nascono come effetto collaterale dell'interruzione delle capacità sensoriali provocata dall'addormentamento. Quel senso di paralisi che può verificarsi prima del risveglio sarebbe causato dal sonno Rem; nonostante l'attività cerebrale stia tornando in stato di veglia, si verifica un rilassamento muscolare e si è in uno stato in cui non si riesce a muovere il corpo. La vita sregolata che in buona parte conduciamo oggi turba facilmente i cicli del sonno: così non è raro che queste paralisi si verifichino anche al momento dell'assopimento. Anche gli incubi sono generati da una condizione particolare dell'organismo. Con il sonno Rem aumenta il battito cardiaco e sale la pressione del sangue; gli incubi sono legati allo sforzo del cuore in tali situazioni, al fatto che si sente oppresso e le palpitazioni diventano violente. Oltre a ciò si può immaginare con facilità che, quando si ha fame, per lo stimolo proveniente dallo stomaco si sogni di mangiare; o che, per lo stimolo della vescica piena, si sogni di andare in bagno. Tuttavia, il contenuto dei sogni non è fatto soltanto di casi così semplici. Il neurologo Stefan Rabarji del "Centro per le ricerche sul sonno" della Stanford University studia il cosiddetto "sogno lucido", quello in cui si ha la consapevolezza di stare sognando. È possibile per alcune persone, grazie a un po' di allenamento, fare tali sogni ed è possibile perfino controllarne il contenuto. Rabarji è riuscito anche a ottenere che una persona addormentata inviasse, durante il sogno, un segnale spostando gli occhi da destra a sinistra. Il ricercatore sta cercando ora di far trasmettere da chi dorme anche il contenuto dei sogni utilizzando, oltre allo spostamento degli occhi in una determinata direzione, altri segnali quali la stretta di mano. Poiché nel normale resoconto di un sogno, fatto dopo il risveglio, si dimentica spesso una parte essenziale, se si riuscisse a comunicare l'argomento del sogno mentre si dorme si otterrebbero grandi progressi negli studi su sogno e inconscio.
Vivere senza dormire Le ore di sonno differiscono a seconda dei soggetti. Alcune persone affermano addirittura di non dormire quasi per niente. Gli esseri umani possono dunque sopravvivere anche senza dormire? Per rispondere a tale quesito osserviamo i risultati di esperimenti sulla privazione del sonno. La prima notte insonne non provoca quasi nessun problema. Con la seconda notte la sonnolenza diventa estremamente intensa, le funzioni cerebrali calano e non si riesce più a svolgere lavori intellettuali. Essendo il sonno essenziale per il riposo della mente più che del corpo, non si verifica quasi alcun disturbo fisico, ma il cervello ne risente. Alla terza notte diventa impossibile restare sveglio con le proprie forze; eppure, se si continua a mantenere sveglio il soggetto, compare un breve sonno di alcuni secondi. Aumentando la stanchezza psichica, si diventa impulsivi; si manifestano disturbi nevrotici quali manie o allucinazioni, non si ha più il controllo psichico. Durante alcuni esperimenti condotti su animali privati del sonno per diverse settimane, si è verificato un rapido abbassamento della temperatura corporea e alla fine è sopraggiunta la morte. Se in questo modo si è dimostrato che il sonno è essenziale, sui motivi della sua necessità il dibattito è ancora aperto.
Dai dinosauri agli scimpanzé: chi sogna tra gli animali I cani e i gatti mentre dormono gemono, contraggono con degli scatti le zampe, in un modo che suggerisce che stiano davvero sognando. Dunque, oltre gli uomini, anche gli altri esseri viventi sognano? I pesci e gli anfibi non presentano alternanza di sonno Rem e non-Rem, mentre tra i rettili è stato riscontrato un abbozzo di queste due fasi. Nel caso di uccelli e mammiferi si è osservato che le fasi Rem e non-Rem cominciano a ripetersi a cicli regolari. Se ammettiamo che il sonno Rem rende possibile sognare, ne consegue che quasi tutti gli uccelli e i mammiferi sognano. Quanto ai dinosauri, se si accetta l'ipotesi che furono gli antenati dei rettili, non avrebbero potuto sognare. I fossili non ci consentono di risalire fino alle loro funzioni cerebrali, ma è probabile che il livello di attività del loro cervello durante il sonno fosse relativamente alto. Ma se, come sostiene una recente teoria, i dinosauri si erano evoluti tanto da sviluppare un cervello di grandi dimensioni e una temperatura corporea costante (diversamente dai rettili), è verosimile che abbiano anche avuto il sonno Rem. Quindi anche i dinosauri sognavano, mentre dormivano nelle foreste preistoriche. Evoluzione del sonno Dai microrganismi unicellulari fino agli esseri umani, tutti gli organismi viventi si riposano secondo un ciclo stabilito. Di pari passo con l'evoluzione degli organismi, si è realizzata un'evoluzione anche delle modalità del riposo e si è arrivati a possedere delle funzioni di livello sempre più elevato. I microrganismi presentano un ciclo semplice, in cui si alternano una determinata attività e il riposo. Negli insetti è già possibile osservare delle differenze nel livello di coscienza durante il sonno. Con i pesci e gli anfibi si manifestano delle variazioni nel contenuto del sonno, quali l'irrigidimento del corpo, il totale rilassamento e così via; eppure, fino a questo livello, ancora non si riscontrano sonno Rem e non-Rem. Qualcosa di simile appare nella scala evolutiva con i rettili, mentre con gli uccelli e i mammiferi diventano individuabili cicli determinati di sonno Rem e non-Rem. I monotremi, l'ordine dei mammiferi più prossimi agli "antenati" rettili cui appartengono, per esempio, l'ornitorinco e l'echidna, sono caratterizzati da un sonno che non presenta alcuna fase Rem. È probabile che i dinosauri avessero un sonno simile a quello dei rettili; tuttavia accogliendo l'ipotesi che siano esistiti dinosauri simili ai mammiferi nella capacità di mantenere costante la temperatura corporea, si può supporre che il loro sonno presentasse anche una fase Rem.
http://www.newton.rcs.it/Pregresso/1...20100002.shtml
Dal sito http://www.newton.rcs.it/




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