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Discussione: I misteri del sonno

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    Predefinito I misteri del sonno

    Cosa succede quando ci addormentiamo

    Nel segreto del sogno

    Tutti noi viviamo due volte: la prima quando siamo svegli, la seconda quando ci coglie il sonno ed entriamo nel mondo del sogno o qualche volta, purtroppo, dell'incubo. Ma che cosa accade nel nostro cervello, nel nostro organismo e nel nostro inconscio? Che cosa sono il sonno Rem e quello non-Rem? Preparatevi a un formidabile viaggio ai confini della coscienza...

    Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni", scriveva William Shakespeare. "La vita è sogno", affermava il grande drammaturgo spagnolo Pedro Calderòn de la Barca. Ma quale rapporto reale c'è tra la vita e il sogno? A che serve sognare? Che differenza c'è tra un sogno musicale, un sogno olfattivo, un sogno di movimento e perché alcune volte parliamo nel sonno? Cosa significano i sogni e quale relazione hanno con le nostre attività intellettive, con l'apprendimento, con la memoria, perfino con la crescita? In queste pagine, Newton vi porta all'esplorazione del mondo del sogno, alla luce delle più avanzate ricerche sui meccanismi fisiologici di questa nostra "seconda vita" che conduciamo dormendo. A partire da ciò che del sogno conoscevano gli antichi, attraverso le interpretazioni di Freud, per arrivare agli studi sui processi con i quali si sogna, approfonditi a partire dal 1953, con la scoperta del sonno Rem (così chiamato perché caratterizzato da rapidi movimenti oculari, Rapid eye movement), una fase-chiave dell'attività onirica. E finiremo questa esplorazione osservando come dormono, e sognano, i più diversi animali.

    Gli esploratori dell'inconscio Fin dall'antichità gli uomini si sono interrogati sui sogni e sul loro significato. Dell'interpretazione dei sogni, sia pure in senso magico-religioso, si hanno testimonianze nella cultura babilonese, nella Bibbia e nella stessa antica Grecia, dove questa pratica divenne oggetto anche di studi filosofici. Uno dei più grandi filosofi greci, Platone (427 - 347 a.C.), parlò di sogni e di inconscio (anche se non usò questa parola) e Aristotele (384-322) compose un piccolo trattato in cui definì il sogno "una sorta di immagine che compare nel sonno". Se il poeta latino Orazio sosteneva che i sogni premonitori sono quelli fatti nella seconda metà della notte, l'interpretazione dei sogni divenne addirittura una professione con lo scrittore greco Artemidoro, vissuto nel II secolo dopo Cristo, una scienza naturale ben distinta dalle spiegazioni popolari. Anche gli Arabi attribuivano importanza ai messaggi del sogno e ancora oggi, quando vogliono esser certi di fare sogni rivelatori, si addormentano nei pressi delle moschee. Ma di scienza del sogno in senso proprio si può parlare soltanto dagli inizi del nostro secolo, con la pubblicazione, nel 1900, dell'"Interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud (1856-1939), il fondatore della psicoanalisi. Prima di Freud un sogno veniva interpretato nel suo significato palese, come un film; Freud, invece, considera il sogno l'appagamento di un desiderio inconscio, mascherato per renderlo accettabile alla coscienza. Il contenuto manifesto non sarebbe quindi quello reale, ma ne nasconderebbe uno latente, che si può scoprire attraverso l'indagine psicoanalitica. Il contenuto latente del sogno corrisponderebbe a ciò che una persona rimuove perché legato a desideri (soprattutto sessuali) inaccettabili. Un collaboratore di Freud, Carl Gustav Jung (1875-1961), formulò una teoria diversa, dando vita alla psicologia analitica o psicologia del profondo. Per Jung accanto all'inconscio personale esiste un inconscio collettivo, formato da concetti che appartengono all'umanità intera. Il sogno, quindi, non sarebbe solo l'espressione di conflitti personali, ma anche manifestazione dell'inconscio collettivo. Con la diffusione dell'elettroencefalogramma - la tecnica d'indagine che rileva l'attività elettrica del cervello - verso il 1930 cominciarono gli studi sulle basi neurofisiologiche del sogno, che portarono alla scoperta della fase Rem; alle interpretazioni psicologiche si sono così aggiunte analisi in termini biologici e neurofisiologici, forse più fredde ma non meno affascinanti.

    Il sonno Rem è un'altalena Non vi è forse capitato di osservare con sorpresa il rapido movimento degli occhi di una persona addormentata? Si tratta del sonno Rem. Nel 1953, negli Usa, Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, del laboratorio di fisiologia dell'Università di Chicago, scoprirono che l'80 per cento delle persone sogna durante questa fase di sonno Rem. È noto che esistono due tipi di sonno: il sonno Rem, detto sonno paradossale, e il sonno non-Rem, sonno profondo, che si ripetono quattro, cinque volte nel corso di una notte. Anche le persone che affermano di non sognare, in realtà, durante la fase Rem, che li visita quattro o cinque volte a notte, sognano; solo che, al risveglio, non lo ricordano. Durante questa fase, poiché si sogna, si manifesta un rapido movimento oculare. L'elettroencefalogramma presenta un tipo di onde emesse dal cervello, chiamate "theta". Ad esse si accompagnano un rilassamento muscolare e un'accelerazione del battito cardiaco. Durante il sonno non-Rem, invece, i bulbi oculari ruotano verso l'alto e se proviamo a sollevare le palpebre osserviamo che sono girati dalla parte bianca. Anche nella fase non-Rem può capitare di sognare, ma non si tratta di sogni nitidi come quelli del sonno Rem. Nel sonno non-Rem l'elettroencefalogramma presenta un altro tipo di onde cerebrali, dette "delta". In questa fase, chi sta dormendo si rigira nel letto o russa e può capitare che gli si fermi il respiro. Questo fenomeno è dovuto al sonno profondo e, in genere, si verifica due o tre volte per notte. Ma perché durante la notte il sonno Rem e non-Rem si alternano? In effetti, il cervello ha cicli di attività di circa 40 minuti. Quando siamo svegli il cervello è indaffarato a sistemare le informazioni che arrivano incessantemente dall'ambiente circostante, pertanto i cicli di attività non sono evidenziati. Tuttavia durante il sonno, quando cessano gli stimoli esterni, i cicli di attività si manifestano sotto forma di sonno Rem e non-Rem. Conseguentemente il sognare può essere anche definito come un fenomeno fisiologico provocato dai cicli di attività cerebrale; in particolare, le ricerche sul sonno Rem stanno risolvendo il mistero dei sogni. La notte s'illumina di idee Il premio Nobel per la fisica Hideki Yukawa, autore della teoria che ipotizzava l'esistenza dei mesoni, un nuovo tipo di particelle subatomiche; al momento di andare a letto metteva sempre sotto il cuscino una penna e un quaderno, in modo da prendere nota delle eventuali ispirazioni che gli fossero occorse nella fase del dormiveglia. Anche il chimico tedesco dell'Ottocento Friedrich Kekulé ipotizzò la struttura chimica dell'anello esagonale del benzene sviluppando uno spunto avuto in sogno. Episodi come questi indicano che i lampi di genio possono essere frutto di sogni.


    J. J. Lefebvre, La Vérité
    Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/

    Parte destra e parte sinistra del cervello umano presentano funzioni leggermente diverse le une dalle altre. Generalmente la parte sinistra eccelle nella comprensione del linguaggio e della teoria, mentre quella destra si contraddistingue per la percezione di informazioni visive. Il fatto che noi "vediamo" le immagini dei sogni significa che è l'emisfero destro quello che lavora quando sogniamo. I lampi di genio quindi sembrerebbero, più che il frutto delle considerazioni teoriche fatte utilizzando la parte sinistra del cervello durante la veglia, "illuminazioni" derivanti dalle immagini visive fornite dall'emisfero destro durante i sogni. Il neurologo giapponese Kunio Okuma, esaminati i sogni di un campione di studenti universitari, ha stabilito che i sogni visivi sono il 96 per cento, i sogni uditivi il 25, i sogni attivi il 19, i sogni con sensazioni di gusto il 2, i sogni tattili l'1 per cento (nello stesso sogno si possono avere più tipi di sensazioni). Perché i sogni visivi predominano? I sogni sono prodotti tramite la stimolazione del cervello da parte di segnali, chiamati "onde a spina", emessi dal ponte del tronco cerebrale. I segnali si propagano in tutto il cervello, ma sono le cellule cerebrali che usiamo più spesso a reagire con facilità. Poiché per conoscere ciò che ci circonda utilizziamo principalmente la vista, facciamo esperienza soprattutto di sogni visivi.

    La fabbrica della memoria Il sonno esercita un ruolo essenziale nello sviluppo delle capacità intellettuali nel periodo dell'infanzia. I fisiologi e gli psicologi sono dell'idea che la memoria venga fissata durante il sonno Rem; poiché l'infanzia è un periodo fondamentale per l'apprendimento di base, tale ipotesi è facilmente ammissibile, anche perché le ore di sonno e la percentuale di sonno Rem diminuiscono con l'età. Esistono due metodi per indagare la relazione tra sonno Rem e memoria: osservare in che modo interrompere il sonno Rem influenzi l'apprendimento ed esaminare come l'apprendimento influenzi il successivo sonno Rem. Negli animali si è accertato che la memorizzazione viene impedita dalla privazione del sonno Rem, mentre, dopo l'apprendimento, il sonno Rem aumenta. Anche negli esseri umani l'apprendimento provoca un incremento del sonno Rem. Alcuni studiosi sostengono l'importanza del sonno Rem anche per aspetti cognitivi, come la risoluzione dei problemi. La misurazione dei movimenti oculari durante il sonno Rem può essere indicativa del quoziente di intelligenza. Facendo un confronto tra bambini mentalmente ritardati e normali, la quantità di sonno Rem è risultata minore nei primi e più lenti sono risultati i loro movimenti oculari. Nel caso di bambini superdotati si è invece riscontrato un maggiore tasso di sonno Rem, con movimenti oculari più rapidi.

    Dall'incubo al sogno lucido Molte persone sognano di cadere. Si pensa che i sogni che comportano tali sensazioni di ansia senza una particolare motivazione nascano come segnale del rilassamento muscolare che si verifica durante il sonno Rem. Lo stesso vale per quei sogni in cui si vola o in cui non si riesce a muovere il corpo, nonostante la necessità di fuggire poiché inseguiti da qualcosa. Il neurologo americano David Foulkes dell'Università del Wyoming sostiene, per esempio, che i sogni ansiogeni nascono come effetto collaterale dell'interruzione delle capacità sensoriali provocata dall'addormentamento. Quel senso di paralisi che può verificarsi prima del risveglio sarebbe causato dal sonno Rem; nonostante l'attività cerebrale stia tornando in stato di veglia, si verifica un rilassamento muscolare e si è in uno stato in cui non si riesce a muovere il corpo. La vita sregolata che in buona parte conduciamo oggi turba facilmente i cicli del sonno: così non è raro che queste paralisi si verifichino anche al momento dell'assopimento. Anche gli incubi sono generati da una condizione particolare dell'organismo. Con il sonno Rem aumenta il battito cardiaco e sale la pressione del sangue; gli incubi sono legati allo sforzo del cuore in tali situazioni, al fatto che si sente oppresso e le palpitazioni diventano violente. Oltre a ciò si può immaginare con facilità che, quando si ha fame, per lo stimolo proveniente dallo stomaco si sogni di mangiare; o che, per lo stimolo della vescica piena, si sogni di andare in bagno. Tuttavia, il contenuto dei sogni non è fatto soltanto di casi così semplici. Il neurologo Stefan Rabarji del "Centro per le ricerche sul sonno" della Stanford University studia il cosiddetto "sogno lucido", quello in cui si ha la consapevolezza di stare sognando. È possibile per alcune persone, grazie a un po' di allenamento, fare tali sogni ed è possibile perfino controllarne il contenuto. Rabarji è riuscito anche a ottenere che una persona addormentata inviasse, durante il sogno, un segnale spostando gli occhi da destra a sinistra. Il ricercatore sta cercando ora di far trasmettere da chi dorme anche il contenuto dei sogni utilizzando, oltre allo spostamento degli occhi in una determinata direzione, altri segnali quali la stretta di mano. Poiché nel normale resoconto di un sogno, fatto dopo il risveglio, si dimentica spesso una parte essenziale, se si riuscisse a comunicare l'argomento del sogno mentre si dorme si otterrebbero grandi progressi negli studi su sogno e inconscio.

    Vivere senza dormire Le ore di sonno differiscono a seconda dei soggetti. Alcune persone affermano addirittura di non dormire quasi per niente. Gli esseri umani possono dunque sopravvivere anche senza dormire? Per rispondere a tale quesito osserviamo i risultati di esperimenti sulla privazione del sonno. La prima notte insonne non provoca quasi nessun problema. Con la seconda notte la sonnolenza diventa estremamente intensa, le funzioni cerebrali calano e non si riesce più a svolgere lavori intellettuali. Essendo il sonno essenziale per il riposo della mente più che del corpo, non si verifica quasi alcun disturbo fisico, ma il cervello ne risente. Alla terza notte diventa impossibile restare sveglio con le proprie forze; eppure, se si continua a mantenere sveglio il soggetto, compare un breve sonno di alcuni secondi. Aumentando la stanchezza psichica, si diventa impulsivi; si manifestano disturbi nevrotici quali manie o allucinazioni, non si ha più il controllo psichico. Durante alcuni esperimenti condotti su animali privati del sonno per diverse settimane, si è verificato un rapido abbassamento della temperatura corporea e alla fine è sopraggiunta la morte. Se in questo modo si è dimostrato che il sonno è essenziale, sui motivi della sua necessità il dibattito è ancora aperto.

    Dai dinosauri agli scimpanzé: chi sogna tra gli animali I cani e i gatti mentre dormono gemono, contraggono con degli scatti le zampe, in un modo che suggerisce che stiano davvero sognando. Dunque, oltre gli uomini, anche gli altri esseri viventi sognano? I pesci e gli anfibi non presentano alternanza di sonno Rem e non-Rem, mentre tra i rettili è stato riscontrato un abbozzo di queste due fasi. Nel caso di uccelli e mammiferi si è osservato che le fasi Rem e non-Rem cominciano a ripetersi a cicli regolari. Se ammettiamo che il sonno Rem rende possibile sognare, ne consegue che quasi tutti gli uccelli e i mammiferi sognano. Quanto ai dinosauri, se si accetta l'ipotesi che furono gli antenati dei rettili, non avrebbero potuto sognare. I fossili non ci consentono di risalire fino alle loro funzioni cerebrali, ma è probabile che il livello di attività del loro cervello durante il sonno fosse relativamente alto. Ma se, come sostiene una recente teoria, i dinosauri si erano evoluti tanto da sviluppare un cervello di grandi dimensioni e una temperatura corporea costante (diversamente dai rettili), è verosimile che abbiano anche avuto il sonno Rem. Quindi anche i dinosauri sognavano, mentre dormivano nelle foreste preistoriche. Evoluzione del sonno Dai microrganismi unicellulari fino agli esseri umani, tutti gli organismi viventi si riposano secondo un ciclo stabilito. Di pari passo con l'evoluzione degli organismi, si è realizzata un'evoluzione anche delle modalità del riposo e si è arrivati a possedere delle funzioni di livello sempre più elevato. I microrganismi presentano un ciclo semplice, in cui si alternano una determinata attività e il riposo. Negli insetti è già possibile osservare delle differenze nel livello di coscienza durante il sonno. Con i pesci e gli anfibi si manifestano delle variazioni nel contenuto del sonno, quali l'irrigidimento del corpo, il totale rilassamento e così via; eppure, fino a questo livello, ancora non si riscontrano sonno Rem e non-Rem. Qualcosa di simile appare nella scala evolutiva con i rettili, mentre con gli uccelli e i mammiferi diventano individuabili cicli determinati di sonno Rem e non-Rem. I monotremi, l'ordine dei mammiferi più prossimi agli "antenati" rettili cui appartengono, per esempio, l'ornitorinco e l'echidna, sono caratterizzati da un sonno che non presenta alcuna fase Rem. È probabile che i dinosauri avessero un sonno simile a quello dei rettili; tuttavia accogliendo l'ipotesi che siano esistiti dinosauri simili ai mammiferi nella capacità di mantenere costante la temperatura corporea, si può supporre che il loro sonno presentasse anche una fase Rem.

    http://www.newton.rcs.it/Pregresso/1...20100002.shtml

    Dal sito http://www.newton.rcs.it/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 11-07-10 alle 15:27
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  2. #2
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Parte destra e parte sinistra del cervello umano presentano funzioni leggermente diverse le une dalle altre. Generalmente la parte sinistra eccelle nella comprensione del linguaggio e della teoria, mentre quella destra si contraddistingue per la percezione di informazioni visive. Il fatto che noi "vediamo" le immagini dei sogni, significa che è l'emisfero destro quello che lavora quando sognamo. I lampi di genio quindi sembrerebbero, più che il frutto delle considerazioni teoriche fatte utilizzando la parte sinistra del cervello durante la veglia, delle "illuminazioni" derivanti dalle immagini visive fornite dall'emisfero destro durante i sogni.
    In che modo, a partire dall'attività delle diverse aree cerebrali, nascano i sogni resta in gran parte un mistero anche se, nella maggior parte dei casi, il sogno è un prodotto dell'attività dell'emisfero "non dominante", il destro, che funziona in maniera molto diversa dall'emisfero sinistro. Razionale, interpretativo e nozionistico il sinistro… oggettivo, reale, concettuale il destro che, inoltre, per produrre una propria risposta verbale, deve utilizzare il linguaggio che normalmente ha sede nell'emisfero sinistro. La velocità di risposta istintiva premia l'espressione del solo emisfero sinistro, che è certamente il più veloce, ma anche il più asettico e ripetitivo. Da qui la "necessità" dell'emisfero destro di comunicare quello che durante il giorno non ha potuto esprimere: riflessioni, emozioni e percezioni - di immagini, situazioni o persone - spesso molto diverse dalle stesse percepite e interpretate dall'emisfero sinistro sulla base di modelli precostituiti.
    Durante la notte, quindi, dopo la fase di sonno più profondo, il cervello riprende totalmente la sua attività, come se fosse in stato di veglia, ma questa volta il rapporto con l'ambiente esterno non c'è: potremmo dire che si tratta di una specie di resa dei conti tra i due emisferi del cervello.

    L'emisfero destro approfitta del sonno per rievocare:

    * Immagini che sono state memorizzate con rinforzi dovuti ad emozioni associate (incidenti, morte, nascita), che vengono normalmente vissute come traumatizzanti;

    * Immagini memorizzate di recente (un film, una situazione realmente accaduta), che vengono di solito mal interpretate, in quanto analizzate con la logica dell'emisfero sinistro e con un metodo oggettivo e concettuale dell'emisfero destro che ne è invece l'artefice;

    * Immagini memorizzate senza alcun connotato particolare, che vengono richiamate o associandole alla persona, o in maniera che apparentemente non riguarda il soggetto stesso (storie anonime, scene con personaggi sconosciuti).

    Il sogno è quindi una rielaborazione emozionale di esperienze: esperienze passate vengono messe in relazione con altre più recenti e forse ci preparano ad affrontarne di nuove. Si avvera cioè un continuo riesame dello stesso concetto di noi stessi, come un confronto fra conscio ed inconscio su argomenti che ci hanno riguardato e che continuano in qualche modo a riguardarci. Nel sonno la nostra mente recupera dalla sua "banca dati" quanto le occorre a confrontare il vecchio col nuovo, scoprendo inaspettatamente che vecchie esperienze emotive sono collegate al presente e perciò fanno ancora parte di noi.

    Liberamente tratto dal "Centro studi e ricerche cliniche neuropsicofisiologiche"
    Brain Health Centre




    Ultima modifica di Silvia; 18-04-10 alle 01:03

  3. #3
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Studio della Harvard Medical School di Boston sui topi

    Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energia

    È la fase in cui alcune regioni nervose «critiche» si riempiono di Atp la «benzina» molecolare delle cellule

    di Grazia Neri

    Roma - Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di benzina in alcune regioni neurali critiche per il suo funzionamento diurno: queste aree neurali, cioè, si riempiono di Atp (Adenosin Trifosfato), la benzina molecolare delle cellule. Ciò suggerisce che il sonno serva anche a rifocillarsi dopo un giorno di fatiche e ricarburare in attesa del giorno seguente. Lo dimostra una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience e condotta da Radhika Basheer e Robert McCarley della Harvard Medical School di Boston studiando topolini.

    IL CERVELLO «FA IL PIENO» - Negli ultimi anni svariate ricerche hanno dimostrato che il sonno è un momento rigenerante per il cervello e che serve per farlo riposare e funzionare al meglio il giorno seguente. Infatti la carenza di sonno è legata a deficit cognitivi e di memoria. È stato anche dimostrato che nel sonno la materia grigia si riorganizza formando nuove connessioni nervose. Ma cosa esattamente succeda dentro le cellule nervose finora non era chiaro. Gli esperti hanno visto che in alcune aree neurali del cervello dei topolini che hanno un ruolo chiave durante il giorno, nelle prime fasi del sonno, aumenta tantissimo la moneta energetica delle cellule, l'«Atp», che è appunto la benzina per far funzionare ogni nostra cellula. Se ai topolini viene impedito di dormire, invece, l'Atp non aumenta nelle cellule nervose. Inoltre durante il giorno l'Atp non aumenta e anzi viene consumato man mano che usiamo il cervello. (Fonte Agenzia Ansa)

    Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energia - Corriere della Sera

    Dal sito Corriere della Sera
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  4. #4
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Studio della Harvard Medical School di Boston sui topi

    Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energia

    È la fase in cui alcune regioni nervose «critiche» si riempiono di Atp la «benzina» molecolare delle cellule

    di Grazia Neri

    Roma - Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di benzina in alcune regioni neurali critiche per il suo funzionamento diurno: queste aree neurali, cioè, si riempiono di Atp (Adenosin Trifosfato), la benzina molecolare delle cellule. Ciò suggerisce che il sonno serva anche a rifocillarsi dopo un giorno di fatiche e ricarburare in attesa del giorno seguente. Lo dimostra una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience e condotta da Radhika Basheer e Robert McCarley della Harvard Medical School di Boston studiando topolini.

    IL CERVELLO «FA IL PIENO» - Negli ultimi anni svariate ricerche hanno dimostrato che il sonno è un momento rigenerante per il cervello e che serve per farlo riposare e funzionare al meglio il giorno seguente. Infatti la carenza di sonno è legata a deficit cognitivi e di memoria. È stato anche dimostrato che nel sonno la materia grigia si riorganizza formando nuove connessioni nervose. Ma cosa esattamente succeda dentro le cellule nervose finora non era chiaro. Gli esperti hanno visto che in alcune aree neurali del cervello dei topolini che hanno un ruolo chiave durante il giorno, nelle prime fasi del sonno, aumenta tantissimo la moneta energetica delle cellule, l'«Atp», che è appunto la benzina per far funzionare ogni nostra cellula. Se ai topolini viene impedito di dormire, invece, l'Atp non aumenta nelle cellule nervose. Inoltre durante il giorno l'Atp non aumenta e anzi viene consumato man mano che usiamo il cervello. (Fonte Agenzia Ansa)

    Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energia - Corriere della Sera

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    Complimenti Torquemada, posti sempre cose intelligenti e interessanti.
    ADA
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 07-07-10 alle 12:58

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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Senza spendere fiumi di parole, vorrei ricordare i santuari ellenici - o meglio mediterranei - dove si praticava l'incubatio. Ovvero il sogno avuto nel santuario dormendo presso l'idolon o la rappresentazione del "dio". Le più antiche testimonianze di queste pratiche le abbiamo in Egitto
    Statue in granito levigato della Dea leonessa Sekhmet erano poste in certi percorsi dove il chiedente invocava una particolare Sekhmet. Due di queste statue sono poste alla base della scalinata per andare al Campidoglio, provenienti dall'Iseo Serapeo di di Santo Stefano del Caco a Roma.
    Statue di granito con poteri inimmaginabili (terapeutici e che innescano sogni terapeutici) sono raccolte a Torino, nell'arci-famoso museo Egizio.
    Ad Alessandria d'Egitto esisteva ancora, intorno all'anno 50 dell'era volgare, un tempio dove una statua di materiale ferroso era sospesa nell'aria attraverso magneti opportunamente collocati. Questo era anche un luogo di cura, come le sacre fonti, le terme, i vulcani, gli antri oracolari.
    Il sogno sarà largamente usato affinché i grandi iniziati possano riconoscersi fra loro. Anche la massoneria usa il sonno o il sogno rituale per identificare i veri maestri.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-07-10 alle 23:25

  6. #6
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Senza spendere fiumi di parole, vorrei ricordare i santuari ellenici - o meglio mediterranei - dove si praticava l'incubatio. Ovvero il sogno avuto nel santuario dormendo presso l'idolon o la rappresentazione del "dio". Le più antiche testimonianze di queste pratiche le abbiamo in Egitto
    Statue in granito levigato della Dea leonessa Sekhmet erano poste in certi percorsi dove il chiedente invocava una particolare Sekhmet. Due di queste statue sono poste alla base della scalinata per andare al Campidoglio, provenienti dall'Iseo Serapeo di di Santo Stefano del Caco a Roma.
    Statue di granito con poteri inimmaginabili (terapeutici e che innescano sogni terapeutici) sono raccolte a Torino, nell'arci-famoso museo Egizio.
    Ad Alessandria d'Egitto esisteva ancora, intorno all'anno 50 dell'era volgare, un tempio dove una statua di materiale ferroso era sospesa nell'aria attraverso magneti opportunamente collocati. Questo era anche un luogo di cura, come le sacre fonti, le terme, i vulcani, gli antri oracolari.
    Il sogno sarà largamente usato affinché i grandi iniziati possano riconoscersi fra loro. Anche la massoneria usa il sonno o il sogno rituale per identificare i veri maestri.
    Aspetto quanto mai ricco di interesse e fascino. Io stesso ho scritto, fra altre, la voce "Sogno incubatico" per un dizionario enciclopedico della terminologia scientifica e tecnica nell'antichità classica di imminente pubblicazione.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-07-10 alle 23:28
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    I primi 14 versi del Vangelo di Giovanni, ripetuti con particolari modalità prima di addormentarsi nella lingua originale in cui sono stati scritti, cioè in greco antico, innescano un sogno particolare e sono l'inizio di un certo cammino spirituale. Una parte del cristianesimo usufruisce dei "misteri", anche se non vuole ammetterlo? La questione funziona, al punto che varie congreghe hanno fondato il loro potere "iniziatico" proprio attraverso l'uso di queste parole legate AL VERBO E AL LOGOS. Come una parte dei Rosa+Croce, ma anche la massoneria come il nocciolo centrale del templarismo...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 09-07-10 alle 15:14

  8. #8
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Ho letto quasi con "voluttuoso" interesse gli scritti che precedono.

    Voglio raccontare cosa mi è accaduto nell'aprile del 1998.

    La mattina del 28 mi svegliai senza particolari "presentimenti".
    L'unica connotazione insolita della tranquilla notte era il "colore" di un sogno che ricordavo. Ho usato la parola "colore" per definire la singolarità di avere sognato mia madre, che in quel tempo godendo di ottima salute viveva nella sua città e che mai prima di allora mi era accaduto di incontrare nei sogni. Mai, neppure da ragazzo.

    Tra l'altro non è facile che io ricordi i sogni della notte. Accade raramente.
    Dunque la mattina mi svegliai avendo ancora quel sogno appiccicato addosso.
    Mi trovavo nella città in cui vivevo da ragazzo, la città in cui sono nato ed un cui conducevano la loro esistenza i miei genitori, e, con mia madre ero nella casa della nonna (madre di mamma) deceduta dieci anni prima.
    Ad un certo punto, nel corridoio, mia madre mi prese per mano e. con tono imperativo (impostazione vocale che non le apparteneva neppure quando era inquieta) guardandomi in maniera seria mi disse: "Ora devi tornare qui!"
    Io risposi immediatamente "Non esiste. Neanche per sogno. Qui c'è il terremoto". Mentre pronunciavo la parola terremoto, un violento boato, accompagnato dalla forte oscillazione dei pilastri della casa della nonna, scosse la mia persona al centro del corridoio. Il pavimento tremava. Era il terremoto.
    Fine.

    Dopo la colazione e le successive abluzioni, preparatomi per uscire, fui preso dal pensiero di telefonare a mia madre per raccontarle lo "strano" sogno che avevo fatto quella notte e che aveva lei come protagonista. Mentre mi accingevo ad afferrare il telefono di casa per comporre il numero, il mio cellulare squillò. Ovviamente risposi alla chiamata che riguardava il mio lavoro terminata la quale ero costretto ad effetuarne una io di riscontro a certe informazioni ricevute.
    Abbandonai il pensiero di chiamare mia madre ed uscii in fretta di casa afferrato dalle incombenze del quotidiano vivere.

    Durante la giornata, quel pensiero mi tornò diverse volte poichè fui chiamato da mia sorella e dalla mia compagna alle quali avevo raccontato la "stranezza" di quel sogno. Effettuai un tentativo all'ora di pranzo, ma, ancora una volta, mentre ero intento a comporre il numero da mio cellulare, questo si mise a squillare. Erano questioni di lavoro.

    Rinviai il pensiero di quella telefonata alla sera pensando che, cenando a casa, avrei avuto il tempo di sentire mia madre e parlare anche con mio padre.

    Non fu così perchè cenai fuori casa.
    Rincasai tardi e, non volendo disturbare i miei genitori nella traquillità della vita serale della città in cui vivevano e che ben conscevo, pensai tra me e me che avrei raccontato quel sogno a mamma il giorno seguente.
    Con questo pensiero mi addormentai.
    All'una e trentacinque del mattino, fui svegliato da una telefonata. Era mio padre che, tra le lacrime, mi annunciava che mamma era morta di infarto pochi minuti prima mentre era nel bagno preparandosi per la notte.

    Sogno premonitore?

    La nostra mente è mossa da uno di quei presentimenti che leggiamo a volte nel mistero peraltro così ineffabile ed oscuro della nostra vita organica ma nei quali sembra riflettersi l'avvenire?

    O forse le enigmatiche e intellegibili forze dell'universo nel quale siamo immersi ci inviano segnali mediante l'attività onirica?

    Sei anni prima, un altro sogno sconvolse la mia esistenza. Anche questo premonitore. Ma dopo il fatto tragico si verificarono anche altri eventi che, senza essere esagerato, posso definire inquietanti.
    Non presi troppo sul serio quell'avviso.
    La sciagura che seguì quel sogno registrò l'inizio della fine della mia famiglia di origine.
    Per adesso mi fermo qui.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 15-01-12 alle 14:39
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  9. #9
    Me ne frego
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    Il racconto mi ha fatto rabbrividire , Edmond, però io sono convinta che i sogni premonitori ci siano, quante volte ho sognato , anche gente appena conosciuta venirmi in sogno, con un'aria particolare, per poi scoprire che non c'erano più o che poco dopo sarebbero morti. Non so da cosa dipenda ma mi succede spesso. Forse è una porta aperta con la di là.
    Ultima modifica di Ada De Santis; 15-01-12 alle 14:45
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  10. #10
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    Predefinito Rif: I misteri del sonno

    "Mi sono chiesto più volte se la maggior parte della gente si soffermi a riflettere sul significato dei sogni, che a volte è clamoroso e comunque appartiene a un mondo di oscurità e mistero. E se la maggioranza delle visioni notturne non è che il debole e fantastico riflesso delle nostre esperienze di veglia - checchè ne dica Freud col suo puerile simbolismo - ve ne sono altre il cui carattere etereo e ultraterreno non consente spiegazioni ordinarie, ma i cui effetti inquietanti, vagamente eccitanti, sembrano aprire uno spiraglio su una sfera d' esistenza mentale non meno importante di quella fisica, e tuttavia separata da quest' ultima per mezzo di una barriera impenetrabile. La mia esperienza non mi consente di dubitare che l' uomo, una volta abbandonata la coscienza terrena, si trasferisca in una dimensione incorporea e profondamente diversa da quella che conosciamo; una dimensione di cui, una volta svegli, rimangono solo pochi vaghissimi ricordi. Da quei frammenti incerti e confusi possiamo intuire molte cose, ma provarne nessuna. Possiamo supporre, ad esempio, che la vita, la materia e l' energia come il mondo le conosce non siano costanti nei sogni, e che il tempo e lo spazio non esistano come li concepiamo da svegli. A volte penso che questa esistenza meno materiale sia quella autentica e che la nostra vana presenza sul globo terracqueo sia di per sè un fenomeno secondario e puramente virtuale."


    H.P. Lovecraft, Oltre il muro del sonno - da "Tutti i racconti (1897-1922)"
    Ultima modifica di Silvia; 15-01-12 alle 15:58

 

 
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