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  1. #31
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    Tripoli come Falluja.
    Misurata come Berlino '45.

  2. #32
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Aurelio Visualizza Messaggio
    Ma i francesi sarebbero un padrone anche molto peggiore.
    Intanto vediamo se è possibile azzoppare la supremazia americana...
    Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. (San Giovanni Bosco)

  3. #33
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Cipro, Russia, Cina e Unione africana contro l’attacco in Libia. Critica anche la Lega Araba


    Germania, Cipro, Russia, Cina, Venezuela e Iran. E non solo. Anche Unione africana e Lega Araba esprimono condanna nei confronti dell’intervento armato contro la Libia iniziato ieri da Francia, Gran Bretagna, Usa, Spagna, Canada e Italia.

    Il presidente greco-cipriota Demetris Christofias manifesta la sua contrarietà all’uso da parte della Gran Bretagna della base aerea di Akrotiri, di cui la Raf dispone sull’isola, per partecipare ai bombardamenti contro Gheddafi: “Alla Gran Bretagna abbiamo comunicato che non vogliamo le due basi siano utilizzate, perché noi siamo contrari”, afferma il leader greco-cipriota, sottolineando inoltre che dal vertice straordinario di ieri a Parigi, in cui è stato deciso l’attacco già autorizzato dall’Onu, non si è levata una voce unitaria dell’Unione Europea. “L’Unione non è unanime”, ricorda. “Potremmo non riuscire a raggiungere una posizione comune”. Immediata la replica del governo guidato da David Cameron: “Akrotiri, la più grande base aerea di cui Londra dispone al di fuori del territorio nazionale, non sarà impiegata direttamente per i raid, ma solo per attività di supporto logistico, come ricognizione e rifornimento, simili a quelle già effettuate per le operazioni umanitarie di evacuazione dei cittadini britannici e di Stati terzi dalla Libia”. Non esiste alcun piano, si è precisato, di “ospitarvi forze aeree di altri Paesi” né “di dispiegarvi caccia-bombardieri Typhoon o Tornado”.

    La Russia non solo deplora l’intervento militare in Libia, ma arriva a chiedere il cessate il fuoco. Mosca, per voce del ministero degli esteri, pubblica una nota sul proprio sito web e delinea la propria posizione riguardo il conflitto libico. “Mosca – si legge nel testo firmato dal ministro Alexander Likashevich – accoglie con rammarico questa azione armata, intrapresa in concomitanza con l’approvazione frettolosa della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite” e ancora “chiediamo la fine immediata di questo bagno di sangue in Libia, per consentire l’avvio di un dialogo”. Dichiarazioni di rammarico che fanno il paio con quelle del governo cinese. Il ministro degli Esteri, Yang Jiechi, in una dichiarazione, ha ribadito “la ferma opposizione della Cina all’uso della forza in generale e in Libia in particolare, temendo perdite di vite umane” e aggiunge Yang “il governo cinese non concorda con il ricorso alla forza nelle relazioni internazionali”.

    Pechino aveva già anticipato in sede Onu la sua posizione astenendosi sul voto durante il consiglio di sicurezza delle Organizzazioni unite sull’istituzione della No fly zone, affermando di avere “serie riserve” sulla bozza presentata da Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Lega Araba. C’è da dire che la risoluzione 1973 tuttavia è passata anche perché la Cina e la Russia si sono astenute e non hanno esercitato il diritto di veto.

    La Lega Araba però, pur avendo votato la risoluzione, assume una posizione di contrarietà rispetto “ai raid aerei della coalizione internazionale sulla Libia, che sono andati oltre il loro obiettivo”. Infatti, secondo il segretario generale della Lega, Amr Mussa, invece “di imporre una no fly zone” la coalizione è andata oltre: “Quello che vogliamo è proteggere i civili, non bombardarne altri”, spiega Mussa. La risoluzione votata infatti, afferma il divieto di ogni tipo di “invasione e di occupazione – afferma ancora il segretario generale -. La protezione dei civili non richiede operazioni militari”. Per questi motivi, Mussa incontrerà domani mattina il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, che arriverà questa sera al Cairo. Nel pomeriggio invece, previsto per il segretario della Lega un meeting con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, attesa per questa sera al Cairo. Possibile nelle prossime ore una riunione straordinaria della Lega.

    Alle critiche della Lega Araba risponde un alto esponente dell’amministrazione Usa : “L’azione militare degli Stati Uniti e delle forze alleate in Libia è giustificata dalla risoluzione 1973 approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “La risoluzione fatta propria dagli arabi e dal Consiglio di Sicurezza fa riferimento a ‘tutte le misure necessarie’ atte a proteggere i civili, e ciò include ma va oltre la no fly zone”, spiega il funzionario a Rio de Janeiro durante la visita in Brasile del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

    Ma un fermo no all’intervento militare in Libia contro il Rais arriva anche dall’Unione africana. Ieri attraverso il presidente mauritano Ould Abdel Aziz l’Ua così si era espressa: “Rifiutiamo ogni intervento militare straniero nel paese libico, quale che sia la forma. La situazione – continua – esige un’azione urgente per una soluzione africana alla gravissima crisi che sta attraversando questo paese fratello”.

    Anche Teheran ribadisce di sostenere la rivolta contro Gheddafi in Libia e di essere dalla parte delle “legittime rivendicazioni” del popolo libico, pur esprimendo “dubbi” sulle reali intenzioni degli occidentali che hanno lanciato i loro attacchi. “La posizione della Repubblica islamica è sempre di sostegno ai popoli e alle loro legittime rivendicazioni”, dice il portavoce del ministero degli esteri Ramin Mehmanparast. Tuttavia, “il passato e l’azione dei Paesi dominatori (occidentali) per occupare il Paese oppresso mettono sempre in dubbio le loro vere intenzioni in questo tipo di azione. Questi Paesi – aggiunge Mehmanparast – in generale entrano in azione con slogan ingannevoli di sostegno al popolo mentre in realtà perseguono i loro interessi, e in particolare di stabilire basi militari per poter proseguire la loro politica colonialista e il loro dominio sotto nuove forme”.

    Nota sin dall’inizio la posizione di cautela della Germania che oggi pur tornando a chiedere alla Libia di “rispettare la richiesta del cessate il fuoco fatta dalla comunità internazionale”, insiste, dall’altra parte, chiedendo “un rafforzamento delle sanzioni contro il regime di Muammar Gheddafi”, piuttosto che continuare con l’intervento armato. Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, difende la decisione del governo tedesco di non partecipare all’operazione militare contro la Libia decisa dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Le truppe americane potranno usare le basi tedesche “ma le Forze Armate tedesche non verranno mandate in Libia”. La Germania, da parte sua, fornirà aiuti umanitari per cinque milioni di euro destinati alle popolazioni che si trovano ai confini libici.

    Punta il dito contro “la follia imperialista” il presidente venezuelano Hugo Chavez : “Chiediamo che cessi l’aggressione contro la Libia e contro qualunque popolo del mondo”, dichiara Chavez, che aggiunge: “Né gli Stati Uniti, né la Francia, né l’Inghilterra, nessuno di questi paesi ha diritto di lanciare bombe a qualcun altro. Che follia è? E’ la follia imperialista”. Lo scorso 13 marzo il leader venezuelano aveva elogiato la posizione di Germania, Russia e Cina, contrarie a un’intervento militare in Libia, criticando duramente Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Olanda, colpevoli a suo dire di correre “senza freni” verso la guerra.



    Infine, un gruppo di membri del comitato dell’Unione africana che dovevano recarsi oggi in Libia per ribadire “l’immediata cessazione di tutte le ostilità”, non hanno ricevuto i permessi necessari per entrare a Tripoli. Oggi il comitato dell’Unione riunito a Nouakchott ha chiesto un “appoggio senza riserve ai suoi sforzi” sottolineando la “necessità di un’azione africana urgente” per risolvere la crisi libica. Il comitato – composto da Mauritania, Mali, Congo, Sudafrica e Uganda – ha proposto una riunione, il 25 marzo ad Addis Abeba, con la Lega Araba, l’Organizzazione della Conferenza islamica (Oci), l’Unione europea e le Nazioni unite. L’obiettivo è quello di “creare un meccanismo di consultazione permanente e di azione concertata” per risolverela crisi libica. In un comunicato diffuso al termine della riunione, il comunicato ha chiesto inoltre “la protezione dei cittadini stranieri compresi i lavoratori migranti africani che vivono in Libia”.


    Cipro, Russia, Cina e Unione africana contro l’attacco in Libia. Critica anche la Lega Araba | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano

  4. #34
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Come pensavo, gli americani e i bulli afro-francesi sono andati ben oltre la risoluzione ONU.

  5. #35
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Cazzo, bastava mettere il veto....
    avrabbo avuto qualcosa in cambio, è la politica.....

  6. #36
    .
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Cazzo, bastava mettere il veto....
    Infatti.

  7. #37
    Dio e Po***o
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Come pensavo, gli americani e i bulli afro-francesi sono andati ben oltre la risoluzione ONU.
    calmini ...che se Sarcozy non vince la sua sporca guerra lampo....
    segue Napoleone nella tradizionale festa di Waterloo !!:gluglu:
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  8. #38
    Hic Sunt Leones
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Imperium Visualizza Messaggio
    Intanto vediamo se è possibile azzoppare la supremazia americana...
    Ma l'attivismo francese nel Mediterraneo mica è una novità di oggi.
    C'è sempre stato e ha sempre portato a risultati patetici, andando spesso proprio a rafforzare gli americani.

    I franzosi sono i soliti palloni gonfiati che si atteggiano a super-potenza senza averne i mezzi e le capacità.
    Basta vedere la storia della decolonizzazione: la Gran Bretagna ha fiutato l'aria che tirava nel suo impero ritirandosi al momento opportuno e riuscendo così a mantenere strettissimi legami con le ex-colonie (vedi il Commonwealth).

    I francesi con la loro grandeur di 'sto cazzo sono stati cacciati a pedate nel culo da Indocina e Algeria
    Passata la buriana facciamo i conti

  9. #39
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Non sono tutti ciechi nel PDL:

    "Con i bombardamenti in Libia si apre una spirale che sara' difficile controllare. Se poi si scopre che tutto era finalizzato a sostituire Eni con Totalfina nei contratti petroliferi si potra' dire che sotto le bombe di Tripoli e' stata travolta anche l'ultima idea d'Europa''. Osvaldo Napoli, vice presidente deputati PdL
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  10. #40
    Hic Sunt Leones
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    Predefinito Rif: Nuovi raid, dagli Usa 40 bombe

    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    Non sono tutti ciechi nel PDL:

    "Con i bombardamenti in Libia si apre una spirale che sara' difficile controllare. Se poi si scopre che tutto era finalizzato a sostituire Eni con Totalfina nei contratti petroliferi si potra' dire che sotto le bombe di Tripoli e' stata travolta anche l'ultima idea d'Europa''. Osvaldo Napoli, vice presidente deputati PdL
    Che poi già sostenere che l'ENI era l'ultima idea d'Europa dice tutto...
    Passata la buriana facciamo i conti

 

 
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