Critiche su Sharon che annuncia nuovi raid


TEL AVIV Incurante dell’ondata di critiche internazionali, come di quelle interne, il premier Ariel Sharon non ha dubbi: la sanguinosa incursione israeliana nel sud della Striscia di Gaza - in cui 15 palestinesi, in gran parte civili, sono stati uccisi e un’ottantina sono rimasti feriti - è stata «un successo». E anche se i maggiori quotidiani israeliani parlano invece di «fallimento», gli emissari di Sharon avrebbero già informato gli Stati Uniti che un’operazione «più ampia» - vale a dire la rioccupazione della Striscia di Gaza, dopo quella della Cisgiordania - «è soltanto una questione di tempo». Sempre nella Striscia di Gaza, una bambina palestinese di 12 anni è stata intanto uccisa ieri sera dal fuoco dei soldati israeliani a Rafah, mentre all’indomani dell’incursione a Khan Yunis l’Autorità nazionale palestinese e gli integralisti di Hamas sono impegnati a negoziare una “hudna”, una tregua, dopo l’omicidio di un colonnello della polizia dell’Anp e la successiva uccisione di quattro attivisti del movimento islamico in scontri con gli agenti antisommossa proseguiti ieri mattina.
In Cisgiordania, dove il cadavere di un palestinese - forse un aspirante kamikaze ucciso in un’esplosione anticipata - è stato rinvenuto in un campo vicino Tulkarem, altri piccoli palestinesi - un bimbo di quattro mesi e un bambino di otto anni - sono invece rimasti gravemente feriti in scontri con i soldati israeliani alla periferia di Gerusalemme e a Nablus, assieme a un ragazzo di 17 anni colpito allo stomaco a Jenin. E ugualmente in gravi condizioni sono due dei quattro coloni ebrei rimasti feriti in un agguato a sud di Hebron, dove i soldati israeliani hanno imposto il coprifuoco nel villaggio di Yatta e avviato un rastrellamento casa per casa alla ricerca degli aggressori.
«Si è trattato di un’operazione complessa, un’operazione difficile, un’operazione importante», ha dichiarato ieri mattina Sharon riferendosi all’incursione nel rione di Amal, a ovest di Khan Yunis, il cui iniziale bilancio di 14 uccisi si è aggravato con il decesso in ospedale di uno degli oltre 60 palestinesi rimasti feriti vicino alla moschea Al-Katiba, dove un elicottero Apache aveva sparato un razzo contro la folla. In un colloquio con il presidente israeliano Moshe Katzav, Sharon ha espresso «rammarico per l’uccisione di civili innocenti», dopo che il generale Yisrael Ziv, comandante della divisione di Gaza, aveva invece affermato che i 15 palestinesi uccisi erano tutti «miliziani armati» tranne due. Il capo dell’opposizione in Parlamento e leader del Meretz (sinistra), Yossi Sarid, ha chiesto l’avvio di un’inchiesta per accertare l’attendibilità delle affermazioni del generale Ziv, smentito anche dallo Shin Bet, secondo il quale solo sei dei palestinesi uccisi erano «terroristi noti». Ma anche la stampa non ha risparmiato dure critiche. «Nell’Israele del 2002, tutto può essere spiegato dicendo che loro, i terroristi, si nascondono tra la popolazione civile», ha commentato il quotidiano Yedioth Ahronot.