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    Predefinito Il Cav: basta risse alla Camera!

    di Adalberto Signori pg.6 de ilgiornale.it 01 04 2011

    Era atteso al concerto di Ennio Morricone per i 150 anni dell’unità d’Italia e invece Giorgio Napolitano passa la serata al Quirinale a catechizzare i capigruppo di maggioranza e opposizione.
    Ieri sera è toccato a Pdl, Pd e Udc.
    Oggi sarà la volta di Lega, Idv, Fli e Responsabili.
    Perché, non ci gira troppo intorno il presidente della Repubblica, «quello visto nelle ultime 48 ore è uno spettacolo indecoroso».
    Un vero e proprio richiamo all’ordine, dunque.

    Diretto sia al centrodestra che al centrosinistra nonostante sia Ignazio La Russa - con il «vaffa» di mercoledì a Gianfranco Fini - a restare nell’occhio del ciclone.

    Ma sul Colle ce n’è anche per Pier Luigi Bersani, con il capo dello Stato che non avrebbe gradito i suoi toni da aizzapopolo e che chiede al Pd di «farla finita con la politica del muro contro muro».
    Insomma, un Napolitano netto e piuttosto duro.
    E che non esclude come ultima ratio anche quella dello scioglimento anticipato delle Camere perché «così non si può andare avanti».
    Una decisione praticamente senza precedenti, come peraltro è senza precedenti la scelta di convocare i capigruppo di Camera e Senato per una ricognizione di due giorni sullo stato dei rapporti tra maggioranza e opposizione.
    Tanto che in tarda mattinata il Colle decide di anticipare informalmente le sue intenzioni sia a Palazzo Chigi che alla presidenza della Camera.

    Una strada, quella imboccata dal presidente della Repubblica, che trova d’accordo Silvio Berlusconi, già da mercoledì piuttosto preoccupato per i toni decisamente sopra le righe della maggioranza.

    Prima il «vaffa» di La Russa a Fini e ieri il presidente della Camera colpito dal lancio di un giornale.
    «Eccessi assolutamente fuori luogo e che ci stanno portando solo danni», ripete il Cavaliere ai suoi.
    Un Berlusconi che è letteralmente furibondo.

    Il premier ce l’ha con il ministro della Difesa, certo, perché lo considera «il primo responsabile» della bagarre parlamentare delle ultime ore.
    Con il processo breve che doveva essere approvato questa mattina e che - bene che vada - tornerà in discussione martedì.
    Ma il premier non ha per nulla gradito neanche la gestione del gruppo alla Camera da parte di Fabrizio Cicchitto, visto che la maggioranza non ha impattato nelle votazioni solo per colpa del ritardo di alcuni ministri ma anche per alcune assenze.
    Così, ci sta che nei suoi sfoghi privati Berlusconi ne abbia per tutti.

    «Martedì - dice ai suoi - voglio in aula fino all’ultimo ministro, Tremonti compreso».

    Ma il trambusto delle ultimo 48 ore ha anche aperto un nuovo fronte interno al Pdl.
    Con Claudio Scajola che è arrivato a prospettare le dimissioni di La Russa. Un’ipotesi al momento di scuola, perché difficilmente il Cavaliere lascerà da solo il ministro della Difesa (che però rischierebbe i franchi tiratori se l’opposizione decidesse di presentare una mozione di sfiducia).
    E perché il premier sembra non stia affatto gradendo le «forzature» dell’ex titolare dello Sviluppo economico.

    Ieri, sempre in privato, sul punto è stato chiaro:
    «Un suo ingresso nel governo è escluso.
    L’82% degli elettori del Pdl non approva nemmeno un suo ritorno come sottosegretario».
    Poi gli altri sondaggi sulla scrivania del premier: il gradimento di Berlusconi al 50,1% e la percentuale del Pdl salita al 30,4.
    Con Letizia Moratti che a Milano continua però ad arrancare.
    «Come al solito - spiega il Cavaliere ai suoi interlocutori - dovrò pensarci io mettendoci la faccia».

    E lo stesso ha deciso di fare sull’emergenza clandestini.
    Dopo la visita a Lampedusa, infatti, lunedì il premier sarà in Tunisia per mettere a punto gli accordi sui flussi migratori e ottenere l’impegno di provvedere alla sorveglianza delle coste per evitare altre partenze.
    Poi, forse già in settimana, un’altra visita a Lampedusa.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il Cav: basta risse alla Camera!

    Il Cavaliere fa passare il mal di pancia a Scajola!

    di Laura Cesaretti dalla pg.6 de ilgiornale.it 01 04 2011

    L’exploit del ministro La Russa a Montecitorio;
    le dimissioni del sottosegretario Mantovano;
    i pasticci inanellati dalla maggioranza nella gestione parlamentare e gli inciampi a ogni votazione;
    la raccolta di firme minacciata dai parlamentari «scajoliani» per chiedere le dimissioni del titolare della Difesa:
    nelle ultime 48 ore il centrodestra ha dato vistosi e crescenti segnali di stress. Polemiche, rivalità e tensioni interne al Pdl sembravano sul punto di rompere gli argini.

    Tanto da costringere a correre ai ripari: un vertice pomeridiano del partito a Palazzo Grazioli (presenti oltre al premier i capigruppo, i coordinatori Pdl, i ministri Alfano e La Russa) e alcuni interventi diretti di Berlusconi sui capifila del malcontento interno (a cominciare da una telefonata a Scajola, dopo la quale l’ex ministro ha ridimensionato gli attacchi a La Russa e richiamato alla «responsabilità») hanno imposto un colpo di freno al caos del tutti contro tutti.
    «Berlusconiani da una parte e correnti dall’altra», fotografa lo scontro interno Giuseppe Moles, deputato vicino ad Antonio Martino e assai attivo nel gruppo di chi caldeggia un ritorno al «presidenzialismo» delle origini di Forza Italia, in cui «era sempre Berlusconi a fare la sintesi, azzerando le correnti».

    Il caso La Russa, a sentire più di un dirigente, sarebbe il grimaldello su cui le varie componenti interne (scajoliani, sudisti di Miccichè, supporter di «Liberamente» e del quartetto ministeriale Gelmini-Frattini-Prestigiacomo-Carfagna) si sarebbero tuffate per destabilizzare l’intero triumvirato che guida il Pdl, e costringere il premier a cambiare il vertice del partito.
    Senza passare per un congresso in cui i numeri sarebbero dalla parte dei coordinatori attuali.

    Di certo nei capannelli di Montecitorio ieri se ne sentiva di ogni colore.
    Una parlamentare Pdl fedele a La Russa sbottava: «Noi abbiamo sempre votato lealmente tutto quel che ci chiedeva Berlusconi, senza fare ricatti. E invece la prima volta che si tratta di difendere un nostro ministro mezzo Pdl gli butta veleno addosso: bella gratitudine».

    Un altro larussiano imbufalito faceva conti minacciosi:
    «Tra Camera e Senato abbiamo 54 voti, senza di noi non passa nulla».

    In casa ex Fi c’era chi invece indicava Scajola, intento a tener corte su un divanetto del Transatlantico: «Guardatelo, sembra il Padrino».

    L’ex ministro allo Sviluppo economico rilasciava dichiarazioni di fuoco: «Ieri alla Camera abbiamo assistito a uno spettacolo indegno», diceva. «Ora serve una nuova classe dirigente, capace e meritevole», mentre il Pdl ha «strutture bloccate».

    A Montecitorio fioccavano le interpretazioni:
    «Scajola vuole far fuori gli attuali coordinatori e riprendersi il partito»;
    «Scajola vuole far fuori Cicchitto e prendersi il posto di capogruppo»;
    «Scajola vuole convincere Berlusconi a ridare a lui la gestione delle liste elettorali».

    Intanto le agenzie diffondevano una dichiarazione a Radio Radicale di Mario Pepe, ex Fi ora nel famoso gruppo dei «Responsabili», anch’essi ansiosi di «riconoscimenti» ministeriali:
    La Russa è «stanco», causa doppio incarico di governo e di partito; meglio che faccia un passo indietro e si occupi solo della Difesa.

    A sera però dal quartier generale Pdl si diffondeva ottimismo: altro che crisi della maggioranza, di qui a qualche giorno i numeri alla Camera sono destinati a crescere fino a sfiorare quota 330.
    E le amministrative di maggio (nelle quali il centrodestra parte da 10 capoluoghi contro i 20 del centrosinistra, e 4 Province contro 7) il Pdl non potrà che aumentare le sue bandierine, e canterà vittoria.
    «E allora vedrete che tutti si daranno una calmata».

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il Cav: basta risse alla Camera!

    COMUNQUE...... a prescindere della questione non indifferente che il danno c'è stato , perchè si è perso tempo prezioso per le votazioni , non so voi , ma io ho sentito LA RUSSA profondamente insultato !

    Si sentivano chiaramente : FASCISTA DI M...DA !! (sottolineando che l'insulto è il m...da e non il primo ! )

    Non so voi ma io penso che chiunque, dopo essere stato sottoposto a quel linciaggio orchestrato dai "zammammeri rossi" fuori montecitorio ( come dice un amico) e poi da quelli interni, avrebbe perso le staffe !

    La Russa è un grande , sono sicuro che "Berlu" lo perdonerà !

 

 

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