

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.






Se le mie percezioni fossero errate non percepirei la mia esistenza, e quindi potrei non esistere. Ma già il fatto che sto pensando se esisto o meno conferma implicitamente che esisto. Confermato che esito, e che le mie percezioni non errano, deduco che se percepisco l'esistenza della mia ragazza, sono certo che ella esiste poiché le mie percezioni non stanno errando.
Ultima modifica di Giordi; 20-10-11 alle 20:20
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


La questione è a monte (come ho ripetuto più volte): non è in discussione che la tua percezione sia fallace (altrimenti a che pro parlare di evidenza fenomenologica?), è in questione che tu percepisca ciò che dici di percepire. Tu percepisci quel che percepisci e lo interpreti: a essere discutibile non è il contenuto della percezione, bensì la interpretazione che di esso dai.
Come se non bastasse, la tua esistenza è innegabile perchè il giudizio che la nega sarebbe un pensiero (tuo). E' in virtù del pensiero (della coscienza) che la tua esistenza (come res cogitans) è riscattata (ego cogito ergo sum, ego sum res cogitans), ma tu certamente non fai esperienza della coscienza della tua ragazza.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Dunque se ognuno dicesse di essere certo che ciò che percepisce esiste, in realtà non avrebbe modo di mostrare la veridicità delle proprie asserzioni. In quanto le interpretazioni delle proprie percezioni non hanno possibilità di avere sempre un conseguente riscontro oggettivo. Dunque anche tu non potresti essere assolutamente certo che stai per replicare realmente al mio messaggio.
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Ripeto ancora una volta: a essere dubitabile è l'interpretazione che si dà del percepito, non il percepito in quanto percepito (non cioè che il percepito si dia, si manifesti, perciò esista, qualunque cosa sia).
Confondi con troppa leggerezza certezza e verità, comunque si.Dunque anche tu non potresti essere assolutamente certo che stai per replicare realmente al mio messaggio.
Ultima modifica di Platone; 21-10-11 alle 00:04
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Caro il mio Polemiko, non e' affatto come pensi, l'esempio primo che ho fatto non c'entra nulla con questa tua affermazione. E ti spiego perche'. In questa frase:
Abbiamo una persona che pensa nell'adesso una cosa del domani, ma che sempre nel medesimo estante dell' adesso ne pensa un'altra diametralmente opposta ma che riguarda sempre lo stesso argomento del domani.Sono assolutamente certo che domani sara' bel tempo, anche se non posso escludere che domani piova.
Quello che appioppi al mio esempio e' l'immagine di una persona che nell'adesso pensa una cosa del domani, ma che in un momento successivo, che sia solo nel domani, dopo un' ora 5 o 6 puo arrivare pensare diversamente circa la medesima cosa.
Come puoi vedere c' e' una sottile ma fondamentale differenza. Perche' nel mio esempio ci sei tu, che affermi con certezza assoluta l'esistenza di un qualcosa in un istante in cui contemporaneamente ci sono condizioni che ne possono minare l'esistenza stessa.
Ho cambiato esempio solo perche' il mio punto di vista fosse maggiormente e piu facilmente comprensibile. Ma evidentemente ho confidato troppo nelle tue capacita'.
Non afferri il concetto. Il senso e' che non si puo parlare di certezza assoluta di un qualcosa, quando contemporaneamente esistono motivazioni o circostanze vere o solo ipotetiche (quali siano le segli te) che portano a pensare diversamente.
Se tu sei assolutamente certo che in quella tazzina ci sia del caffe', non puoi avere dubbi e al contempo paventare che quello stesso liquido fumante sia orzo, altrimenti quella tua sul caffe' non puo essere definita una certezza, ma solo una disceta probabilita'. E si ritorna al punto di partenza.
Ultima modifica di :Esther:; 21-10-11 alle 17:39
L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)


Lo immagino che non te ne puo fregare di meno, ma la domanda e':
Lo trovi giusto?
Inoltre perdona la mia insistenza ma sono davvero curiosa di capire perche' se tu sei un bugiardo allora lo sono anche io. (come hai detto)
Ti posso assicurare che non sono arrabbiata e neppure offesa, sono solo molto curiosa di esplorare ancora i tuoi processi logici.![]()
Ultima modifica di :Esther:; 21-10-11 alle 17:38
L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

