Questo è un problema di cui anche il buon San Tommaso d'Aquino era perfettamente consapevole.
Infatti, nella Prima parte della seconda parte, questione 1, articolo 7, relativamente alla domanda se il fine ultimo dell'uomo sia uguale per tutti gli uomini, riporta l'obiezione:
Sembra che non sia unico il fine ultimo per tutti gli uomini. Infatti:
1. È evidente che, se c'è un fine ultimo, questo è il bene incommutabile. Ora, molti col peccato si allontanano da esso. Dunque non esiste un unico fine ultimo per tutti gli uomini.
2. Il fine ultimo regola tutta la vita di un uomo. Se, dunque, tutti gli uomini avessero un unico fine ultimo, non ci sarebbero tra loro sistemi diversi di vita. Il che invece è falso in maniera evidente.
3. Il fine non è che il termine dell'azione. Ora, le azioni sono individuali. E gli uomini, sebbene possiedano una comune natura specifica, differiscono tuttavia nei dati individuali. Dunque l'ultimo fine non è unico per tutti gli uomini.
A ciò il Dottore Angelico rispondeva scrivendo:
Possiamo considerare l'ultimo fine sotto due aspetti: primo, fermandoci alla ragione (astratta) di ultimo fine; secondo, cercando l'oggetto in cui la ragione suddetta si trova. Stando alla ragione di ultimo fine, tutti concordano nel desiderio del fine ultimo; poiché tutti desiderano il raggiungimento della propria perfezione, costitutivo, come si è detto, della ragione di ultimo fine. Non tutti invece concordano nell'ultimo fine, quando si tratta di stabilire l'oggetto in cui la suddetta ragione si trova: alcuni infatti desiderano come bene perfetto le ricchezze, altri i piaceri, altri ancora qualunque altra cosa. Per ogni gusto, insomma, è piacevole il dolce: ma a qualcuno piace di più il dolce del vino, ad altri quello del miele, o di altre cose ancora. Tuttavia il dolce più buono e piacevole dovrà essere, senz'altro, quello che è più gradito a chi ha il gusto più raffinato. Allo stesso modo sarà necessariamente bene perfettissimo quello che è desiderato come fine ultimo, da coloro che hanno gli affetti bene ordinati.
Da qui la soluzione delle difficoltà:
1. I peccatori si allontanano da quel bene in cui realmente si trova l'essenza dell'ultimo fine: non si allontanano invece dalla ragione formale dell'ultimo fine, che ricercano, ingannandosi, in altri oggetti.
2. Esistono tra gli uomini vari sistemi di vita, per la diversità degli oggetti in cui si cerca la ragione di bene supremo.
3. Sebbene le azioni appartengano agli individui, il principio operativo deriva in essi dalla natura, la quale tende a un unico termine, come abbiamo già ricordato.
Riguardo a quest'ultimo punto, va ricordato il precedente discorso tomista sul fine della vita umana e sulla considerazione dei vari fini che l'uomo persegue. In questa 'ricerca' San Tommaso d'Aquino giunge alla conclusione che fine ultimo della vita umana sia la ricerca di un bene infinito, che non può altro che essere Dio, sommo bene, mentre invece tutti gli altri beni sono in realtà beni finiti che non possono soddisfare pienamente l'uomo.





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