Quest'affermazione contiene a mio avviso un errore a monte: il relativismo non giustifica nulla, non tutto. Può essere utilizzato per giustificare qualsiasi cosa solamente da chi ha bisogno di una giustificazione esterna per le proprie azioni, il che è vero anche per qualsiasi ideologia (ovvero sistema di idee coerenti fra loro): si veda chi uccide in nome di Dio o anche chi compie il bene non perché vuole farlo, ma perché queste sono le norme morali assolute cui deve (e non necessariamente vuole) attenersi.
Quanto ai giudizi morali, è vero che qualsiasi disciplina voglia considerarsi scientifica (e la psicologia lo fa, pur se in un senso un po' particolare) deve astenersi da qualsiasi giudizio morale. Ciò non toglie che una morale condivisa (non assoluta, ma non per questo assente) esiste ed è il fondamento della società, altrimenti vigerebbe l'anarchia, cosa che non accade. E' su tale condivisione di una morale, per quanto non assoluta, che può basarsi una legislazione. Che non sarà eterna, ma ciò non toglie che sia valida nel qui-ed-ora.
Resurgens





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