
Originariamente Scritto da
FK AZIONE SOLARE
Mentre sembra delinearsi una sorta di teocrazia giuridica (
in cui la magistratura e chi la sostiene finisce per porsi al di sopra della legge, nell’inviolabilità presuntuosa di chi non è criticabile in alcun modo, neppure a livello di opinione personale), siamo invece di fronte alla prima vera possibilità che il governo limiti operativamente lo strapotere della magistratura.
Spesso quando i veri malfattori sono messi con le spalle al muro e corrono il rischio di essere smascherati, tentano l’arma psicologica e si adontano,paludandosi di (finta) dignità ferita.
Pertanto la situazione svela ulteriori cedimenti ideologici anche all’interno del PDL,ne deriverà che i poveri di acume e di idealità si autoescluderanno da soli,autoaffondandosi.
La Moratti è ottusa tanto quanto tutti coloro che solidarizzano con le toghe.
E Silvio telefona al candidato anti pm - Interni - ilGiornale.it del 20-04-2011
Non è un caso che il capo del governo abbia preferito non commentare pubblicamente la vicenda, neanche dopo l’affondo di Giorgio Napolitano e la decisa presa di distanza di tutto il Pdl. Anzi, dalle stanze del coordinamento regionale lombardo di via Monza 137 dove si tiene la conferenza stampa rimbalza - non smentita - la voce di una telefonata pomeridiana del premier a Lassini. Una conversazione durante la quale i due non si sarebbero trovati su posizioni tanto distanti.
Lo scambio di punti di vista con la Moratti, dunque, è piuttosto acceso. Perché è per indole e profonda convinzione personale che il Cavaliere fa fatica soltanto a pensare di sanzionare in alcun modo chi non ha fatto altro che ripetere quello che lo stesso Berlusconi va dicendo da tempo. Fino a qualche settimana fa solo nelle conversazioni e negli sfoghi privati, domenica scorsa durante il comizio a Milano in sostegno della Moratti anche pubblicamente.
D’altra parte, quali siano le posizioni del Cavaliere non è un mistero. Tanto che ancora ieri in privato ribadiva la necessità di andare avanti con la riforma costituzionale della giustizia. Che il premier vorrebbe vedere licenziata in prima lettura dalla Camera prima della pausa estiva. Avanti tutta anche con il processo breve che attende l’approvazione del Senato. E pazienza se il Quirinale deciderà di rinviarlo alle Camere come temono a Palazzo Chigi. «Lo riapproveremo - dice ai suoi il premier - così com’è».