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  1. #51
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    Fighissimo questo spot.

  2. #52
    Vivo all'estro
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    342.000 visioni in 3 settimane,sono tante,tante,tante.
    Ma sopratutto sta passando in vari canali televisivi,specialmente in New Hampshire e Iowa, i 2 primi stati nei quali avverranno le elezioni delle primarie presidenziali repubblicane..


    ‪Chaîne de ronpaul‬‏ - YouTube
    Ultima modifica di Steppenwolf; 04-08-11 alle 04:58
    " Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.

  3. #53
    Vivo all'estro
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    ‪Ron Paul Rocks The View: Whoopi Goldberg Frustrated When Audience Cheers Ron Paul‬‏ - YouTube

    Una delle presentatrici ,Whoopy Goldberg,frustrata dagli applausi scroscianti del pubblico a Ron Paul sul tema " sanita' pubblica/privata".
    Direi che quello sia l' "high light" di questa intervista.
    Ultima modifica di Steppenwolf; 07-08-11 alle 02:10
    " Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.

  4. #54
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Ultima modifica di Bèrghem; 15-08-11 alle 14:13
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #55
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.



    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #56
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    Nella serata di sabato si è svolta la votazione dello straw poll in Iowa tra i delegati partecipanti al caucus organizzato nella fiera della cittadina di Ames, le previsioni ottimistiche della vigilia dei libertari si sono rivelate puntualmente corrette, confermando quanto già anticipato.

    L’Iowa lancia Ron Paul e le sue prospettive presidenziali all’interno del Partito Repubblicano in vista dell'inizio delle primarie nel febbraio 2012.

    Questo nonostante la stampa italiota si sia prontamente accodata a quella statunitense d'apparato al fine di negare l'importante affermazione di Ron Paul nelle urne, esaltando utilitariamente ed unicamente solo Michele Bachmann, senza porre alcuna seria analisi dei numeri usciti dal sondaggio (da loro in precedenza snobbato e sminuito fino a quando non si è definita con certezza numerica la vittoria della Bachmann).

    Ma se i numeri da soli non dicono tutto, i giornali addirittura non li analizzano proprio!

    Se questi fossero analizzati al di là di una certa visione semplicistica plebiscitario-democratica, racconterebbero ben altro ed una situazione completamente opposta alle tante vuote retoriche propinate col palese fine di anestetizzare le coscienze a seguito dello straw poll.

    Come si può vedere dai risultati finali, Ron Paul si è rivelato il vero vincitore non soltanto morale dell’Ames Straw Poll 2011, benchè questi sia arrivato per stretto margine di voti secondo dietro alla vincitrice Michele Bachmann.

    Il suo risultato è ampiamente superiore per molte ragioni alle più rosee aspettative della vigilia; lo stesso Ron Paul ha sempre predicato prudenza puntando per modestia sua personale alla pedana del podio più bassa, ma i numeri dicono altro, Ron Paul ha sfiorato addirittura la vittoria numerica e di certo anche con il suo secondo posto ha colto una vittoria pesante per vari motivi.

    Anzitutto il corto distacco dalla vincitrice: Ron Paul ha ricevuto 4671 voti di gradimento (pari a 27,65%) contro i 4823 (pari al 28,75%) della Bachmann.

    La distanza tra la prima e il secondo classificato si è rivelata molto risibile: soli 152 voti pari allo 0,9%; un margine di distacco ampiamente recuperabile nei mesi che intercorrono con la primaria vera propria all’interno di questo Stato.

    Quindi la Bachmann pur vincendo la simulazione di primaria non ha distanziato il Dottore con valanghe di voti, tutt’altro è semmai Ron Paul ad aver dato ampio margine a Pawlenty (arrivato terzo con circa metà dei suoi voti) e a tutti gli altri sfidanti GOP, marcando da vicino la vincitrice.

    Gli esponenti maschili dell’establishment del partito dell’elefante: Perry e Romney guadagnano rispettivamente solo il 3,62% e 3,36% venendo superati anche da gente come Santorum e Cain (il che è tutto dire…).

    A fronte di ciò bisogna ricordare che la Bachmann pur essendo da lungo tempo residente nel Minnesota è nativa proprio dell’Iowa con la sua famiglia-clan, quindi la vincitrice giocava in casa in questo sondaggio.

    Benchè sia una vittoria, per come è stata conseguita e per i suoi numeri, la Bachmann non può certo gioire, necessitava di ampio margine al fine di risultare realmente competitiva rispetto al secondo arrivato sfruttando proprio il fattore casalingo; invece non ha distanziato Paul, questi ha rischiato di fare il colpo grosso vincendo in casa della prima agevolmente.

    Il vero vincitore è quindi Ron Paul proprio in ragione del campanilismo che ha notevolmente favorito e avvantaggiato la risicata vittoria della Bachmann.

    Nella politica al pari del calcio, chi come Ron Paul segna punti e consensi pesanti in trasferta negli Stati-stadi dei propri avversari ha certamente maggior rilevanza e peso di chi come la Bachmann ha gioco facile nella rendita di consenso sul campo; a maggior ragione se analizziamo questo straw poll rammentando come di fatto esso mostri un pareggio tra i due primi classificati.

    Se i numeri danno formalmente ragione alla vincitrice, i numerosi fattori locali a lei favoreli in tale contesto di voto paradossalmente la indeboliscono rivalutando l’impresa di Ron Paul e la sua affermazione finale al di là del suo essere arrivato secondo.

    La quasi vittoria numerica di Paul dimostra come la candidatura della Bachmann sia debole non solo sul piano nazionale (si pensi ai sondaggi online citati nel primo link che la vedono nettamente ai margini) ma anche sul terreno, in uno Stato come l’Iowa che conosce bene e sul quale avrebbe dovuto costruire la sua immagine per aspirare alla nomination e ad un proseguo di campagna elettorale in discesa.

    Invece anche il terzo posto di Pawlenty risulta certamente un punto a sfavore della Bachmann, in quanto questi potrebbe metterla in difficoltà (viste le forti similarità di programma politico) come è già avvenuto nel dibattito televisivo anche in Minnesota, rubando a lei consensi pesanti a tutto favore del suo principale rivale: Ron Paul.

    Il congressista libertario ha invece dimostrato sia nei sondaggi online post-dibattito televisivi che nello straw poll dell’Iowa come la sua candidatura sia concreta e solida e certamente in pole position per la nomination nazionale.

    Neppure il frettoloso ingresso in pompa magna del texano Rick Perry (anch'egli esaltato subito dalla stampa italiota e statunitense nel tentativo di trovare un loro gradito personaggio di copertina), è riuscito quest’oggi a rubare voti e consensi a Paul (semmai nel proseguo è probabile che tolga consensi proprio alla Bachmann), anzi lo scarso impatto nello straw poll del governatore del Texas (paragonabile a quello di Romney, il che la dice lunga anche sulle chance del miliardario mormone da sempre in cerca della nomination) da parte del governatore del Texas, ben inquadra la candidatura d’apparato di questo personaggio, non riuscendo minimamente ad impensierire ed impressionare il Dottore.

    C’è da scommettere che in un derby presso l’elettorato del Lone Star State per la nomination, Perry non riuscirebbe a battere Paul, viste le cifre assai misere con il quale il primo si presenta tardivamente sulla scena nazionale. proponendo solo ambizioni presidenziali personali con fumosi contenuti retorici, forieri concretamente solo di un remake della disastrosa agenda politica neocon di Bush jr.

    Storicamente chi parte debole all’interno di una primaria di partito (in special luogo in una Repubblicana a sistema maggioritario uninominale nel computo dei grandi elettori conquistati in ogni Stato) difficilmente riesce a recuperare e ad essere considerato un avversario credibile presso l’elettorato e sicuramente pur mancando alcuni mesi all’inizio delle vere primarie, questi test sono degli ottimi indicatori per testare fattivamente le ambizioni dei candidati e per definire una cernita ridotta a pochi candidati potenziali.

    Tra questi certamente spicca Ron Paul e non alcuni strafavoriti della vigilia.

    In conclusione, la giornata di ieri non solo ha confermato il trend della settimana in Iowa per quanto riguarda gli ottimi segnali immediatamente successivi al dibattito televisivo in suo favore, ma anche in relazione al futuro voto di primaria in quello Stato ad inizio 2012.

    I sondaggi online su base nazionale sul Dottore si sono rivelati corretti ed affidabili e proprio la cartina tornasole dell’indicativo risultato dello straw poll dell’Iowa li conferma.

    La candidatura di Ron Paul già forte dopo la sua vittoria al CPAC 2011 è empiricamente rilevante non solo nei principi ma anche nei numeri presso l’opinione pubblica elettrice americana, rafforzando le già ottimistiche aspettative per quanto riguarda il proseguo della sua campagna elettorale presidenziale a livello nazionale.

    Italy for Ron Paul 2012 - L'Ames Iowa Straw Poll 2011 conferma Ron Paul come principale favorito all'interno del GOP in vista delle primarie
    Ultima modifica di Bèrghem; 15-08-11 alle 14:31
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  7. #57
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  8. #58
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Nella serata di sabato si è svolta la votazione dello straw poll in Iowa tra i delegati partecipanti al caucus organizzato nella fiera della cittadina di Ames, le previsioni ottimistiche della vigilia dei libertari si sono rivelate puntualmente corrette, confermando quanto già anticipato.

    L’Iowa lancia Ron Paul e le sue prospettive presidenziali all’interno del Partito Repubblicano in vista dell'inizio delle primarie nel febbraio 2012.

    Questo nonostante la stampa italiota si sia prontamente accodata a quella statunitense d'apparato al fine di negare l'importante affermazione di Ron Paul nelle urne, esaltando utilitariamente ed unicamente solo Michele Bachmann, senza porre alcuna seria analisi dei numeri usciti dal sondaggio (da loro in precedenza snobbato e sminuito fino a quando non si è definita con certezza numerica la vittoria della Bachmann).

    Ma se i numeri da soli non dicono tutto, i giornali addirittura non li analizzano proprio!

    Se questi fossero analizzati al di là di una certa visione semplicistica plebiscitario-democratica, racconterebbero ben altro ed una situazione completamente opposta alle tante vuote retoriche propinate col palese fine di anestetizzare le coscienze a seguito dello straw poll.

    Come si può vedere dai risultati finali, Ron Paul si è rivelato il vero vincitore non soltanto morale dell’Ames Straw Poll 2011, benchè questi sia arrivato per stretto margine di voti secondo dietro alla vincitrice Michele Bachmann.

    Il suo risultato è ampiamente superiore per molte ragioni alle più rosee aspettative della vigilia; lo stesso Ron Paul ha sempre predicato prudenza puntando per modestia sua personale alla pedana del podio più bassa, ma i numeri dicono altro, Ron Paul ha sfiorato addirittura la vittoria numerica e di certo anche con il suo secondo posto ha colto una vittoria pesante per vari motivi.

    Anzitutto il corto distacco dalla vincitrice: Ron Paul ha ricevuto 4671 voti di gradimento (pari a 27,65%) contro i 4823 (pari al 28,75%) della Bachmann.

    La distanza tra la prima e il secondo classificato si è rivelata molto risibile: soli 152 voti pari allo 0,9%; un margine di distacco ampiamente recuperabile nei mesi che intercorrono con la primaria vera propria all’interno di questo Stato.

    Quindi la Bachmann pur vincendo la simulazione di primaria non ha distanziato il Dottore con valanghe di voti, tutt’altro è semmai Ron Paul ad aver dato ampio margine a Pawlenty (arrivato terzo con circa metà dei suoi voti) e a tutti gli altri sfidanti GOP, marcando da vicino la vincitrice.

    Gli esponenti maschili dell’establishment del partito dell’elefante: Perry e Romney guadagnano rispettivamente solo il 3,62% e 3,36% venendo superati anche da gente come Santorum e Cain (il che è tutto dire…).

    A fronte di ciò bisogna ricordare che la Bachmann pur essendo da lungo tempo residente nel Minnesota è nativa proprio dell’Iowa con la sua famiglia-clan, quindi la vincitrice giocava in casa in questo sondaggio.

    Benchè sia una vittoria, per come è stata conseguita e per i suoi numeri, la Bachmann non può certo gioire, necessitava di ampio margine al fine di risultare realmente competitiva rispetto al secondo arrivato sfruttando proprio il fattore casalingo; invece non ha distanziato Paul, questi ha rischiato di fare il colpo grosso vincendo in casa della prima agevolmente.

    Il vero vincitore è quindi Ron Paul proprio in ragione del campanilismo che ha notevolmente favorito e avvantaggiato la risicata vittoria della Bachmann.

    Nella politica al pari del calcio, chi come Ron Paul segna punti e consensi pesanti in trasferta negli Stati-stadi dei propri avversari ha certamente maggior rilevanza e peso di chi come la Bachmann ha gioco facile nella rendita di consenso sul campo; a maggior ragione se analizziamo questo straw poll rammentando come di fatto esso mostri un pareggio tra i due primi classificati.

    Se i numeri danno formalmente ragione alla vincitrice, i numerosi fattori locali a lei favoreli in tale contesto di voto paradossalmente la indeboliscono rivalutando l’impresa di Ron Paul e la sua affermazione finale al di là del suo essere arrivato secondo.

    La quasi vittoria numerica di Paul dimostra come la candidatura della Bachmann sia debole non solo sul piano nazionale (si pensi ai sondaggi online citati nel primo link che la vedono nettamente ai margini) ma anche sul terreno, in uno Stato come l’Iowa che conosce bene e sul quale avrebbe dovuto costruire la sua immagine per aspirare alla nomination e ad un proseguo di campagna elettorale in discesa.

    Invece anche il terzo posto di Pawlenty risulta certamente un punto a sfavore della Bachmann, in quanto questi potrebbe metterla in difficoltà (viste le forti similarità di programma politico) come è già avvenuto nel dibattito televisivo anche in Minnesota, rubando a lei consensi pesanti a tutto favore del suo principale rivale: Ron Paul.

    Il congressista libertario ha invece dimostrato sia nei sondaggi online post-dibattito televisivi che nello straw poll dell’Iowa come la sua candidatura sia concreta e solida e certamente in pole position per la nomination nazionale.

    Neppure il frettoloso ingresso in pompa magna del texano Rick Perry (anch'egli esaltato subito dalla stampa italiota e statunitense nel tentativo di trovare un loro gradito personaggio di copertina), è riuscito quest’oggi a rubare voti e consensi a Paul (semmai nel proseguo è probabile che tolga consensi proprio alla Bachmann), anzi lo scarso impatto nello straw poll del governatore del Texas (paragonabile a quello di Romney, il che la dice lunga anche sulle chance del miliardario mormone da sempre in cerca della nomination) da parte del governatore del Texas, ben inquadra la candidatura d’apparato di questo personaggio, non riuscendo minimamente ad impensierire ed impressionare il Dottore.

    C’è da scommettere che in un derby presso l’elettorato del Lone Star State per la nomination, Perry non riuscirebbe a battere Paul, viste le cifre assai misere con il quale il primo si presenta tardivamente sulla scena nazionale. proponendo solo ambizioni presidenziali personali con fumosi contenuti retorici, forieri concretamente solo di un remake della disastrosa agenda politica neocon di Bush jr.

    Storicamente chi parte debole all’interno di una primaria di partito (in special luogo in una Repubblicana a sistema maggioritario uninominale nel computo dei grandi elettori conquistati in ogni Stato) difficilmente riesce a recuperare e ad essere considerato un avversario credibile presso l’elettorato e sicuramente pur mancando alcuni mesi all’inizio delle vere primarie, questi test sono degli ottimi indicatori per testare fattivamente le ambizioni dei candidati e per definire una cernita ridotta a pochi candidati potenziali.

    Tra questi certamente spicca Ron Paul e non alcuni strafavoriti della vigilia.

    In conclusione, la giornata di ieri non solo ha confermato il trend della settimana in Iowa per quanto riguarda gli ottimi segnali immediatamente successivi al dibattito televisivo in suo favore, ma anche in relazione al futuro voto di primaria in quello Stato ad inizio 2012.

    I sondaggi online su base nazionale sul Dottore si sono rivelati corretti ed affidabili e proprio la cartina tornasole dell’indicativo risultato dello straw poll dell’Iowa li conferma.

    La candidatura di Ron Paul già forte dopo la sua vittoria al CPAC 2011 è empiricamente rilevante non solo nei principi ma anche nei numeri presso l’opinione pubblica elettrice americana, rafforzando le già ottimistiche aspettative per quanto riguarda il proseguo della sua campagna elettorale presidenziale a livello nazionale.

    Italy for Ron Paul 2012 - L'Ames Iowa Straw Poll 2011 conferma Ron Paul come principale favorito all'interno del GOP in vista delle primarie
    CALMA.
    Bisogna conoscere contesto,fatti dettagliati,realta' locale,atmosfera.

    C'e' un po' di esagerazione parziale,da tifoso in questo articolo:
    Questo sarebbe dovuto essere il SUO sondaggio!

    Io come tantissimi altri,lo prevedevamo vincente in questo test.

    C' erano tanti fattori a suo favore:
    La non partecipazione dei pezzi grossi Mitt Romney,Newt Gingrich,gli eventuali Rudy Giuliani, Sarah Palin e sopratutto Rick Perry..tutti fuori da quetso "poll" meno Michel Bachmann.

    Il MODO di votare, a lui favorevole( solo i fedelissimi super entusiastici,stile internet).

    E' davvero una vittoria dell'altro eroe dei Tea Parties , Michele Bachmann.

    Rick Perry ,con risultati liberist-economici soprprendenti e toni da "states rights" semi-secessionisti ..e' davvero un pezzo grosso e diventa l'altro ovvio favorito.

    Altre grossolane inesattezze:
    Tom Pawlenty ha addirittura gia' rinunciato,oggi stesso, dopo quetso test non e' piu' in corsa punto!

    E Rick Perry e Mitt Romney mostrano alcuni numeri percentuali NONOSTANTE abbiano dichiarato di NON partecipare!

    Suvvia..per fare cronaca politica bisogna essere oggettivi e sopratutto CONOSCERE i fatti politici americani
    ..ma apparentemente siamo..o forse SONO..( vale A DIRE SOLO IO?) "pochi" a conoscerli.
    Ultima modifica di Steppenwolf; 16-08-11 alle 02:14
    " Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.

  9. #59
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    Vi annuncio che questa competizione ,pur non essendo ancora cominicata e' gia abbondantemente finita:
    Vincera' Rick Perry .

    Sul governatore del Texas, il quale tra FATTI liberisti economici di successo in contro tendenza col resto degli Stati Uniti,addirittura disoccupazione in calo e toni quasi da classici States Rights ,oltre ad una campagna e decisioni anti "misure ricaglob o posti di lavoro verdi etc."..devo dire e' uno dei due candidati del lotto a parte Ron Paul per il quale mi turero' anche il buco del culo ma ..LO VOTERO'.

    L'altra era Michel Bachmann.

    Non avrei MAI considerato i Mitt Romney ,Newt Gingrich,Rudy Giuliani...o un qualsiasi altro ritorno di finto conservatore da establishment alla John Mc Cain .
    MAI.
    Meglio se restasse li' la bertuccia in quel caso.

    Ma questi due,Michele Bachman e Rick Perry se,anzi QUANDO( Rick Perry vincera' certamente) opposti al babbuino balbuziente...sono simboli culturali anti-establishment progressista piu' che votabili.
    Ultima modifica di Steppenwolf; 25-08-11 alle 20:38
    " Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.

  10. #60
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    Predefinito Rif: Non c'e' due senza tre.

    Questi sondaggi pre-primarie valgono davvero poco,quattro anni fa davano Rudy Giuliani tranquillamente vincente....e poi Giuliani dovette rinunciare velocemente per l'assoluto disastro che fu la realta'..MA:

    L'ultimo sondaggio Gallup,tra probabili elettori repubblicani alle primarie, da:
    Rick Perry a 29%
    Mitt Romney a 17%
    Ron Paul a 13% ( terzo,interesante)
    Michele Bachmann a 10%( tutti i "suoi" voti,quelli inflessibili conservatori "da Tea Parties" stanno venendo ingurgitati da Rick Perry)

    L'unico vagamente moderato e' Mitt Romney ,il candidato uffciale dell'establishment, il quale ha dovuto recentemente,svoltare decisamente a destra per sopravvivere ,oltre a puntare sul tema" unico ad avere esperienza da uomo d'affari reale")

    Ne stanno succedendo delle belle ed i media progresso stalisti sono scatenati:
    " addirittura avremo un candidato presidete che non crede al riscaldamento globale!
    Un " non darwinista"!
    (vale a dire sia Ron Paul che Michele achmann che Rick Perry)
    E stanno denunicando con disperazione la " deriva" a destra dei republicani e cercando di "tirar su" tutto lo sporco possibile sugli ultmi 2.
    Mentre Ron Paul continua ad essere ignorato.
    Una vecchia strategia,sempre funzionale)
    Ultima modifica di Steppenwolf; 26-08-11 alle 20:37
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