De Magistris realizza nei fatti l'alleanza giacobina ed egualitaria.
Una sua affermazione a Napoli sopra il 20%, come pare, sarà molto pesante :giagia:


Amministrative 2011: intervista a Luigi De Magistris candidato a sindaco di Napoli | Partito dei CARC

Veniamo alla tua candidatura: sei un personaggio pubblico che per le posizioni assunte su diversi temi si qualifica da sé e la tua candidatura ha scatenato scompiglio, non solo sul piano locale ma anche nazionale, come le vicende degli ultimi giorni dimostrano. La tua presenza forte rischia di mettere in secondo piano le organizzazioni popolari, la società civile che ti sta sostenendo? Quale credi sia o debba essere il rapporto tra te e queste organizzazioni?
La mia candidatura è popolare, non populista. Sono due cose profondamente diverse. Le gente del popolo, la gente umile, mi circonda di affetto e stima sin da quando ho iniziato a fare il magistrato perché ciò che mi ha contraddistinto è stata sempre la tensione a rendere davvero la “legge uguale per tutti”. Io penso sia necessario lavorare, e molto, sulla II parte dell’art. 3 della Costituzione, per eliminare gli ostacoli di legge e amministrativi che impediscono la reale uguaglianza tra i cittadini. E questo significa chiaramente andare incontro alle fasce più deboli della società. Ad esempio nel conflitto capitale - lavoro io sin da subito e sempre mi sono schierato dalla parte del lavoro! Questo significa schierarsi coi più deboli.

Quali caratteristiche ha, a chi si rivolge, chi sono i referenti, della lista civica che ti sosterrà alle elezioni?
La lista civica che stiamo costruendo deve avere l’elemento identitario della città, ma non deve essere una lista ideologizzata. Deve essere composta da operai e piccoli imprenditori, studenti e insegnanti, disoccupati e attivisti delle associazioni, intellettuali… deve unire tutti gli aspetti apparentemente contradditori di questa città, deve sviluppare la cittadinanza attiva. Per questo dico che non deve essere ideologizzata: la mia candidatura offre un’occasione ai cittadini che hanno voglia di partecipare ma non possono o non vogliono farlo coi partiti, perché implica troppe cose.

Sul programma, quali sono le soluzioni concrete che proponi per fare fronte ai molteplici problemi napoletani? Come pensi si possano applicare anche considerando che la tua, come hai sostenuto più volte, è una candidatura “anti-sistema” clientelare-affaristico-criminale e certamente troverai ostacoli nell’applicazione del programma?
Le cose da fare sono molte, nominiamone alcune. Una priorità è sicuramente spezzare il legame tra la spesa pubblica e gli imprenditori della spesa pubblica, le cricche affaristiche, la Criminalità Organizzata tradizionale e quella dei colletti bianchi. Poi la sicurezza: la città ha bisogno di più sicurezza ma non si crea militarizzando il territorio. Al contrario estendendo diritti, aumentando la vivibilità, offrendo cultura, politiche sociali, difesa e cura dei beni comuni, promuovendo la solidarietà…
Queste cose le realizzerò, ma non da solo! Con le forze che stanno sostenendo il progetto di rinnovamento che abbiamo messo in campo, che stiamo costruendo. Io non sarò il “leader”, ma colui che sta in prima linea, il punto di riferimento di una squadra, mobiliterò la società civile.
E’ contro questo progetto alternativo al sistema politico-affaristico che PD, PDL e Terzo Polo si stanno schierando, quando si schierano contro di me, quando candidano altri espressamente contro di me.
Ci saranno difficoltà. Ma non temo condizionamenti dal sistema, non mi sono mai fatto condizionare, non sono persona che si fa condizionare. E poi, soprattutto, l’iniziativa di massa, la partecipazione di massa è e sarà fondamentale per la riuscita del progetto, per superare non tanto gli ostacoli che opporranno altri, ma le oggettive difficoltà che pone la situazione di Napoli. Ecco spiegata l’importanza della lista civica.


E se dovessi dare garanzie sulla realizzazione di questo progetto ai lavoratori, ai disoccupati, agli studenti, alla società civile che ti sta seguendo cosa diresti loro?
Ciò che dico loro è che io sarò il sindaco dell’etica pubblica. Un sindaco non promette posti di lavoro, ma si batte per far rispettare l’art. 1 della nostra Costituzione. Già spezzando le cricche affaristiche e le reti clientelari, fa sì che sostanzialmente si creino le condizioni per lo sviluppo economico reale della città, è così che si crea lavoro.
Le casse di bilancio del Comune di Napoli sono disastrose, la soluzione non è fare tagli, piuttosto concepire diversamente la spesa pubblica: basta spese per consultazioni esterne o per corsi di formazione fantasma, che servono solo a fare arricchire i privati che li gestiscono e a fare incetta di voti di scambio per i politici di turno; bisogna fare particolare attenzione a non creare sacche di popolazione che vivano di elemosine (questo sono i corsi di formazione fantasma), che poi diventano massa di manovra di chi opera il voto di scambio e la clientela per tornaconto politico.
Un sindaco non “può tutto”, ha comunque poteri limitati, ma deve garantire reddito di cittadinanza, affitti popolari, case popolari, sussidi di disoccupazione. Noi dobbiamo investire in case del popolo, in case dello studente, in case per le donne, in luoghi di aggregazione e laboratorio sociale, di civiltà….


Realizzare un simile progetto per Napoli, come pensi possa contribuire alla costruzione di un governo alternativo alle cricche affaristico - criminali a livello nazionale? E soprattutto secondo te oggi ci sono le forze che possano realizzarlo, le condizioni per farlo?
Il Centro-sinistra è molto indietro rispetto alla possibilità di realizzare un progetto alternativo a Berlusconi. Ma se questo progetto per Napoli vince, c’è speranza anche di rilanciare il Centro-sinistra a livello nazionale. Credo che oggi sia necessario fare ciò che qui stiamo provando a fare: unire la politica e l’opposizione sociale reale, ovvero il movimento operaio, il movimento degli studenti, il movimento delle donne che sono recentemente scesi in piazza dimostrando di avere voglia di cambiamento e di essere disposti a lottare per esso.