



Sì ma si applica lo stesso discorso, nel senso che come la pipa desidera (poniamo) di essere fumata io desidero certe altre cose, ma questo ha meno a che fare col senso "che ho" che col senso che voglio dare in questo momento al mio esistere (magari domani gli darò un altro senso).
Ultima modifica di Troll; 08-05-11 alle 11:40


"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)








"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)




Distinguerei le due cose.
Il modo in cui penso, mi comporto e valuto le "cose" della vita è determinato da me. Dalla mia coscienza.
Il senso che assume il mio ruolo in questa esistenza è concepito dal Grande Architetto.
Tra quella determinazione e quella concezione esiste un'indissolubile e misterioso nesso causale.
Un nesso causale il cui enigma è pari a quello esistente tra ciò che accade nella singolarità del Buco Nero che tutto inghiotte e ciò che accade nel Big Bang che tutto espelle.
Ultima modifica di Edmond Dantés; 08-05-11 alle 18:11
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Una corda è sepolta sotto la sabbia. Solo i due capi spuntano. Abbiamo il presentimento che siano uniti, ma non possiamo vedere come.