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Salva un albero: mangia un castoro. ˙oɹoʇsɐɔ un ɐıƃuɐɯ : oɹǝqlɐ un ɐʌlɐs
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Vipera Gentile& Cazzeggiatrice senza tante pretese


Accidenti, povero ragazzo...
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali è un bastardo!


ha lasciato una moglie incinta... una tragedia umana e una piccola speranza rappresentata dal figlio venturo...
Il coro del Bunga Bunga:
Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore


"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


Weylandt, quando la fatalità della morte sconvolge lo sport
GIOVANNI BRUNO commenta il dramma che ha scosso il Giro: "Una giornata dura per tutti. Per chi l'ha raccontata, per i soccorritori, per i compagni e per la famiglia. Ma il ciclismo è questo. La corsa proseguirà nel suo nome, come ha chiesto suo padre"
10 maggio, 2011
di GIOVANNI BRUNO
Chi si lancia in discesa sa perfettamente a cosa incontro, sa perfettamente cosa rischia. Fa parte dello sport del ciclismo, tanto quanto una salita o un arrivo in volata. E’ il ciclismo. Le cadute ci sono, ci sono state e ci saranno sempre. Destino? Fatalità? Sì, sì per tutto.
Questo per dire che Weylandt ha trovato sulla sua strada quello che ogni ciclista professionista non si deve mai augurare ma lo può avvertire, sentire. Una tragedia dettata dalla fatalità. Discesa del Passo del Bocco, 80 all’ora, una distrazione, ci si gira per cercare un compagno, un qualcosa magari che ti ha disturbato, è un attimo, un momento, un lampo. Quell’immagine che ci è stata trasmessa solo per qualche secondo è bastata per farci capire la tragedia. Quel susseguirsi poi di dire e non dire con il rincorrersi delle immagini dall’alto ci ha definitivamente cancellato, annullato ogni tipo di speranza. Devo ammettere che la gestione da parte dei telecronisti è stata perfetta e drammaticamente raccontavano una tragedia al limite delle lacrime senza ancora dire il vero, in quel rispettoso protocollo del sapere e non dire. Quando si annuncia che verranno accantonate le celebrazioni di vittoria, si annuncia anche la fine di quel piccolo refolo di speranza. Poi è solo un fatto di sensibilità nei confronti della giovane moglie che attende un bimbo. Non è facile avvisare una giovane moglie e giovane madre, non è facile per chiunque ma in questi casi ci sono le immagini. Fortuna vuole nella tragedia che lei stia fuori casa e allora solo quando il padre di Weylandt avverte la nuora si può dare l’ufficialità quasi in contemporanea dell’arrivo di tappa. Un arrivo che avviene quasi in silenzio, il pubblico sa. Non i ciclisti in gara. Le braccia di Vicioso si alzano e si riabbassano subito. Si è corso, si è corso con il presentimento di un qualcosa. Quel qualcosa si è puntualmente materializzato nell’immagine della squadra Leopard, sul pullman. Al suo interno lacrime per la terribile notizia.
Una giornata dura, durissima per tutti. Per chi ha raccontato in diretta, per i soccorritori, per i compagni di squadra, per la famiglia, per chi ha dovuto prendere delle decisioni difficili ma anche di grande rispetto e sensibilità. Non è stato facile. Come non è stato facile tornare indietro 16 anni e ricordare il giorno di Fabio Casartelli al Tour De France. Un’altra tragedia, un’altra discesa quella del Port d’Aspet. Questo è il ciclismo, come 16 anni fa al Tour oggi al Giro, una morte sul lavoro, un lavoro che forse pochi ricordano come lavoro di fatica. Il ciclismo è questo. Proprio per questo il papà di Weylandt ha voluto far proseguire il Giro d’Italia alla squadra del figlio.
Weylandt, quando la fatalità della morte sconvolge lo sport - Sport - Sky.it


Il Giro onora Weylandt, la Leopard davanti a tutti a Livorno
I ciclisti della squadra del 26enne belga, scomparso tragicamente dopo una caduta sul Passo del Bocco, hanno tagliato il traguardo della 4a tappa abbracciati e visibilmente commossi. Il team potrebbe decidere ora di abbandonare la corsa.
Arrivo come previsto in parata della Leopard, e con tutti i corridori abbracciati.
La squadra di Wouter Weylandt ha tagliato per prima il traguardo della quarta tappa del Giro d'Italia, da Genova-Quarto dei Mille a Livorno di 216 km.
Mescolato alla formazione della Leopard anche l'americano della Germin, Tyler Farrar, che era grande amico di Weylandt. Il resto del gruppo ha tagliato il traguardo qualche metro dietro.
"Dopo la tappa i corridori si riuniranno per decidere se correre mercoledì" ha detto Tim Vanderjeugd, portavoce del team Leopard Trek, al quotidiano lussemburghese Tageblatt. La squadra belga è ancora sotto choc.
Non verrà intanto allestita la camera ardente per Weylandt, il cui corpo si trova alla morgue dell'ospedale di Lavagna. Secondo le disposizioni dei familiari, la salma sarà infatti preparata per essere imbarcata mercoledì sul primo volo diretto a Gant, in Belgio, dove il ciclista abitava.
La famiglia e la compagna hanno potuto vedere il corpo solo per qualche minuto, prima di lasciare la camera mortuaria e di raggiungere la Leopard, il team di Weylandt, al traguardo della quarta tappa a Livorno.
Tutti i 206 corridori rimasti in corsa erano frastornati. Ed è tornato di attualità il problema della sicurezza sulle strade. Molta preoccupazione già per la quinta tappa di Orvieto, dove c'è anche un tratto di sterrato. Ma i timori maggiori sono per la discesa del monte Crostis, nella tappa dello Zoncolan del 21 maggio.
"So che la commissione medica ha sollevato perplessità per quel tratto - ha detto il ct azzurro, Paolo Bettini -. Mi auguro che questi momenti possano servire per limitare i rischi e cercare di migliorare e mettere in sicurezza il percorso. Nel ciclismo non si corre in un autodromo come la Formula 1: i pericoli ci sono ma noi siamo pronti dal primo all'ultimo giorno. Si è trattato di una distrazione, una fatalità, che nessuno può prevedere".
Il ct azzurro ha un ricordo molto vivo di Weylandt, essendo stato suo compagno di squadra alla Quickstep: "Era un ragazzo pieno di energia, il ciclismo era la sua esistenza".
Il Giro onora Weylandt, la Leopard davanti a tutti a Livorno - Sport - Sky.it
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Da ciclista stradale sono molto toccato dall'evento..
C'è pure da considerare che è solo il terzo o il quarto a cui accade in un secolo di giro d'Italia.
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