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  1. #1
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    Predefinito L'editoriale: C'è poco da festeggiare

    DI MARIO SECHI Berlusconi ha perso. Bersani non ha vinto. Per il centrodestra le elezioni sono state una delusione ma anche il Pd è in pericolo. Occorre un confronto sui problemi reali.

    Berlusconi ha perso. Bersani non ha vinto. E se proiettassimo questo voto amministrativo sulle politiche del 2013 l’unica frase che mi viene in mente è «si salvi chi può». Sapevamo tutti che queste elezioni avevano un grande significato e indubbiamente è stato così. Il Cavaliere si è impegnato a fondo nella campagna elettorale, non si è sottratto alla mischia e sono certo che fosse assolutamente a conoscenza delle difficoltà che poteva incontrare subito dopo lo spoglio. Gli va reso atto di non aver mai fatto piccoli calcoli di bottega e di averci messo la faccia. In queste ore si starà chiedendo che cosa è andato storto a Milano, patria del berlusconismo, città dalla quale è partita la sua straordinaria avventura. Sarò chiaro: Letizia Moratti non era il candidato giusto. Un sindaco uscente se ha convinto i suoi concittadini non ha quasi bisogno di fare campagna elettorale. E invece qui è stato necessario l’impegno diretto del leader e non è bastato perché molti elettori leghisti hanno preferito stare alla larga da donna Letizia. Ovviamente il risultato non può essere ridotto a un problema di candidatura e basta. Anche Berlusconi deve fare le sue analisi e convincersi che la linea dello scontro all’arma bianca ha dei limiti, soprattutto quando il popolo ha in mente problemi come il traffico, la pulizia delle strade, la criminalità, i servizi di base, il lavoro, il costo della vita in una metropoli come Milano. Cose concretissime che poco hanno a che fare con la battaglia politica di Palazzo. Un ballottaggio tra Moratti e Pisapia non era un'ipotesi campata in aria, il problema è che il candidato della sinistra è in testa e quello del centrodestra segue a lunga distanza. Devo essere sincero: pensavo che vincere al primo turno fosse difficile ma non impossibile, ma non credevo che un esponente della sinistra radicale (e Pisapia lo è) potesse convincere i moderati di Milano a votarlo. È il segno più tangibile di qualcosa che è cambiato e con questo mutamento occorre fare i conti. Mi dispiace che dopo questo risultato alcuni parlamentari del Pdl abbiano ripreso con la litania dello spauracchio comunista, del Leoncavallo, dello spinello e così via. Il voto ha ampiamente dimostrato che alla gente non gliene importa un fico secco di questi temi. Serve altro. Occorre un confronto sui problemi reali, il resto viene percepito come propaganda. E in tempi di crisi e incertezza ha meno presa sull'elettore più scafato. Serve un cambio di passo. Per il centrodestra le elezioni sono state una delusione generale. Oggi ci presenteranno conti del tipo «abbiamo tot città e province...» e così via. Questa non è analisi politica, è tafazzismo. Milano era il simbolo di questa campagna elettorale, il Pdl e la Lega dovrebbero inventarsi qualcosa per conquistarla al secondo turno perché a questo punto c'è il rischio concretissimo di perderla. Le cose non sono andate meglio altrove. A Napoli Lettieri doveva vincere al primo turno, altro che storie. Aveva la strada spianata, una sinistra divisa e a pezzi, un'amministrazione comunale sommersa dalla «monnezza». Niente, va al secondo turno e con una prospettiva complicata. A Bologna c'era lo spazio per un ballottaggio che è sfumato, a Torino non c'è mai stata partita perché Piero Fassino e un signor candidato. Messa così sembra una cavalcata trionfale del centrosinistra. E invece no. Quel che è accaduto con questo voto è allarmante anche per il Partito democratico. Ho visto Bersani in tv esultare. Fa il suo mestiere, ma qui dobbiamo dire chiaramente che anche il Pd in realtà è in grave pericolo. Parlo del progetto originario, quello che doveva fondere la tradizione post-democristiana di sinistra con l'eredità del Partito comunista. Sogno andato in frantumi ieri. I candidati vincenti di Bersani sono tutti lontani dal Pd. Antagonisti.
    Pisapia ha vinto le primarie contro Stefano Boeri, il candidato ufficiale del partito, ed è chiaramente un politico lontano anni luce dalle posizioni bersaniane, piuttosto abbiamo di fronte un vendoliano con un passato ingombrante nell'estremismo. Ha vinto a dispetto del partito che oggi lo applaude. A Napoli il Pd è una rovina fumante. Il suo candidato, Mario Morcone, è finito terzo, stracciato dal De Magistris messo a correre da Tonino Di Pietro contro la volontà di Bersani e soci. Un alleato con il coltello in mano. Andrà lui al ballottaggio con Lettieri e tanti saluti all'esperienza dei democratici all'ombra del Maschio Angioino. A Cagliari un giovane signor nessuno, Massimo Zedda, ha prima fatto secco il candidato del Pd alle primarie, Antonello Cabras, e poi mandato il centrodestra in crisi costringendo il candidato Massimo Fantola ad andare a un secondo turno inaspettato e ora molto rischioso. Questo sarebbe il mirabile successo di Bersani? Se è così, buona fortuna. In realtà, cari lettori, siamo di fronte a un voto che ha connotati decisamente anti-sistema e rischia di travolgere quel poco che resta dei due principali partiti che in questi anni - con alti e bassi - hanno fatto da magnete per il nostro incerto bipolarismo: il Pdl e il Pd. Osservate con attenzione i dati che escono dalle urne. Lo scenario è quello di un voto di protesta (i Grillini a Bologna), un voto radicalizzato (De Magistris a Napoli, lo stesso Pisapia a Milano), un voto disperso (nella miriade di liste senza arte né parte), un voto non coalizzato (il fantasma del Terzo Polo), un voto in definitiva spesso inutile perché non dà stabilità al sistema politico, drena ancora voti ai principali partiti e mette in serio pericolo una delle poche conquiste di questi anni: il bipolarismo. Provate a immaginare un risultato simile sul piano del governo nazionale: non vincerebbe nessuno, avremmo un assetto istituzionale in cui l'ingovernabilità è certa e il futuro altamente incerto. Non è quello di cui l'Italia ha bisogno, ma il voto è questo, va accettato e compreso. Mi piacerebbe pensare che da oggi le cose cambiano, che si fa tesoro di questa lezione, invece vedo incombere l'errore e l'orrore. Se questo è il quadro politico che esce dalle urne, è chiaro che servono fantasia, coraggio e nuove strade da sperimentare per non portare la macchina della politica a scontrarsi sul muro di titanio del voto anti-tutto. Al posto di Berlusconi comincerei a rivedere la formula politica della maggioranza di governo. L'alleanza con la Lega è sacra, ma s'è dimostrata insufficiente per vincere perfino a Milano, figuriamoci nel resto del Paese quando ci sarà da votare nel Mezzogiorno, in Sardegna, in Sicilia. Occorre una visione e una prospettiva complementare e non è quella del Terzo Polo. Lo scrivo con grande rispetto per tutti gli attori di questa finora sgangherata avventura, ma così non vanno da nessuna parte. Rischiano di essere marginali e a loro volta di essere cannibalizzati dalle mille forze anti-sistema che proliferano sul territorio. Un centro che non si coalizza è semplicemente inutile. Il centrodestra deve trovare un partner affidabile, un alleato serio, nuovo, portatore di una cultura moderata per allargare la sua offerta politica. Fuori da questo schema, regna l'incertezza, o meglio, la certezza che in queste condizioni le elezioni sono una Caporetto per entrambi i poli. Non vince nessuno, perde il Paese.

    Mario Sechi

    17/05/2011

    Il Tempo - Politica - C'è poco da festeggiare

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'editoriale: C'è poco da festeggiare

    Troppi errori, poco contatto con i cittadini ed i loro problemi, politica estera ed immigrazione da catastrofe.
    Questo è quanto ha causato tale debacle...

  3. #3
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    comunque c'è un errore nel titolo, Bersani ha vnto eccome, il PD ha superato il PDL

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    Citazione Originariamente Scritto da gorvelli Visualizza Messaggio
    comunque c'è un errore nel titolo, Bersani ha vnto eccome, il PD ha superato il PDL
    a che città ti riferisci? :gratgrat:
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    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    a che città ti riferisci? :gratgrat:

  6. #6
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    Predefinito Rif: L'editoriale: C'è poco da festeggiare

    Mah dove il PD tiene ha sempre i piddini. Dove avanza ha gli antagonisti, ma non sempre. A Trieste il candidato del centrosinistra è segretario del PD.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    a che città ti riferisci? :gratgrat:
    Ronchi, sede del principale aeroporto del Fvg.

    PD 40,5%
    Lista civica pro PD 11%
    PDL 8,8%
    Lista civica indipendente 8,4%
    LN 7,9%
    Sel 7,3%
    Idv 6,6%
    Terzo Polo 4,9%
    Rifondazione 4,6%

    Eh lo so può sembrare paradossale tutto questo consenso. Però è da quando hanno cacciato gli austriaci che siamo amministrati male.
    Il mio comune confina con Ronchi e ha vinto il centrodestra nel 2009 con voto "disgiunto" (stracciante vittoria del centrosinistra alle europee nel comune e contemporanea disfatta del PD locale).

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'editoriale: C'è poco da festeggiare

    In realtà, cari lettori, siamo di fronte a un voto che ha connotati decisamente anti-sistema e rischia di travolgere quel poco che resta dei due principali partiti che in questi anni - con alti e bassi - hanno fatto da magnete per il nostro incerto bipolarismo: il Pdl e il Pd.



    E questo per Mario Sechi sarebbe qualcosa di negativo? Se Sechi non l'ha capito, gli italiani ne hanno fin sopra i capelli di PdL (soprattutto) ma anche un po' del Pd; non ci voleva una gran scienza per prevedere questi risultati, bastava guardarsi attorno.
    Sempre più gente si sta radicalizzando, e si radicalizza non perchè diventa "grillina", ma perchè ha capito che abbiamo davanti problemi radicali che richiedono soluzioni radicali, non un vecchio di 75 anni che ripete tutto il giorno delle cappellate.

    Comunque sono felice che finalmente si sia ammesso anche a destra che della "riforma della giustizia" o della "separazione delle carriere" non frega una cippa a nessuno
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    Citazione Originariamente Scritto da vota dc Visualizza Messaggio
    Ronchi, sede del principale aeroporto del Fvg.

    PD 40,5%
    Lista civica pro PD 11%
    PDL 8,8%
    Lista civica indipendente 8,4%
    LN 7,9%
    Sel 7,3%
    Idv 6,6%
    Terzo Polo 4,9%
    Rifondazione 4,6%

    Eh lo so può sembrare paradossale tutto questo consenso. Però è da quando hanno cacciato gli austriaci che siamo amministrati male.
    Il mio comune confina con Ronchi e ha vinto il centrodestra nel 2009 con voto "disgiunto" (stracciante vittoria del centrosinistra alle europee nel comune e contemporanea disfatta del PD locale).
    è normale che ci siano piccoli comuni nei quali una delle due parti stra-vince. in certi comuni della mia regione (rossa) per esempio rifondazione è arrivata a prendere il 20%. in altri piccoli comuni di regioni "nere" tipo il veneto, la lega da sola piglia il 60%. non si può fare una analisi seria andando a prendere quello che succede in queste micro-realtà.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 17-05-11 alle 13:23
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  10. #10
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    Predefinito Rif: L'editoriale: C'è poco da festeggiare

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    In realtà, cari lettori, siamo di fronte a un voto che ha connotati decisamente anti-sistema e rischia di travolgere quel poco che resta dei due principali partiti che in questi anni - con alti e bassi - hanno fatto da magnete per il nostro incerto bipolarismo: il Pdl e il Pd.



    E questo per Mario Sechi sarebbe qualcosa di negativo? Se Sechi non l'ha capito, gli italiani ne hanno fin sopra i capelli di PdL (soprattutto) ma anche un po' del Pd; non ci voleva una gran scienza per prevedere questi risultati, bastava guardarsi attorno.
    Sempre più gente si sta radicalizzando, e si radicalizza non perchè diventa "grillina", ma perchè ha capito che abbiamo davanti problemi radicali che richiedono soluzioni radicali, non un vecchio di 75 anni che ripete tutto il giorno delle cappellate.

    Comunque sono felice che finalmente si sia ammesso anche a destra che della "riforma della giustizia" o della "separazione delle carriere" non frega una cippa a nessuno
    senti le chiacchiere stanno a zero: i partiti del M5S e di SEL hanno riscosso percentuali misere dappertutto, sotto il 10%.
    quindi voi avete meno della metà dei voti del PDL e del PD, non rappresentate affatto il popolo. Anche se il PDL arranca voi di certo non avete vinto. :giagia:
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