Rotolando verso Nord

SEL ha intrapreso con il congresso della fine dell’anno scorso un viaggio, che ha come obiettivo la costruzione di un’alternativa a sinistra, pronta alle scomposizioni e ricomposizioni. In quest’ottica, abbiamo continuato a vedere positivamente, senza però considerarla la nostra ragione sociale, la crescita percentuale nei sondaggi, legata soprattutto all’elevato livello di gradimento e popolarità di Nichi.

E non mancavano i timori che, non potendoci confrontare nelle elezioni politiche, il passaggio alle amministrative potesse portare un forte ridimensionamento alla nostra progettualità.

Oggi possiamo invece affermare che siamo praticamente vincenti su quasi tutta la nostra linea.

A partire dalle primarie, che si sono ormai universalmente accreditate nel centrosinistra come lo strumento da praticare per arrivare alla vittoria elettorale. Tutti abbiamo presente lo splendido risultato di Milano, ma anche Torino e Novara fanno la loro parte, e ci offrono un ulteriore rafforzamento in questa direzione.

SEL ha iniziato a divenire una realtà anche nel nord, visto fino ad oggi come poco ricettivo alle istanze della sinistra. Finora abbiamo considerato la nostra formazione politica come molto sbilanciata a vantaggio del radicamento meridionale.

E’ passato poco più di anno dalle elezioni regionali: in Piemonte avevamo registrato con il trionfo leghista un risultato molto contenuto, che aveva permesso l’elezione di un consigliere per il cosiddetto rotto della cuffia.

Ora, a Torino, abbiamo semplicemente più che triplicato i voti: da 7300 del 2010 a 22647 del 2011, che corrispondono al 5.66% e ci rendono in pratica il secondo partito della coalizione, essendo i Moderati – artefici di un risultato più che lusinghiero – una formazione strettamente collegata al Partito Democratico, a partire dagli stessi candidati.

Questi voti evidenziano anche il pericolo che non abbiamo sottovalutato, cioè l’essere schiacciati tra il consenso al partito del candidato a sindaco, Piero Fassino, e la protesta, catalizzata dai grillini, più che dal candidato alternativo della Federazione della Sinistra.

E un piccolo moto d’orgoglio: a Torino abbiamo superato, seppur per poco più di 1500 voti, proprio il Movimento Cinque Stelle, che ha conseguito performance più positive in altri Comuni, piemontesi e non, ma fondamentalmente solo al nord.

Per esempio, a Novara, il loro candidato a sindaco ha ottenuto il 7.4%. Ma proprio in quella città il candidato del centrosinistra, che abbiamo sostenuto, va al ballottaggio, in modo del tutto inaspettato, trovandosi nel feudo della Lega e in particolare del presidente della Regione, Roberto Cota.

A Novara, otteniamo una buona percentuale, il 4.5%: questo dato, insieme a quello di altri Comuni , sparsi nella regione, ci fa proprio dire che il vento in Piemonte è cambiato. Domodossola, altro feudo della destra, va al ballottaggio, e si assiste, lì come nelle altre realtà, a un forte arretramento della Lega a vantaggio del PdL.

Anche il cosiddetto Terzo Polo ha ottenuto risultati molto deludenti, che almeno in Piemonte non gli permettono di fare l’ago della bilancia. Questo è un ulteriore elemento che rafforza la nostra linea progettuale. La rincorsa del centro in virtù di alchimie costruite in modo asettico non funziona.

Ci vuole un’idea di società per il Paese. Anche il nord ha risposto all’appello. Forse possiamo finalmente superare la contrapposizione della questione settentrionale a quella meridionale.

Abbiamo bisogno di un progetto alternativo per tutta l’Italia, a partire dall’affrontare seriamente la precarietà che riguarda il nord come il sud, centro compreso.

Monica Cerutti

Rotolando verso Nord