
Originariamente Scritto da
Giò91
Le elezioni sono andate male per svariati motivi.
In primo luogo, c'è la crisi del centrodestra a livello nazionale: il governo, non essendo in grado di gestire la crisi libica, automaticamente s'è trovato in difficoltà di fronte al problema dell'immigrazione clandestina. Anziché attuare il blocco navale, l'Italia ha accolto chiunque e ha gestito in maniera sconsiderata i flussi irregolari.
I trattati bilaterali coi paesi da cui provengono i flussi migratori irregolari sono diventati carta straccia. L'atteggiamento di Francia e Gran Bretagna non ha aiutato, ma le responsabilità del governo sono evidenti.
Questo ha fatto venir meno la credibilità di Berlusconi e di tutto il governo su questioni come l'immigrazione e la sicurezza, su cui il centrodestra ha sempre puntato molto.
A ciò si aggiungono il "logoramento" dovuto all'annosa battaglia contro i finiani (vinta, ma purtroppo con la conseguenza di un governo spesso in bilico in parlamento), il rallentamento dei lavori parlamentari che riguardano l'attuazione del federalismo fiscale (su cui vi sono pareri disparati, da una parte e dall'altra, sui vantaggi o sugli svantaggi che eventualmente comporterà) e il problema di tasse che non si alzano particolarmente, ma che al tempo stesso non diminuiscono come promesso più volte, complice anche una situazione economica mondiale tutt'altro che rosea.
E' chiaro che la gente, anche la più stupida o la più imbonita, due domande (e soprattutto due conti in tasca) se le fa.
A ciò si aggiungono dei fattori locali: la giunta Moratti, pur avendo realizzato anche cose positive, non è stata certamente rose e fiori. La Moratti all'epoca fu eletta poco dopo la vittoria "risicata" di Romano Prodi alle elezioni del 2006, con l'asse Piemonte-Lombardia-Veneto che aveva ridato plebiscitariamente la propria fiducia a Silvio Berlusconi, in controtendenza rispetto al risultato nazionale (che a dire il vero premiava di pochissimo il centrosinistra e per di più solo ed esclusivamente alla Camera e non al Senato). In sostanza, aveva il "vento in poppa" e viveva di "luce riflessa" (quella di Berlusconi).
Oggi la situazione è completamente diversa: una giunta non ottimale e la crisi del centrodestra nazionale sono stati un mix esplosivo che ha fatto emergere un malcontento che ha portato non pochi elettori a non andare a votare. A ciò s'è unita la mobilitazione totale degli elettori del centrosinistra milanese, molto più motivati degli elettori di centrodestra a recarsi alle urne.
La sparata della Moratti sulla macchina di Pisapia e le urla di Berlusconi sulle "toghe rosse" hanno fatto il resto.
Ma l'approccio che ha avuto Salvini - rispetto a ciò - è diverso.
E' diverso perché Salvini ha inchiodato - metaforicamente, s'intende - i supporter di Pisapia ai problemi posti dal proprio programma.
Qual è stata la risposta della sinistra milanese a questo? La risposta non c'è stata. E' in evidente difficoltà e lo dimostra il nervosismo diffuso in mezzo ai suoi militanti ed esponenti. Non che il centrodestra non abbia difficoltà, sia chiaro. Però lo schieramento che sostiene la Moratti ora non ha più nulla da perdere, mentre invece quello che ha tutto da perdere è Pisapia. E' un dato di fatto.
Io non so chi vincerà, alla fine. Ritengo più probabile la vittoria di Pisapia perché il distacco è troppo grande per essere colmato, ma mai dire mai.