Ammazza che cinquina :gluglu:


Ammazza che cinquina :gluglu:
"Non ho dubbi che anche questo forum sia pieno di poliziotti infiltrati costretti da qualche magistrato comunista a prendere nota di tutti quelli che parlano bene di Silvio." by noto forumista 100% certificato :sofico:




Sì, ma non è questo il punto. Ieri il Presidente del Consiglio ha violato consapevolmente e volontariamente una norma che tutti gli altri sono tenuti a rispettare. Al solito, lui può fare quello che vuole, cambiare le regole a partita in corso, ecc. ecc.
Abbiamo assistito all'ennesimo sopruso di quest'uomo e ci sono persone (vedi Amalie, ad esempio) che non solo non ci vedono nulla di male, ma ci ridono pure sopra. Contenti loro...
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Telecomizi di un leader stanco
MICHELE BRAMBILLA
Il Silvio Berlusconi che ieri è riapparso sulla scena dopo quattro giorni di silenzio è sembrato al tempo stesso un uomo potente e un uomo stanco. Potente perché ha dimostrato quasi ostentato - di disporre come nessun altro del principale mezzo di persuasione di massa: la televisione. E stanco perché stanca era la sua faccia, stanchi i suoi occhi cerchiati, stanche e vecchie soprattutto le sue parole, con quella ripetizione ossessiva del pericolo comunista.
Bersani ha annunciato che protesterà contro l'autorità che controlla le comunicazioni, e c'è da capirlo. Il presidente del Consiglio ha parlato a reti praticamente unificate, diffondendo i suoi monologhi (faceva tenerezza sentire i conduttori dei tg che li chiamavano «interviste») senza alcun contraddittorio. Bersani ha parlato di Bielorussia ed è certamente un'esagerazione perché non siamo in Bielorussia e oggi ci saranno altri media a dare spazio a opinioni diverse da quelle del premier; però è un fatto che quella di ieri sera è parsa una prova di forza che assomiglia molto a una prova di prepotenza.
Ma proprio per questo non sappiamo quanto Bersani - e con lui Pisapia, De Magistris e tutto il centrosinistra - debbano dolersi della raffica di telecomizi. Il modo con cui Berlusconi ha deciso di irrompere nella campagna per i ballottaggi finirà inevitabilmente con il dare fiato a chi sostiene, da sempre, che le elezioni in Italia non si giocano ad armi pari. Come replicare a chi dirà, oggi, che c'è un gigantesco conflitto di interessi, con il presidente del Consiglio che in campagna elettorale usa le sue tre televisioni - e due canali di Stato su tre - per chiedere il voto agli elettori? Ci sbaglieremo, ma ci pare che mai come ieri sera Berlusconi abbia usato in modo così plateale il suo potere televisivo.
E forse questa scelta di non «contenersi», questa decisione di non rispettare neppure alcuna forma o etichetta, è il segnale di una debolezza. Può darsi benissimo che il centrodestra vinca i ballottaggi (le due partite di Milano e Napoli sono ancora aperte) ma l'impressione che Berlusconi ha dato ieri è quella di un leader che si sente minacciato come non mai, e che per questo spara contemporaneamente tutte le munizioni rimaste.
È un'impressione confermata anche dalle argomentazioni usate. Dicevamo dello spauracchio del comunismo. Berlusconi ha parlato di una Milano invasa dalle bandiere rosse e del progetto di Pisapia di fare del capoluogo lombardo «una Stalingrado d'Italia». Ma chi vive a Milano ha la stessa impressione? Ce l'hanno i cittadini che vedono, semmai, le strade invase dai manifesti del Pdl che hanno coperto quasi ovunque quelli di Pisapia? Ce l'ha la grande borghesia - quella, ad esempio, di un Piero Bassetti, primo presidente della Regione e democristiano che da tempo ha deciso di appoggiare il centrosinistra? Si può ancora far credere che qualcuno (addirittura un qualcuno che disporrà dei soli poteri di un sindaco) possa resuscitare il comunismo? A chi contestava a Montanelli, negli ultimi anni della sua vita, di non far più battaglie contro i comunisti, Indro rispondeva: «Io sono ancora anticomunista. Ma le battaglie le faccio contro i vivi, non contro i morti».
E ancora: i cattolici milanesi davvero penseranno che Pisapia farà della città «una zingaropoli islamica»? Non pare affatto che il cardinal Tettamanzi, e i parroci con lui, abbiano simili paure. E di nuovo: il premier ha promesso «meno tasse per tutti». Era il suo slogan tanti anni fa, quando la sua avventura politica era agli inizi. A Milano e Napoli crederanno davvero che Berlusconi possa cominciare adesso a fare ciò che non ha fatto finora?
Il Silvio Berlusconi di ieri sera è parso un leader logorato da tante battaglie. Un leader che si è sforzato di mostrare il sorriso vincente d'antan prima di passare a leggere il «gobbo» di fronte a lui. Può darsi benissimo che vincerà anche questa partita. Ma ieri non ha dato l'impressione di credere alla vittoria.
Telecomizi di un leader stanco - LASTAMPA.it
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Non ci capiamo: non sto parlando dell'effetto positivo/negativo che avrà sul ballottaggio.
Mi urta che colui che dovrebbe in primis rispettare le regole, sia invece il primo a violarle nell'indifferenza della maggior parte delle persone.
È questa assuefazione che mi preoccupa, non l'esito a Milano.
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Silvio è circondato da un branco di incapaci... dai suoi collaboratori appassionati (vedi la santanchéostridicolo:
ostridicolo:
ostridicolo
alle varie banane-chic che urlano miseria terrore e morte...
Poi pur di salvare capra e cavoli è costretto a umiliarsi su tutte le televisioni italiane, anche le più imbarazzanti, piangendo e pregando gli italiani di ravvedersi...
Un grand'uomo ridotto così... vergognatevi :gluglu:
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Dieci ipotesi su cosa farà, dirà, prometterà
Berlusconi ai milanesi per ribaltare il risultato elettorale
1) Pisapia è il nipotino di Bin Laden
2) Strauss-Kahn è innocente.
E' stato Pisapia a stuprare la cameriera.
3) Sostituirò la Moratti con Lars von Trier
4) Trasferirò Roma a Milano
5) Trasferirò la nebbia a Roma
6) In caso di sconfitta anche al secondo turno trasferirò a Milano la spazzatura di Napoli
7) Abolirò il voto di ballottaggio. Basta il giuramento sulla testa dei miei figli che ho vinto io
8) Tutti gli elettori di Milano avranno un posto da sottosegretario
9) Le tasse dei milanesi verranno pagate dai romani
10) Se vinco mi dimetto
"Trasferisco Roma a Milano" - Repubblica.it
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