aggiustamento come quello del 1992 o 1996? Ma neanche per idea, quelle manovre furono una tantum, questa sarebbe da 46 miliardi di euro ogni anno.
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Per rispettare la nuova regola europea per i Paesi con un rapporto debito/Pil oltre il 60%, l'Italia dovrà ridurre il debito del 3% l'anno. Vale a dire di circa 46 miliardi. Lo afferma la Corte dei Conti che a palazzo Madama ha presentato l'annuale rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, assieme al presidente del Senato, Renato Schifani ...
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Si tratta, ha spiegato la Corte, di «un aggiustamento di dimensioni paragonabili a quello realizzato nella prima parte degli anni Novanta per l'ingresso nella moneta unica». Sul versante dei conti pubblici dunque, l'Italia dovrà fare «sforzi anche maggiori di quelli accettati». Come mai? Perchè «la fine della recessione economica» non può comportare «il ritorno a una gestione ordinaria del bilancio pubblico». E in più: in questo quadro «é impraticabile qualsiasi riduzione della pressione fiscale, con la conseguente obbligata rinuncia a esercitare per questa via un'azione di stimolo sull'economia».
Corte dei conti: per rispettare i vincoli Ue occorre un intervento da 46 miliardi l'anno - Il Sole 24 ORE




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