[edit della moderazione] post spostati da un'altra discussione.
_____________________________
Il celibato ecclesiastico non si discute. Punto e basta.
Quei teologi possono andare..........![]()


[edit della moderazione] post spostati da un'altra discussione.
_____________________________
Il celibato ecclesiastico non si discute. Punto e basta.
Quei teologi possono andare..........![]()
Ultima modifica di :Esther:; 20-05-11 alle 17:22


Il celibato non è in discussione.
Ci sono più violenze sui bambini fatte in famiglia da parte dei padri,
e non mi pare che questi ultimi siano sottoposti alla promessa di celibato.
--
“Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco


Il celibato come obbligo assoluto è una "norma tecnica" datata circa verso il 1000 e ribadita a Trento, che ha motivazioni saldamente "mondane" e, successivamente, orde di "giustificazioni teologiche".
Venute meno le reali motivazioni sociali, visto che la società è cambiata parecchio nell'ultimo millennio, si può pensare di abolirlo.
Lo rispetto come scelta in tutta la sua forza ma non deve essere un obbligo vincolante; son più per la linea ortodossa.
Il mio blog: l'anarchia del gatto e dei gemelli!


In alcune dichiarazioni all'agenzia portoghese Ecclesia, il Cardinale Kasper, firmatario con Ratzinger della lettera del 1970, ha chiarito che l'intenzione era quella di “discutere” la questione, ma senza alcuna proposta di “abolire” questa disciplina ecclesiale.
“Nel frattempo si è discusso molto, ci sono stati tre Sinodi mondiali che hanno parlato del celibato e si è deciso di mantenere questa disciplina, e io stesso credo che il celibato sia un bene per la Chiesa”.
ZENIT - Il Card. Kasper non ha mai voluto abolire il celibato sacerdotale
Se ti interessa l'argomento teologico perchè posti l'articolo del Tablet che parla di tutto fuorchè di teologia?
Leggere che la Chiesa sarebbe contro il matrimonio dei preti per questioni economiche sì che è un argomento!
In ogni caso The Tablet è un giornale orientato in senso progressista; un suo articolo ha lo stesso valore di tante altre riviste orientate in senso opposto..
Ed anche questo è ulteriore prova che il dibattito c'è stato e c'è..




La motivazione era il pericolo che un figlio legittimo ,all interno del matrimonio , potesse ereditare ed erodere i beni della chiesa...........cosa condivisibile.
Sul piano teologico nulla osterebbe al matrimonio , ma mi rimetto al volere pontificio lo status quo mi sta bene.


Non ho il tempo per recuperare i testi di storia medievale, quindi dovrò accontentarmi di Wikipedia che, almeno in questo caso, è abbastanza esatta, pur se sintetica sulla questione.
Le prime notizie risalgono all'incirca al IV° secolo ma l'affermazione definitiva dell'obbligo è stata emanata proprio a Trento. In precedenza si trattava di un "obbligo" quantomeno disatteso - numerosi alti prelati avevano moglie e figli - e di non sicura attuazione.
In quanto a "cavolate", lo è molto di più sostenere che sia un vincolo ineliminabile, visto che non sono pochi i preti cattolici a essere regolarmente uniti in matrimonio: un esempio, senza andare a cercare i sacerdoti anglicani od ortodossi già maritati e poi convertiti, sono i sacerdoti cattolici di rito orientale: a loro il matrimonio è permesso con norme analoghe a quello dei cristiani ortodossi.
Ora, se fosse un vincolo così teologicamente chiaro, ineccepibile e inevitabile, come potrebbero essere costoro in Piena Comunione con Roma? Eppure l'Orientalium Ecclesiarum parla chiaro!
Ultima modifica di Feyerabend; 19-05-11 alle 13:25
Il mio blog: l'anarchia del gatto e dei gemelli!




1) L'obbligo del celibato ecclesiastico ha fondamento nelle stesse Sacre Scritture. Non a caso il discepolo prediletto di Gesù Cristo era San Giovanni che era vergine e non sposato e San Paolo parla chiaramente di quanto sia migliore la castità per chi decide di occuarsi totalmente delle cose che non sono di questo mondo. Nostro Signore stesso disse che c'è chi si fa eunuco per il regno dei cieli! La riforma gregoriana prima e il Concilio di Trento poi hanno solamente sancito una consuetudine plurisecolare presente in Occidente, che trovava e trova fondamento nei passi delle Sacre Scritture e negli scritti dai Santi Padri e Dottori della Chiesa.
2) Non ho detto che la situazione dei paesi di rito latino sia la medesima dei paesi di rito orientale (cattolico, ovviamente). Infatti, il dibattito si pone solo da noi e non in oriente, dove si è affermata una prassi ed una tradizione diversa, ma che comunque pone dei forti limiti (i vescovi non possono sposarsi, ad esempio). Da noi si tratta di una consuetudine e di una prassi costante che non ha ragione di essere né eliminata né modificata. Le eccezioni che citi - quella dei convertiti cattolici che provengono dalle chiese scismatiche ortodosse o dalla comunione [scismatica ed eretica] anglicana - non sono la regola, che è un'altra.


Sull'ordinazione episcopale ai soli celibi sono perfettamente d'accordo; in questo sono fondamentalmente ortodosso.
Sulle citazioni dalle Scritture, esse vanno interpretate: prese alla lettera, tanto per dirne una, dovremmo essere tutti poveri in canna. La Scrittura parla nella storia e in essa deve essere calata: quel che conta è il valore trasmesso dalla Scrittura, non la sua interpretazione strettamente materiale e contestuale dell'epoca.
Il mio blog: l'anarchia del gatto e dei gemelli!