Potrebbe anche starci: il punto è che le varie conferenze nazionali, qualla itagliana compresa, sono solo delle strutture burocratico-amministrative, che non vincolano i fedeli né dal punto di vista dogmatico, né dal punto di vista dottrinale, né dal punto di vista morale…
Nazionalista polacco si, comunista proprio no. Giovanni Paolo II ha dato un contributo decisivo, insieme a Reagan, nello stroncare definitivamente il comunismo
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e pure la sciagurata “teologia della liberazione”, che cercava di mescolare demenzialmente cristianesimo e comunismo.
Giovanni Paolo II ha dato uno splendido esempio di santa ira, aggredendo pubblicamente Ernesto Cardenal, lo sciagurato prete-poeta, poi giustamente sospeso a divinis, che aveva demenzialmente scelto di diventare ministro nel governo marxista e sandinista del Nicaragua.
Il sacerdote indegno, in occasione della visita del papa in Nicaragua, decise di recarsi all'aeroporto per incontrarlo, e, furbescamente, credette di potere allisciare il Vicario di Cristo, inginocchiandosi esibizionisticamente di fronte a lui, e tentando di baciargli l'anello.
Il Papa non si fece né abbindolare, né impietosire, e non solo rifiutò il falso e insincero omaggio, sottraendo l'anello al bacio del Giuda marxista, ma, puntato l'indice ammonitore sopra la vituperevole canizie del prete infedele, gli intimò, gridando, di regolarizzare la sua posizione, come documenta questo filmato.
Il filmato serva di lezione e di esempio ai tanti vescovi, preti, semplici fedeli, che cianciano continuamente e vigliaccamente di "medicina della misericordia" dimenticando che la Verità, (e la sua relativa difesa) viene prima della Carità, e che Cristo va imitato non solo nella sua dolcezza, ma anche, quando è il caso, nella sua furente ira,
con la quale si scagliava, verbalmente o fisicamente, contro i farisei o contro i mercanti nel tempio, scacciati violentemente a scudisciate.
Papa Giovanni Paolo II, in una omelia diretta agli universitari romani, affermava chiaramente: "Di pari passo vadano il coraggio e la fortezza di coloro che si impadroniscono del regno di Dio: dei santi violenti."
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Non deve stupire il fatto che talvolta non solo dei sacerdoti, ma pure dei vescovi, siano protagonisti di episodi di santa violenza.
Si possono ricordare, ad esempio, i vescovi padani Guglielmo Massaia e Luigi Lambruschini.
Il primo, cappuccino, fu un grande apostolo dell'Africa, e in particolare dell'Etiopia.
Trovandosi nella regione del Kuttai, egli ebbe a che fare con lo stregone Handùma Dendàu, detto "l'onnipotente".
Mentre il vescovo Massaia stava recitando il breviario sulla porta di una capanna, e il suo collaboratore abba Joannes insegnava il catechismo ai pochi fedeli locali, lo stregone si mise a strepitare pazzamente, insieme ad alcuni suoi accoliti.
Joannes si avvicinò allo stregone pregandolo di smetterla, e di lasciarli in pace. Hunduma, senza rispondere, si avvicinò ancora di più, e riprese la sua scenata.
Joannes, alzando la voce, gli intimò di andarsene.
Lo stregone non si curò di lui, anzi, si mise proprio di fronte al Massaia.
Il vescovo, senza alzare gli occhi dal breviario, si alzò, e si ritirò nella capanna.
Ma Hunduma lo seguì all'interno.
Joannes, deciso a difendere il suo vescovo, entrò a sua volta nella capanna.
A questo punto il Massaia, posato flemmaticamente il breviario, e spinto gentilmente da parte Joannes, assestò all'"onnipotente" un ceffone tremendo e sonorissimo, che fu udito da tutta la folla che si era radunata intorno alla capanna.
Lo stregone se la diede a gambe, e non si fece mai più vedere, mentre i membri del villaggio si convertirono in massa, istantaneamente, al cattolicesimo, confermando la parola del Divin Maestro (Mt 11,12)...
Il cardinale Lambruschini fu vescovo di Genova dal 1819 al 1830.

Nel 1821, in seguito alle vicende della concessione e poi della revoca della costituzione nel regno sabaudo, scoppia una rivolta, sobillata da massoni e carbonari. Il governatore De Geneys viene aggredito e imprigionato in una casa privata dai facinorosi.
L'arcivescovo Lambruschini, poco più che quarantenne, e dotato di un forte carattere, decide di andare subito a liberarlo, prima che possano fargli del male.
Appena uscito dall'episcopio incontra un certo Avanzino, massone, che gli intima di tornare indietro, e di pregare il suo Dio, affinchè gli salvi la vita. Il vescovo alterca brevemente con lui, poi lo spintona da parte, e tira diritto.
La casa nella quale è detenuto il De Geneys è circondata da una folla di rivoltosi. Il Lambruschini procede e la massa si apre come le acque del mar Rosso di fronte a Mosè.
L'arcivescovo si rende conto che non sarà però così facile andarsene portando con sè il prigioniero. Spalanca allora una finestra e si rivolge alla folla sottostante: invita alla pace, alla concordia e alla giustizia, e spiega che è opportuno trasferire il governatore in un luogo più sicuro, il palazzo Ducale, per sottrarlo alle violenze inconsulte e settarie. Quando l'arcivescovo e il governatore escono dall'edificio, la folla si apre, e poi li segue in massa, quasi come fosse alla processione del Corpus Domini.
I massoni hanno però deciso di uccidere a ogni costo il De Geneys, e inviano quindi un sicario all'entrata del palazzo Ducale. Ma quando questi, all'improvviso, sguaina il suo pugnale, il Lambruschini si frappone tra lui e il governatore, ingaggia una dura lotta con il delinquente, e lo disarma.
Il giorno dopo l'arcivescovo, in una lettera pastorale, ricorderà ai fedeli che egli, in quanto pastore, è custode e difensore pure della vita delle sue pecorelle.
Avessimo anche noi, oggi, dei pastori di questa tempra!
E invece....
Il Papa padano san Pio X, con riferimento agli eretici modernisti, diceva:
"Quelli vogliono che li si tratti con olio, sapone e carezze. Bisogna invece battersi a pugni.
In un duello non si contano, non si misurano i colpi: si colpisce come si può!
La guerra non si fa con la carità: è una lotta, un duello.
Come se Nostro Signore non fosse stato terribile, non avesse dato l'esempio anche in questo. Come li ha trattati, i filistei, i seminatori di errore, i lupi vestiti da agnello, i mercanti: li ha cacciati a colpi di staffile!"
Per quanto riguarda invece il tema dell’immigrazione, il Catechismo Universale della Chiesa Cattolica, afferma che le regioni più ricche sono tenute ad accogliere gli immigrati solo "nella misura del possibile", e che "le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l'esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche".
Quando monsignor Marchetto ha criticato la normativa sulla sicurezza del governo, che prevedeva anche l’introduzione del reato di clandestinità, il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi, ha provveduto a manganellarlo doverosamente, chiarendo che l'opinione di Marchetto non è quella della Chiesa, e aggiungendo significativamente che, con l'applicazione delle nuove norme, "sarà più facile garantire quella sicurezza che i cittadini auspicano".
"Ci sono interessi islamici dietro la pressione migratoria.
L'Occidente cristiano ha già imbracciato le armi perché la schiavitù si riducesse quasi a zero.
Così, alla fine delle Crociate, la schiavitù scomparve dall'Europa e rimase un fatto solo islamico.
Anche oggi, dietro questi traffici ci sono intereressi islamici, che bisogna avere il coraggio di affrontare".
Luigi Negri, vescovo di san Marino e Montefeltro
Il Cardinale Joseph Ratzinger così si era espresso riguardo al problema dell’immigrazione di massa:
"Il nostro dovere è aiutare questa gente a tornare in patria
e a costruire lì una vita degna. Questa dev'essere la prospettiva."
Pio XII, Enciclica "Summi Pontificatus":
"Né è da temere che la coscienza della fratellanza universale, fomentata dalla dottrina cristiana, e il sentimento che essa ispira, siano in contrasto con l'amore alle tradizioni e alle glorie della propria patria, o impediscano di promuoverne la prosperità e gli interessi legittimi, poiché la medesima dottrina insegna che nell'esercizio della carità esiste un ordine stabilito da Dio, secondo il quale bisogna amare più intensamente e beneficare di preferenza coloro che sono a noi uniti con vincoli speciali.
Anche il divino Maestro diede esempio di questa preferenza verso la sua terra e la sua patria, piangendo sulle incombenti rovine della città santa."
