Salvo qualche colpo di spugna dittatoriale, tipico della migliore democrazia occidentale, il 12 e 13 giugno saremo chiamati a espirmerci su quattro quesiti referendari.

Scavalco il quarto - quello sul legittimo impedimento - che per quanto importante riguarda quisquilie interne a un sistema politico che deve essere terminato nel suo complesso.

I primi tre riguardano invece privatizzazione delle acque, possibilità di ricavare profitti privati dall'acqua e produzione dell'energia nucleare.

Generalmente non partecipo al voto rappresentativo ma in questo caso, in cui da un lato si salvaguarda la legittimità "democratica" rispettando le formalità e dall'altro si fa di tutto per oscurare i referendum, andrò con convinzione per esprimere il mio dissenso a due progetti odiosi.

Non posso che invitare tutti voi votare SI' ad ogni singolo quesito.



SI' per impedire che l'acqua, un bene collettivo che con semplici spese comuni di manutenzione degli impianti può essere distribuito a tutti a costi minimi, venga trasformato in merce permettendo ai pochi di ricavarne profitti privati a scapito dei molti che dovranno pagare ciò che prima era loro per natura.

SI' per impedire che questo governo, che un qualunque governo possa procedere sulla strada del nucleare. Senza scomodare le consuete argomentazioni pro e contro, mi limito a ricordare che la necessità di nuova energia elettrica da qualunque fonte provenga è sintomo di una politica di sviluppo economico ed è proprio questo modello di sviluppo occidentale che dobbiamo rifiutare perché è quello che ci sta facendo precipitare nel nulla materiale e spirituale.

I referendum hanno un denominatore comune. Entrambe le proposte, ripeto, odiose, nascono dalla volontà di far scadere una volta di più verso il nichilismo e il dominio del capitale la nostra terra.

Occorre opporsi a entrambi con due SI' per un unico, forte NO!


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