
Originariamente Scritto da
Manfr
E io sarò chiarissimo
Il grande passato di LR c'è stato in due occasioni. La prima fu dopo il crollo della NFD e il forfait del centrosinistra, in cui LR ereditò il bacino di voti liberalprogressista saldandolo a quello repubblicano (ma causando la perdita di quello federalista). La seconda fu immediatamente successiva, e furono le elezioni di Venom.
In entrambi i casi, LR contò e fu forte schierandosi a sinistra e intercettando il bacino liberalprogressista, che qui su POL/PIR ha sempre avuto una consistenza molto maggiore rispetto a quello cristianoprogressista, uniformemente inesistente. Prima i repubblicani avevano avuto un ottimo successo alle prime elezioni, esprimendo il presidente, poi si erano quasi dimezzati, arrivando attorno all'8% alle seconde elezioni, poi da lì in poi nemmeno si erano presentati. Quando Emoned li riesumò, vivacchiarono attorno al 4% in coalizione con un gruppetto democristiano guidato da Lepanto, dopo aver brevemente e fallimentarmente tentato una alleanza coi liberali di destra.
Alleata alla destra l'area repubblicana si è sempre ridotta ai minimi termini, perchè una parte consistente dei forumisti repubblicani simpatizzava per il MRE e l'Ulivo e non li votava, mentre i liberali progressisti si turavano il naso a sinistra e i liberali di destra votavano direttamente liberale. Considerato che la base repubblicana storica si è sempre trovata a diminuire numericamente, e che a destra c'è un partito liberale che presidia il bacino, LR non avrebbe futuro accanto a ApL.
Taccio dei suoi dirigenti, che per la gran parte hanno passato nel PDS più tempo di quello passato in LR originale. Ma a parte ubaldo voli e emoned, LR non ha preso praticamente altri voti di destra. Al massimo alcune preferenze di Olivo sarebbero potute andare a Duca. Ma di 30-40 voti, parliamo di 5-10.
E a me non interessa minimamente coinvolgere LR in un grande calderone. Io ho grande rispetto della Storia e della cultura politica Repubblicana, e chiedo una alleanza alla pari, rispettosa dei programmi e delle prospettive di ciascuno. Lo rende razionale non solo la nostra comune politica, ma anche la mera analisi politologica
