Si, è un casino come lo è quasi tutto, ma in questo caso diciamo che l'Italia è scusata. Sono proprio i limiti posti alla Costituzione ai referendum che li rendono un percorso a ostacoli sia per i sottoscrittori che per i votanti. Innanzitutto il fatto che siano solo abrogativi e non propositivi, per cui bisogna prendere leggi già fatte (in genere male) e smontarle pezzo per pezzo, articolo per articolo. Poi il quorum del 50% + 1, che se poteva avere un senso nel dopoguerra ora non lo ha più, tenendo presente i comportamenti elettorali medi odierni. Morale della favola: se si vuole introdurre un pò più di democrazia diretta nell'espressione geografica primo bisognerebbe andare a votare per non svuotarli di senso, secondo sarebbe opportuno mobilitarsi per cambiare la Costituzione in questi punti.
Venendo al merito dei referendum, anch’io penso di seguire l’indicazione del sindaco Renzi di Firenze, votando sì al primo e no al secondo dei referendum sull’acqua, perché trovo assurdo l' obbligo di cedere ai privati una quota minima obbligata delle azioni, (va valutato caso per caso sull'efficacia delle gestioni pubbliche o private) e sono convinto che impedire la realizzazione di un utile renda impossibile finanziare gli investimenti, anche qui che il gestore sia pubblico o privato non rileva. D’altra parte in Toscana, perlomeno nell’area fiorentina, quando il servizio era gestito interamente dal comune non era affatto male, con la privatizzazione parziale non si è avuto alcun miglioramento visibile e le bollette sono decisamente aumentate. Ma chi mi ha informato? La gestione di quel delicato meccanismo che è la democrazia diretta presuppone due requisiti: etica della responsabilità condivisa tra governanti e cittadini, informazione pluralistica, accurata e programmata per tempo, in particolare per le materie con aspetti tecnici ed economici, e, specie per quanto riguarda il servizio pubblico e per quanto possibile agli umani, l’imparzialità. Tutte cose che in Italia mancano drammaticamente, come si sa. Già sul nucleare è più facile, non mancano certo gli aspetti tecnici e problematici, anzi, però il Giappone ha dimostrato che non esiste il nucleare sicuro, l'Italia è un paese sismico, la medesima è un paese smandrappato e incapace di gestire organizzazioni complesse, inoltre il volgare cinismo e la superficialità con cui il governo ha trattato la cosa spinge a votare contro a prescindere. A ben guardare l’unico referendum immediatamente accessibile alla cittadinanza sarebbe quello sul legittimo impedimento, un pò come furono quelli sul divorzio e sull’aborto, ma è appunto quello che, per “costringere” la gente ad andare a votarlo, necessita assolutamente del traino degli altri due. E anche questo lo sappiamo tutti. I referendum per dare la spallata a Berlusconi? Questo è lo stato delle cose, questo è il paese, questo passa il convento.





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iango:
