In Europa l’EPR finlandese è stato approvato grazie a condizioni di finanziamento non di mercato, basti pensare che, caso unico, il consorzio costruttore franco-tedesco (Areva-Siemens) pur di ottenere il contratto ha offerto un prezzo fisso al di sotto del valore reale. Il finanziamento è stato reso possibile da un accordo che ha compensato gli azionisti garantendo loro la vendita dell’elettricità prodotta in futuro a prezzi fissi. Il finanziamento di 1,65 miliardi di euro è stato concesso dalla Bayerische Lanesbank di cui lo stato Bavarese possiede il 50% a un interesse molto basso (il tasso dichiarato è del 2,6%) mentre il governo francese ha sostenuto la ditta costruttrice AREVA con una garanzia al credito di 610 milioni di euro attraverso la sua agenzia di crediti all’esportazione Coface, (società che usualmente offre garanzie ad investimenti in paesi politicamente a rischio).
In altre parole senza il sostegno dei governi coinvolti nell’affare, il cantiere di Olkiluoto 3 non sarebbe stato avviato.
L’altro reattore gemello, in costruzione a Flamanville è stato giustificato dall’ex direttore di EDF Francois Roussely non per esigenze produttive quanto per la necessità di “preservare le conoscenze dell’industria europea nel settore” poiché l’industria francese non riceveva contratti in patria dal 1993. Come vendere all’estero senza avere prototipi da mostrare?
La tecnologia nucleare si trova dunque in una posizione paradossale. Mezzo secolo dopo il suo ingresso nei mercati commerciali, e nonostante sussidi di vari miliardi, per ogni nuovo progetto continua a richiedere ed ottenere il sostegno dello Stato, proprio come se stesse sollecitando aiuto per entrare sul mercato. Cosa sorprendente, questa straordinaria procedura viene sostenuta e sollecitata proprio da quei politici che in altre occasioni non cessano di chiedere rumorosamente “migliori condizioni di mercato” nel settore energetico e che, come nel caso italiano, si schierano contro gli incentivi al solare fotovoltaico e termodinamico. Con una differenza essenziale: il futuro dell’energia nucleare è incerto mentre quelle delle energie rinnovabili sta appena cominciando.