Una volta lo chiamavano "teatrino della politica" ora ci sguazzano bellamente e calcano quella scena con inarrivabile spregiudicatezza che nemmeno Amintore Fanfani o Ciriaco De Mita.
Ieri in quel di Arcore l'ennesimo faccia a faccia "risolutivo" tra il boss e il Bossi ha portato all'ennesima dichiarazione di intenti e al "cambio di passo" che sempre più fa assomigliare la villa di Arcore al Führerbunker di Berlino e il "cambio di passo" stesso all'arma segreta "fine di mondo".
Quell'arma segreta da spendere forse come ultima spiaggia sul pratone di Legnano fra qualche giorno per chetare i bollori dei "cornuti" non solo perché figuranti del popolo celtico.
Ma il teatrino a cui si espone la Lega è davvero tanto incredibile da rendere credibile, a questo punto, la veridicità di quelle accuse di una proprietà del movimento e del simbolo dell'eroe da Giussano da parte del boss.
Da giorni anche i grillini sembrano soffrire il "teatrino della politica"... movimento "paraleghista" per dirla con Stefaboy... e, in questo senso, i conti parrebbero tornare.
Come Radio Padania, il blog di Grillo è diventato un tazebao di insulti e osanna al leader, di denunce di censura e di vaffanculo ai denuncianti... qualunque sia l'argomento lanciato (più per giustificare il banner pubblicitario alla base, a questo punto, che per aprire una discussione di merito sull'argomento stesso).
Anche qui le domande sull'unico in Italia sul quale non si può scherzare e prendere per il culo, si intreccia sulla sua titolarità di simbolo e movimento e quanto questo possa coincidere con il concetto di libertà e partecipazione.
Le domande sui Padri si stanno intrecciando, di questi tempi, con quelle sui Padroni... troveranno mai risposta?




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