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Discussione: Stato e occupazione

  1. #1
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    Question Stato e occupazione

    In una economia mista il sistema produttivo è una realtà estremamente dinamica, si adegua continuamente a fenomeni sociali quali ad esempio lo sviluppo tecnologico, le variazioni nella domanda e nell'offerta di beni e servizi, la concorrenza tra le aziende. Il sistema produttivo richiede la presenza di un numero variabile di profili lavorativi: impiegati amministrativi, agenti di vendita, operai metalmeccanici, analisti finanziari, elettricisti, idraulici, cuochi, camerieri, eccetera. Se il sistema non avesse questa dinamicità allora non soddisferebbe più in modo adeguato i complessi e variabili bisogni sociali.
    Lo Stato ha il compito di affrontare il problema della disoccupazione ma sostanzialmente non possiede gli strumenti per risolvere tale problema. Il sistema produttivo raggiunge i suoi equilibri senza necessitare della piena occupazione e lo Stato non può obbligare le aziende ad assumere del personale non necessario all'azienda perché questo provocherebbe il fallimento dell'azienda. Lo Stato, per lo stesso principio, non può neanche fare in modo che alcuni profili lavorativi siano preferiti ad altri: ad esempio non può favorire l'occupazione di disoccupati laureati specializzati piuttosto che di disoccupati con bassa istruzione perché dipende sempre dalle richieste specifiche del sistema produttivo. Lo Stato può solo cercare di ridurre sensibilmente il problema della disoccupazione ad esempio con agevolazioni fiscali per promuovere le assunzioni dei giovani: in questo modo aiuta l'azienda a sopportare il costo di lavoratori inesperti non ancora in grado di apportare guadagni. Oltre a queste misure ovviamente lo Stato ha il dovere di sostenere fortemente i diritti dei lavoratori: rispetto di equi orari di lavoro, rispetto di equa retribuzione, sane condizioni di lavoro; ammortizzatori sociali (come per esempio le liste di mobilità, indennità di disoccupazione per alcuni mesi, cassa integrazione); creazione di agenzie che aiutano il collocamento lavorativo; promuovere la stabilità del posto di lavoro nei casi ove questo è possibile, ovvero evitare che si adottino contratti di lavoro con scadenza a pochi mesi dove invece il profilo lavorativo ha natura stabile e duratura.
    Se una azienda non ricava profitti è assolutamente assurdo richiedere ostinatamente che essa eviti i licenziamenti o la chiusura, con le proprie capacità oppure mediante sovvenzioni Statali, perché i soldi non crescono sugli alberi ne per l’azienda ne per lo Stato. Nel caso degli aiuti Statali sarebbero i cittadini che con le proprie tasse verrebbero a farsi carico di realtà produttive che non funzionano. Per i cittadini sarebbe un atto di pura beneficienza, un atto che impoverisce i cittadini e non è di nessuno aiuto a cambiare la realtà di una azienda che non funziona. Sarebbe un atto che poi dovrebbe essere esteso per coerenza a tutte le altre aziende che si trovano nella stessa situazione, per incapacità di organizzarsi e di competere oppure perché i propri prodotti e servizi non sono più richiesti; in questo modo si arriva al completo fallimento del bilancio pubblico Statale.
    La legge deve stabilire che il licenziamento avvenga sempre per giusta causa altrimenti il lavoratore ha diritto al reintegro nel posto di lavoro oppure ad un risarcimento economico. Alcuni esempi di giusta causa possono essere: l'incapacità del lavoratore a svolgere il lavoro; il mancato rispetto degli obblighi del proprio contratto di lavoro e della legge; la crisi economica aziendale; la soppressione del posto di lavoro in quanto non più necessario. Tutti i lavoratori vorrebbero la sicurezza di non essere mai licenziati ma questo è un desiderio irrealizzabile; sostenere questa possibilità non significa difendere i lavoratori ma piuttosto significa proporre una idea che fa fallire le aziende e dunque impoverisce l'intera collettività. In alcuni casi proporre questa idea di proibire la libertà di licenziare è una effimera tattica politica per ottenere il consenso. In alcuni Stati all'anno 2010 purtroppo questa elementari verità economiche non sono assodate.

    ---

    voi sostenitori del partito democratico siete d'accordo?
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    da simpatizzante, sì

  3. #3
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    da simpatizzante, sì
    gli altri non rispondono per silenzio-assenso oppure perché queste idee li ripugnano a tal punto che non vogliono manco metterci piede in questa discussione?
    Ultima modifica di TEBELARUS; 08-06-11 alle 16:23
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Impegnato su diversi fronti, ho letto forse troppo velocemente il tuo 3d.
    Sono abbastanza d'accordo con te ; la cosa che tralasci però non é di secondaria importanza.

    Lo stato non può intervenire all'infuori della UE che mette paletti e traccia un prdo obbligato.


    Vedrei il discorso sotto un profilo più ampio, ad esempio confronto con realtà di paesi quali cina ed india da cu i ci proviene quasi tutta la merce che comperiamo al mercato; un esempio? I pinoli schifosi cinesi ma a buon mercato e similmente i pomodori per fare la pizza; le calze, le scarpe di gomma, ciabatte, ombrelli. Tshort e tutto il resto del listino merceologico.

    Solitamente la massa, il popolino compera oggetti poco costosi ,ignorando l'infima qualità. le nostre industrie escono dal merc ato e, se vogliono produrre debbono andare a trovare mano d'opera a prezzi stracciati: romania, turchia ecc ecc .

    Ora in un contesto simile parlare di lavoro é da fessi, bisogna parlare di disoccupazione, cassa integrazione ecc ecc.

    Sei d'accordo?

    Siamo alla disperazione e spendiamo le poche risorse in interventi armati patrocinati dall'ONU che non paga se i caschi, forse neppure quelli.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Impegnato su diversi fronti, ho letto forse troppo velocemente il tuo 3d.
    Sono abbastanza d'accordo con te ; la cosa che tralasci però non é di secondaria importanza.

    Lo stato non può intervenire all'infuori della UE che mette paletti e traccia un prdo obbligato.


    Vedrei il discorso sotto un profilo più ampio, ad esempio confronto con realtà di paesi quali cina ed india da cu i ci proviene quasi tutta la merce che comperiamo al mercato; un esempio? I pinoli schifosi cinesi ma a buon mercato e similmente i pomodori per fare la pizza; le calze, le scarpe di gomma, ciabatte, ombrelli. Tshort e tutto il resto del listino merceologico.

    Solitamente la massa, il popolino compera oggetti poco costosi ,ignorando l'infima qualità. le nostre industrie escono dal merc ato e, se vogliono produrre debbono andare a trovare mano d'opera a prezzi stracciati: romania, turchia ecc ecc .

    Ora in un contesto simile parlare di lavoro é da fessi, bisogna parlare di disoccupazione, cassa integrazione ecc ecc.

    Sei d'accordo?

    Siamo alla disperazione e spendiamo le poche risorse in interventi armati patrocinati dall'ONU che non paga se i caschi, forse neppure quelli.

    il mio scritto voleva raccogliere alcune conclusioni generali sul tema dell'occupazione. chiaramente sull'occupazione influisce la concorrenza internazionale (soprattutto quella disonesta della Cina e simili Stati schiavisti), le regole UE. :giagia:
    la concorrenza disonesta tra gli Stati è un fattore gravissimo che purtroppo la politica europea sottovaluta. Come hai scritto tu le imprese italiane, che devono rispettare alcuni diritti dei lavoratori, sono destinate tutte a fallire se si trovano a competere con le imprese di Stati schiavisti nei quali i lavoratori hanno solo doveri.
    tanto per dirne una in cina fino a 3 anni fa non c'era manco l'obbligo di avere contratti di lavoro scritti...
    su questo la soluzione per me è una sola: l'Onu deve diventare un vero e proprio governo parziale mondiale, che emani diritti dei lavoratori che devono essere rispettati in tutto il pianeta.
    l'alternativa a questo sono i dazi per gli Stati europei ma in realtà i dazi non sono una soluzione definitiva e valida.
    però mi fermo qui perché si va un po' OT.
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio

    il mio scritto voleva raccogliere alcune conclusioni generali sul tema dell'occupazione. chiaramente sull'occupazione influisce la concorrenza internazionale (soprattutto quella disonesta della Cina e simili Stati schiavisti), le regole UE. :giagia:
    la concorrenza disonesta tra gli Stati è un fattore gravissimo che purtroppo la politica europea sottovaluta. Come hai scritto tu le imprese italiane, che devono rispettare alcuni diritti dei lavoratori, sono destinate tutte a fallire se si trovano a competere con le imprese di Stati schiavisti nei quali i lavoratori hanno solo doveri.
    tanto per dirne una in cina fino a 3 anni fa non c'era manco l'obbligo di avere contratti di lavoro scritti...
    su questo la soluzione per me è una sola: l'Onu deve diventare un vero e proprio governo parziale mondiale, che emani diritti dei lavoratori che devono essere rispettati in tutto il pianeta.
    l'alternativa a questo sono i dazi per gli Stati europei ma in realtà i dazi non sono una soluzione definitiva e valida.
    però mi fermo qui perché si va un po' OT.
    Purtroppo molti di noi hanno dell'onu un concetto sacrale, non considerando che questi altro non é che un carrozzone di stati , certi normali, molti canaglia
    ( come avrebbe detto il buon reagan)

    Dell'ONU fanno parte, oltre che la cina ( che detiene il diritto di veto) anche l'iran, la siria, il siam, il sudan, paesi che impiccano i missionari cristiani, il brazile (stato terrorista) ,cuba, tutte le dittature africane.

    Sperare qualcosa di buono, cercando di ragionar coll'ONU mi pare assurdo.
    é già tanto difficile far capire alla UE il grave problema dell'emigrazione di massa verso i nostri lidi e chioamare detto gruppo di stati a venirci incontro,
    figurati l'ONU.

    Probabilmente la soluzione sarebbe di far concorrenza alla cina e soci concedendo ai nostri lavoratori tutti i diritti dei lavoratori cinesi.

    Naturalmente non é questo che auspico ma trovami una soluzione migliore.

    L'errore capitale fu la globalizzazione, ora tutto é complicato: siamo destinati a scomparire dalla scena mondiale.

    Poveri gli italiani più giovani di noi.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Purtroppo molti di noi hanno dell'onu un concetto sacrale, non considerando che questi altro non é che un carrozzone di stati , certi normali, molti canaglia
    ( come avrebbe detto il buon reagan)

    Dell'ONU fanno parte, oltre che la cina ( che detiene il diritto di veto) anche l'iran, la siria, il siam, il sudan, paesi che impiccano i missionari cristiani, il brazile (stato terrorista) ,cuba, tutte le dittature africane.

    Sperare qualcosa di buono, cercando di ragionar coll'ONU mi pare assurdo.
    é già tanto difficile far capire alla UE il grave problema dell'emigrazione di massa verso i nostri lidi e chioamare detto gruppo di stati a venirci incontro,
    figurati l'ONU.
    ma infatti questa ONU è uno schifo. Va riformata e trasformata in un vero organo istituzionale, sottoposto al voto popolare il quale elegge un parlamento mondiale che tratta solo pochi temi (questo intendevo con governo mondiale parziale).
    tuttavia è inevitabile che a decidere di leggi mondiali sui diritti dei lavoratori sia la maggioranza mondiale: ogni Stato dovrebbe avere un numero di voti nell'Onu proporzionale alla sua popolazione. non si può fare altrimenti.
    è possibile che la maggioranza al momento non sia in mano a chi vuole molti diritti per i lavoratori ma questo poi può essere risolto col tempo, tramite un lavoro di progresso culturale.
    l'aternativa quale è? rimettiamo i dazi?

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    L'errore capitale fu la globalizzazione, ora tutto é complicato: siamo destinati a scomparire dalla scena mondiale.
    secondo me la globalizzazione, intesa come aumento delle relazioni e delle interazioni tra gli Stati, è un fatto naturale legato al progresso umano. Siamo tutti esseri umani che viviamo sullo stesso pianeta, non possiamo pensare ad un mondo fatto di Stati isolati dagli altri.
    per me la globalizzazione è un grande bene se fatta correttamente, con alcune salde leggi a livello mondiale che impostano una corretta concorrenza, che promuovano giusti diritti. Attualmente invece c'è una globalizzazione selvaggia dove prevalgono gli Stati peggiori.
    quando la legge non c'è vince il più spietato.
    anche in italia, se lo Stato italiano sparisse, comincerebbe una spietata e selvaggia lotta tra le regioni.
    a livello mondiale è lo stesso. manca una autorità globale e dunque gli Stati più spietati vincono. :giagia:
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Vedi, un conto é sognare ,un conto affrontare la realtà.

    Tu dici di un parelamento mondiale in cui gli stati contino pedr numero dei cittadini............


    La cina e l'india assieme ne hanno già la metà di tutto il mondo: saranno questi stati a soffocare il progresso mondiali poichè a loro conviene pagare una ciottola di riso al giorno e vendere prodotti scadenti a tre cents.

    Rovinando le economie forti div enteranno, già òp sono i padroni del mondo.


    Sai quanto debbono gli stati uniti alla cina? la crescita cinese é esponenziale, quella occidentale non arriva al 2% contro il 12€ di quella cinese.
    Il tempo non lavora per noi ma per loro.

    Napoleone a waterloo capì d'aver perso la guerra, noi ancora speriamo.

    Ogni viltà convien che qui sia morta.

    La nostra era é finita ora ci sta quella cinese.

    Non si potrà far nulla per evitarlo se non una guerra nucleare.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Stato e occupazione

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Vedi, un conto é sognare ,un conto affrontare la realtà.

    Tu dici di un parelamento mondiale in cui gli stati contino pedr numero dei cittadini............


    La cina e l'india assieme ne hanno già la metà di tutto il mondo: saranno questi stati a soffocare il progresso mondiali poichè a loro conviene pagare una ciottola di riso al giorno e vendere prodotti scadenti a tre cents.
    si ma se vedi la situazione in cina e in india noti un progressivo risvegliarsi dei cittadini. anno dopo anno si moltiplicano le richieste di un certo tipo di costituzione e di un certo tipo di diritti.
    le generazioni passate hanno accettato condizioni misere solo perchè prima ne avevano ancora più misere. penso che sia inevitabile un progressivo risveglio democratico in cina e in india.
    dopotutto mica noi siamo alieni rispetto ai cinesi e agli indiani, se noi non gradiamo le dittature (salvo per poco tempo) e la povertà questo lo provano anche i cinesi e gli indiani. :giagia:

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Rovinando le economie forti div enteranno, già òp sono i padroni del mondo.


    Sai quanto debbono gli stati uniti alla cina? la crescita cinese é esponenziale, quella occidentale non arriva al 2% contro il 12€ di quella cinese.
    Il tempo non lavora per noi ma per loro.

    Napoleone a waterloo capì d'aver perso la guerra, noi ancora speriamo.

    Ogni viltà convien che qui sia morta.

    La nostra era é finita ora ci sta quella cinese.

    Non si potrà far nulla per evitarlo se non una guerra nucleare.
    ma no non credo. anche se dovessimo attraversare un periodo buio qui in occidente -e in realtà lo stiamo gia attraversando-, credo che sia inevitabile che alla fine la situazione mondiale si stabilizzi con un equilibrio buono, con una progressiva rivoluzione democratica globale.
    dopotutto ripeto siamo tutti esseri umani, tutti troviamo sgradevole lavorare dalla mattina alla sera per due spicci e un governo che ci fucila se proviamo a lamentarci. :giagia:
    in realtà quello che farà continuare questa situazione intermedia negativa è la paura di un ri-assetto mondiale; non bisogna aver paura della globalizzazione e cercare inutilmente di tornare indietro, bisogna invece andarci dritti come un treno e prendere il toro per le corna. :giagia:
    Ultima modifica di TEBELARUS; 09-06-11 alle 10:03
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