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Discussione: La Piazzetta di Pol

  1. #71751
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Citazione Originariamente Scritto da attila621 Visualizza Messaggio
    azzz...nessuna dimenticanza da parte di solerti dottori...
    Ma credo che lei da molti anni abbia unno fascio di non so cosa...
    Piantato nel culo...che nel suo caso non differisce dalla bocca..
    ma riesco a supporre...evviva il comunista frenzi con il proprio fascio..
    Ben piantato...trattasi di vero e proprio tarlo per teste di legno...azz..
    Unna serena giornata..e ocio alle schegge...
    :d

    quoto attila,bravissimo,tu da uomo hai potuto rispondere ,ti voglio bene UNNO
    Ultima modifica di Ada De Santis; 28-09-13 alle 12:53
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  2. #71752
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    QuotoLANCILLOTTOTI ho sempre nel cuore
    Ultima modifica di Ada De Santis; 28-09-13 alle 12:54
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  3. #71753
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    AFM ,sempre bravissimo
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  4. #71754
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Postano cretinate ,intervengono a sproposito sempre con insulti e magari pensano che cosi ci distraiamo dai fatti gravi che stanno accadendo nella politica italiana.

    Poveri illusi!!!!!!!!!!!!


    Ma quante trame a casa Scalfari con Letta, Napolitano e Draghi


    Sembra la riedizione del panfilo Britannia del '92, dove si decise il crollo pilotato del Paese. I garanti delle istituzioni politiche e finanziarie vanno a cena dal profeta anti Cav: difficile pensare che restino super partes

    Paolo Guzzanti - Sab, 28/09/2013 - 103







    Quanto all'anfitrione non poteva che essere lui: Eugenio Scalfari, l'uomo di gran lunga più onnipotente di Dio, cui non crede ma da cui ha comunque ottenuto un voucher per l'eternità - just in case - proprio dal commensale assente, il papa argentino. Non conosciamo la disposizione dei commensali (anche se immaginiamo Giorgio Napolitano a capotavola) e ignoriamo tutto del menù. Non ci sembra invece difficile indovinare i temi della conversazione, dato il consesso e lo stato delle cose, ovvero la situazione politica. Pur giocando a mosca cieca con i dettagli, ci sono un paio di considerazioni che vorremmo fare.
    Il presidente della Repubblica è la più alta istituzione di garanzia del Paese. È il garante dei garanti, il super partes fra i super partes, un equilibrista in equilibrio. O, almeno, dovrebbe. E da chi va a cena? Dal venerando Eugenio Scalfari, creatore e signore di ebdomadari e gazzette quotidiane di gran successo, nonché di teorie sulla latente esistenza sia di Dio che del suo Io (cui dedicò con successo un suo libro) ma più che altro il campione incontrastato dell'antiberlusconismo, benché gli sia capitato nella sua lunga vita persino di intrattenersi ad Arcore alternandosi al pianoforte con l'odiato Cavaliere.
    Insomma, al di là della scelta dei vini e dei contorni, quel che colpisce di questo simposio (rivelato ieri dal Fatto Quotidiano) è che almeno due figure centrali per il loro ruolo di garanzia - Napolitano e Draghi - piluccavano e sorseggiavano nella magione del principe e decano dell'antiberlusconismo più militante e quasi militare.
    Dunque, non era certo in campo neutro che il garante della Costituzione e quello della Banca centrale si sono trovati insieme al presidente del Consiglio, il quale ultimo, pur non essendo un garante istituzionale è tuttavia un garante di fatto visto che concentra in sé la funzione di una alleanza in atto, che sostiene un governo non ancora sfiduciato. Non vorremmo essere nei suoi panni, ma i suoi sono comunque i panni di un garante.
    Garante l'uno, garante l'altro e garante l'altro ancora: eccoli lì tutti a cena da Eugenio. Domanda ai lettori: c'è per caso qualcosa che non va, che non suona bene in questa faccenda? Sì, d'accordo, Scalfari si può permettere l'ego smisurato che ha, e si nutre soltanto di ospiti adeguati alla sua dieta. Ma gli altri? Perché il capo dello Stato, garante della Costituzione, era a discutere di politica - e di che cos'altro sennò? - con un giornalista schierato su uno dei due fronti politici? E che cosa ci faceva Mario Draghi? E che cosa Enrico Letta, in partenza per gli Usa? Non ci vuole molta fantasia: Eugenio dirigeva l'orchestra non facendo mancare la sua devozione a Napolitano; Draghi parlava poco e annuiva molto, Letta non poteva frenarsi dall'esprimere la sua esausta frustrazione.
    Provando a immaginare la cena, ecco che un'altra immagine ci si è parata davanti: quella del panfilo Britannia a bordo del quale nella primavera del 1992 - annus horribilis di Falcone, Borsellino, Tangentopoli e molto altro ancora - fu avviata la svendita dell'Italia. Così almeno vuole la vulgata, solida e ben fondata. Ventuno anni fa a bordo di quel naviglio c'era anche il giovane Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, Beniamino Andreatta (sponsor e mentore di Enrico Letta) e tanti altri banchieri, affaristi, venditori, acquirenti, maneggioni e speculatori d'ogni risma. Dopo quell'allegra crociera il 48 per cento delle aziende italiane passò di mano ad aziende straniere, la lira svalutò e il Paese si avviò in un declino pilotato.
    Lungi da noi l'idea che l'abitazione di Scalfari galleggi e bordeggi come un panfilo e non sarà cero qualche elemento di continuità, come la presenza allora e oggi, di Mario Draghi a farci velo e indurci a similitudini forzate. Ma conosciamo i nostri polli a cominciare dal variopinto gallo Scalfari. E possiamo essere sicuri che nel corso del sobrio banchetto (persone d'età, stomaci delicati) si sia parlato più di futuro che di passato e che si siano gettate le basi sul da farsi prossimo venturo. La crostata a casa Letta (Gianni in questo caso) a confronto era una minestra della Caritas.
    Ora, uno può invitare a casa sua chi vuole e chiunque è padrone di accettare qualsiasi invito. Ma la densità, la qualità e l'attualità delle persone concentrate davanti alla stessa tovaglia imbandita ci dice che è proprio il fatto in sé ad apparire improprio, criticabile e fuori dalle regole, specie considerando che quei quattro commensali sono persone che fanno del rispetto delle regole una ragione di vita. Ecco quindi che qualsiasi cosa sia accaduta, qualsiasi cosa sia stata detta in quella cena per il solo fatto che si sia svolta nella casa privata di un campione politico, oltre che giornalistico, impone uno stato d'allarme. Il capo dello Stato, il capo del governo e il capo della Bce hanno accettato di riunirsi sotto la tenda del canuto maresciallo di uno dei due eserciti in battaglia per brindare e fare piani. Nessuno dica dunque che non e accaduto nulla: non basterà un digestivo per digerire questo inquietante simposio...

    http://www.ilgiornale.it/news/intern...hi-954053.html






    Ultima modifica di afm; 28-09-13 alle 12:56
    "La vita è un suono tra due silenzi"

    Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano

  5. #71755
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    LA PIAZZETTA è diiventata un LETAMAIO!! SALUTO I MIEI AMICI,VI ADORO!!
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  6. #71756
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Ciao Ada ,buon pranzo ,ignorali DEFINITIVAMENTE.
    "La vita è un suono tra due silenzi"

    Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano

  7. #71757
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Citazione Originariamente Scritto da afm Visualizza Messaggio
    Ciao Ada ,buon pranzo ,ignorali DEFINITIVAMENTE.
    Ciao AFM buon pranzo anche a te,non tipreoccupare chi se li fila
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  8. #71758
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Citazione Originariamente Scritto da ada desantis Visualizza Messaggio
    QuotoLANCILLOTTOTI ho sempre nel cuore
    si però vuoi sempre più bene all'unno


  9. #71759
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Citazione Originariamente Scritto da attila621 Visualizza Messaggio
    azzz...nessuna dimenticanza da parte di solerti dottori...
    ma credo che lei da molti anni abbia Unno fascio di non so cosa...
    piantato nel culo...che nel suo caso non differisce dalla bocca..
    ma riesco a supporre...evviva il comunista frenzi con il proprio fascio..
    ben piantato...trattasi di vero e proprio tarlo per teste di legno...azz..
    Unna serena giornata..e ocio alle schegge...



    Caro Unno

    Tu sei un vero imprenditore ,ti conosco e so come hai reagito (col cervello )alla crisi.

    Questi altri arroganti ,l'anti berluscista ,l'arciere e tanti altri sono delle nullità.

    Loro sono incapaci di reagire anche solo col sedere.


    Sanno solo essere voòlgari ,sprizzare odio e stop.

    et de hoc satis.

    Buon pranzo.
    "La vita è un suono tra due silenzi"

    Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano

  10. #71760
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    Predefinito Re: La Piazzetta di PIR

    Citazione Originariamente Scritto da afm Visualizza Messaggio
    Postano cretinate ,intervengono a sproposito sempre con insulti e magari pensano che cosi ci distraiamo dai fatti gravi che stanno accadendo nella politica italiana.

    Poveri illusi!!!!!!!!!!!!


    Ma quante trame a casa Scalfari con Letta, Napolitano e Draghi


    Sembra la riedizione del panfilo Britannia del '92, dove si decise il crollo pilotato del Paese. I garanti delle istituzioni politiche e finanziarie vanno a cena dal profeta anti Cav: difficile pensare che restino super partes

    Paolo Guzzanti - Sab, 28/09/2013 - 103







    Quanto all'anfitrione non poteva che essere lui: Eugenio Scalfari, l'uomo di gran lunga più onnipotente di Dio, cui non crede ma da cui ha comunque ottenuto un voucher per l'eternità - just in case - proprio dal commensale assente, il papa argentino. Non conosciamo la disposizione dei commensali (anche se immaginiamo Giorgio Napolitano a capotavola) e ignoriamo tutto del menù. Non ci sembra invece difficile indovinare i temi della conversazione, dato il consesso e lo stato delle cose, ovvero la situazione politica. Pur giocando a mosca cieca con i dettagli, ci sono un paio di considerazioni che vorremmo fare.
    Il presidente della Repubblica è la più alta istituzione di garanzia del Paese. È il garante dei garanti, il super partes fra i super partes, un equilibrista in equilibrio. O, almeno, dovrebbe. E da chi va a cena? Dal venerando Eugenio Scalfari, creatore e signore di ebdomadari e gazzette quotidiane di gran successo, nonché di teorie sulla latente esistenza sia di Dio che del suo Io (cui dedicò con successo un suo libro) ma più che altro il campione incontrastato dell'antiberlusconismo, benché gli sia capitato nella sua lunga vita persino di intrattenersi ad Arcore alternandosi al pianoforte con l'odiato Cavaliere.
    Insomma, al di là della scelta dei vini e dei contorni, quel che colpisce di questo simposio (rivelato ieri dal Fatto Quotidiano) è che almeno due figure centrali per il loro ruolo di garanzia - Napolitano e Draghi - piluccavano e sorseggiavano nella magione del principe e decano dell'antiberlusconismo più militante e quasi militare.
    Dunque, non era certo in campo neutro che il garante della Costituzione e quello della Banca centrale si sono trovati insieme al presidente del Consiglio, il quale ultimo, pur non essendo un garante istituzionale è tuttavia un garante di fatto visto che concentra in sé la funzione di una alleanza in atto, che sostiene un governo non ancora sfiduciato. Non vorremmo essere nei suoi panni, ma i suoi sono comunque i panni di un garante.
    Garante l'uno, garante l'altro e garante l'altro ancora: eccoli lì tutti a cena da Eugenio. Domanda ai lettori: c'è per caso qualcosa che non va, che non suona bene in questa faccenda? Sì, d'accordo, Scalfari si può permettere l'ego smisurato che ha, e si nutre soltanto di ospiti adeguati alla sua dieta. Ma gli altri? Perché il capo dello Stato, garante della Costituzione, era a discutere di politica - e di che cos'altro sennò? - con un giornalista schierato su uno dei due fronti politici? E che cosa ci faceva Mario Draghi? E che cosa Enrico Letta, in partenza per gli Usa? Non ci vuole molta fantasia: Eugenio dirigeva l'orchestra non facendo mancare la sua devozione a Napolitano; Draghi parlava poco e annuiva molto, Letta non poteva frenarsi dall'esprimere la sua esausta frustrazione.
    Provando a immaginare la cena, ecco che un'altra immagine ci si è parata davanti: quella del panfilo Britannia a bordo del quale nella primavera del 1992 - annus horribilis di Falcone, Borsellino, Tangentopoli e molto altro ancora - fu avviata la svendita dell'Italia. Così almeno vuole la vulgata, solida e ben fondata. Ventuno anni fa a bordo di quel naviglio c'era anche il giovane Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, Beniamino Andreatta (sponsor e mentore di Enrico Letta) e tanti altri banchieri, affaristi, venditori, acquirenti, maneggioni e speculatori d'ogni risma. Dopo quell'allegra crociera il 48 per cento delle aziende italiane passò di mano ad aziende straniere, la lira svalutò e il Paese si avviò in un declino pilotato.
    Lungi da noi l'idea che l'abitazione di Scalfari galleggi e bordeggi come un panfilo e non sarà cero qualche elemento di continuità, come la presenza allora e oggi, di Mario Draghi a farci velo e indurci a similitudini forzate. Ma conosciamo i nostri polli a cominciare dal variopinto gallo Scalfari. E possiamo essere sicuri che nel corso del sobrio banchetto (persone d'età, stomaci delicati) si sia parlato più di futuro che di passato e che si siano gettate le basi sul da farsi prossimo venturo. La crostata a casa Letta (Gianni in questo caso) a confronto era una minestra della Caritas.
    Ora, uno può invitare a casa sua chi vuole e chiunque è padrone di accettare qualsiasi invito. Ma la densità, la qualità e l'attualità delle persone concentrate davanti alla stessa tovaglia imbandita ci dice che è proprio il fatto in sé ad apparire improprio, criticabile e fuori dalle regole, specie considerando che quei quattro commensali sono persone che fanno del rispetto delle regole una ragione di vita. Ecco quindi che qualsiasi cosa sia accaduta, qualsiasi cosa sia stata detta in quella cena per il solo fatto che si sia svolta nella casa privata di un campione politico, oltre che giornalistico, impone uno stato d'allarme. Il capo dello Stato, il capo del governo e il capo della Bce hanno accettato di riunirsi sotto la tenda del canuto maresciallo di uno dei due eserciti in battaglia per brindare e fare piani. Nessuno dica dunque che non e accaduto nulla: non basterà un digestivo per digerire questo inquietante simposio...

    Ma quante trame a casa Scalfari con Letta, Napolitano e Draghi - IlGiornale.it






    la cosa schifosa però è l'ipocrisia del komunista napoletano che se la tira da super partes
    mentre invece va a cena con i golpisti filo culona inchiavabile !!
    con i komunisti non si deve mai dialogare ma combattere senza tregua
    per estirpare questo cancro merdoso che ha distrutto,sta distruggendo e distruggerà
    la società civile !

 

 
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